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Prato, bische clandestine aperte di notte: blitz in sei locali – Ecco dove si giocava d’azzardo

di Redazione Prato

	Scoperte bische clandestine a Prato
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Scoperte bische clandestine a Prato

Sequestrati computer, tablet, carte e tessere da mahjong. Individuati anche giocatori con precedenti di polizia. Le operazioni condotte da Guardia di finanza, Carabinieri, Polizia locale e Agenzia delle Dogane e dei Monopoli

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PRATO. Sei sedi private individuate in tre settimane, tra appartamenti, associazioni ricreative e culturali, strutture immobiliari e locali commerciali, utilizzate per il gioco d’azzardo, anche online, e per le scommesse clandestine. È il bilancio delle attività di controllo e contrasto al gioco illegale condotte a Prato il 2, il 9, il 13 e il 23 ottobre 2026, che hanno portato alla scoperta di diverse bische clandestine nella disponibilità di cittadini cinesi, frequentate anche da italiani, alcuni dei quali con precedenti di polizia. Le attività investigative si sono concentrate su sei sedi private, individuate nel territorio pratese, nell’ambito di una serie di iniziative interistituzionali finalizzate a contrastare la diffusione del gioco d’azzardo e delle scommesse clandestine. Nel corso degli accessi sono stati sequestrati denaro contante, personal computer, tablet, tavoli da gioco, carte, tessere da mahjong, dadi e altro materiale utilizzato per le attività illecite.

Il primo intervento il 2 ottobre in via Castagnoli

Il primo intervento risale a venerdì 2 ottobre 2026, quando in via Castagnoli 39/41, a Prato, è stata individuata una bisca clandestina all’interno dei locali dell’associazione culturale «Game». Nel corso dell’accesso sono state rinvenute e sequestrate 27 postazioni munite di monitor, tastiere e cuffie, due personal computer, tessere e dadi disposti su tre tavoli da gioco coperti da tappeto verde. Tutto il materiale veniva impiegato per lo svolgimento di diversi giochi, tra cui il mahjong. Gli operatori hanno inoltre individuato e sequestrato 3.344 euro in contanti, custoditi all’interno di un cassetto nella disponibilità del gestore, tre libri mastri nei quali risultavano annotate le prenotazioni delle prestazioni e le ricariche effettuate, oltre al locale stesso. Al momento dell’accesso erano presenti trenta persone, intente a giocare. All’interno venivano inoltre distribuite bevande senza alcuna autorizzazione.

Il 9 ottobre il controllo al Lambo Club: dieci persone identificate

Il secondo intervento è stato effettuato il 9 ottobre 2026 nell’associazione ricreativa culturale «Lambo Club», a gestione cinese, situata in via Torquato Tasso 15, a Prato. Il locale è risultato essere, di fatto, la sede di un casinò abusivo e clandestino. Le attività di osservazione avevano permesso di rilevare che la struttura, sviluppata su una superficie superiore ai 200 metri quadrati, veniva frequentata quasi esclusivamente nelle ore notturne, soprattutto durante i fine settimana. Tra gli avventori figuravano cittadini cinesi e italiani, alcuni dei quali con precedenti di polizia specifici nel settore del gioco illegale. I locali erano dotati di un sistema di videosorveglianza interno e il portone principale veniva aperto soltanto dopo l'identificazione degli avventori tramite videocitofono. Per accedere senza destare sospetti, gli investigatori hanno quindi atteso l'arrivo di alcuni frequentatori. Una volta entrati, hanno riscontrato la presenza di numerosi tavoli da gioco allestiti con fiches, carte e tessere da mahjong, oltre a sei personal computer accesi e collegati in rete. All'interno dell'associazione sono state identificate dieci persone. Quattro di loro, una donna cinese di 36 anni e tre uomini cinesi rispettivamente di 38, 33 e 30 anni, sono stati sorpresi mentre giocavano a mahjong effettuando puntate in denaro contante. L'esame preliminare dei computer ha inoltre permesso di rilevare il collegamento a siti di gioco non autorizzati, accessibili attraverso specifici software utilizzati per mascherare gli indirizzi IP, i cosiddetti VPN. La successiva perquisizione ha portato al sequestro di sei computer, un tablet, denaro contante direttamente impiegato nell'attività di gioco per un ammontare complessivo superiore a 3.400 euro, oltre al tavolo e alle suppellettili utilizzate, tra cui tessere da mahjong, carte e dadi. Nei confronti di tre partecipanti si procede per l'ipotesi di reato di partecipazione al gioco d'azzardo, prevista dall'articolo 720 del codice penale. Per un quarto partecipante, successivamente identificato come vicepresidente dell'associazione culturale sottoposta a controllo, si procede invece per l'ipotesi di organizzazione ed esercizio del gioco d'azzardo, prevista dall'articolo 718 del codice penale.

Il 13 ottobre la sala da gioco in via Gora del Pero

Martedì 13 ottobre 2026 è stata individuata un'altra sala da gioco in via Gora del Pero 28/15, nell'area del Macrolotto, all'interno di un immobile adibito a uso ufficio e situato al primo piano. L'accesso alla struttura era possibile soltanto attraverso una rampa di scale condominiale chiusa da una porta a vetri. L'unità immobiliare era dotata di una porta blindata, aperta dalle persone presenti al suo interno. Gli operatori hanno accertato che si trattava di un appartamento composto da sei vani e due bagni. La sala più grande era stata allestita come una vera e propria sala da gioco. Al suo interno era presente un tavolo rotondo con due sedie e del cibo a disposizione per essere consumato. Sul tavolo sono stati rinvenuti 33 mazzetti da 14 carte da gioco, un mazzo da 47 carte e post-it verdi manoscritti con ideogrammi, utilizzati per una sorta di contabilità. Accanto al tavolo, vicino alla parete sulla quale era installato il monitor delle telecamere, si trovavano due tavolinetti con cibo e bevande a disposizione dei presenti. Su di essi erano presenti anche due mazzi completi di carte da gioco di marca «Modiano», sei mazzi di carte «Texas Hold'em», 16 dadi, due mazzi da 75 carte ciascuno, un mazzo da 18 carte, nove mazzi da 14 carte, un mazzo da 93 carte, uno da 43 carte e uno da 36 carte, oltre a un mazzo da 32 carte. Sono stati rinvenuti anche quattro quaderni contenenti presumibilmente annotazioni contabili manoscritte con ideogrammi. Vicino al tavolo rotondo era collocato un tavolo da gioco con il piano rivestito di panno verde, quattro sedie e un divano nelle vicinanze. Sul tavolo era disposta ordinatamente una serie completa di tessere per il mahjong, in corso di utilizzo. Nei pressi del tavolo sono state identificate sette persone di nazionalità cinese, sedute o presenti nell'area di gioco. Un secondo tavolo da gioco, anch'esso rivestito di panno verde e dotato di cinque sedie, era collocato nella zona a sinistra. Anche su questo tavolo era predisposta una serie completa di tessere da mahjong in corso di utilizzo, con cinque cittadini cinesi seduti. Un terzo tavolo da gioco, dotato di quattro sedie e con il piano rivestito di panno verde, era allestito ma momentaneamente inutilizzato, non essendoci nessuno seduto. Sul piano era comunque pronta una serie completa di tessere per il mahjong. In un'altra stanza, all'interno del mobilio presente, è stata rinvenuta una macchina conta soldi di marca «Arrango», modello AL-6200, di colore nero e oro, insieme a 13 dadi, 47 mazzi da 14 carte ciascuno, 11 mazzi da 100 carte ciascuno e un mazzo da 86 carte. Un'ulteriore stanza ospitava due tavoli da gioco con il piano rivestito di panno verde e alcune sedie. Su uno dei tavoli erano presenti due scolapasta di plastica contenenti due serie di tessere da mahjong, per un totale di 272 tessere, raccolte per essere utilizzate successivamente, oltre a quattro dadi. Sull'altro tavolo è stato trovato un cofanetto argentato contenente fiches colorate. In un'altra stanza ancora sono state rinvenute sei scatole contenenti tessere da mahjong e dadi: cinque contenevano ciascuna dieci tessere, accompagnate rispettivamente da quattro, sei, quattro, due e due dadi. La sesta scatola conteneva 146 tessere oltre a due dadi. Complessivamente, nell'ambito dell'intervento sono stati sequestrati l'immobile, 30.030 euro in contanti e il materiale da gioco rinvenuto: 895 tessere per il mahjong, sei mazzi di carte da gioco «Texas Poker», 217 mazzette aperte di carte da gioco «Texas Poker» e 64 dadi.

Una seconda sala da gioco nei locali del Pronto Moda Yiyi

Contestualmente, nello stesso complesso immobiliare, è stata individuata un'altra sala da gioco nei locali del «Pronto Moda Yiyi», situato al piano terreno dell'edificio. All'interno era presente un ulteriore tavolo da gioco allestito con tessere da mahjong.

Il controllo in via Pistoiese: quattro tavoli da gioco e otto persone

Sempre il 13 ottobre 2026 è stato effettuato un altro accesso in un locale situato in via Pistoiese 40, a Prato. Dopo aver oltrepassato un cortile, gli operatori hanno raggiunto un altro immobile, distante circa dieci metri, al cui interno sono stati rinvenuti quattro tavoli da gioco, sedie, poltrone, tessere per il mahjong e dadi. Due dei tavoli erano in attività ed erano occupati da otto persone, impegnate nel gioco del mahjong con puntate in denaro. Le somme venivano prelevate da una raccolta collocata sul tavolo davanti a ciascun partecipante. I tavoli da mahjong, dotati di tappeto verde, erano collegati alla rete elettrica, che consentiva il mescolamento automatico delle tessere e dei dadi. Al termine dell'intervento sono stati sequestrati circa 350 euro in contanti e l'immobile. Ipotesi di esercizio del gioco d'azzardo nei confronti del cittadino cinese risultato avere la disponibilità dell'ambiente e del proprietario dell'immobile. Per i giocatori presenti gli inquirenti procedono invece per l'ipotesi di partecipazione a giochi d'azzardo.

Il 23 ottobre scoperta una bisca in via Gradisca

L'ultimo intervento risale a venerdì 23 ottobre 2026 e riguarda un immobile situato in via Gradisca 5, una traversa di via Roncioni, a ridosso del centro di Prato. La struttura è risultata essere sede di una bisca clandestina nella quale, secondo quanto ritenuto dagli investigatori, veniva praticato il gioco d'azzardo. Nel corso dell'intervento sono stati individuati dieci personal computer.

Le forze dell'ordine impegnate nei controlli

Le attività descritte si inseriscono in un quadro di iniziative interistituzionali finalizzate a effettuare controlli sui numerosi casinò e sulle bische clandestine operative nella provincia di Prato. Il primo intervento, eseguito il 2 ottobre in via Castagnoli, è stato condotto dagli appartenenti all'Ufficio antifrode dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e dalla Polizia locale di Prato. Il secondo accesso, con le relative attività di perquisizione effettuate il 9 ottobre al «Lambo Club», ha visto impegnati i militari della Sezione operativa antiterrorismo e pronto impiego del Gruppo della Guardia di finanza di Prato e i funzionari dell'Ufficio antifrode dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Gli accertamenti del 13 ottobre in via Gora del Pero e nella sede del Pronto Moda Yiyi sono stati svolti dagli appartenenti al Nucleo ispettorato del lavoro dei Carabinieri di Prato e al Nucleo investigativo del Reparto operativo del Comando provinciale dei Carabinieri di Prato. Il secondo intervento del 13 ottobre, quello effettuato in via Pistoiese, ha visto impegnati gli appartenenti alla Polizia locale di Prato. L'attività investigativa del 23 ottobre in via Gradisca 5 è stata invece curata dalla Polizia locale e dalla Stazione dei Carabinieri di Prato.

«Il gioco illegale è diffuso»: l'obiettivo è intensificare i controlli

I risultati delle operazioni dimostrano la diffusione del gioco d'azzardo e delle scommesse clandestine nel territorio pratese. Una situazione che richiede un'intensificazione dell'attività di contrasto. 

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