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Allarme e sicurezza

Firenze e la Toscana blindate per i cortei del 24 ottobre: massima allerta – Chat, ritrovi e controlli: cosa sappiamo

di Mario Neri
Alcuni studenti che hanno occupato l’istituto scolastico da Vinci
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Alcuni studenti che hanno occupato l’istituto scolastico da Vinci

Nelle vie del lusso i negozi saranno aperti: i dehors rimangono, pedane chiuse se tirerà aria di scontri: il racconto dell’attesa. In Toscana intanto la Digos ha perquisito dodici persone, cinque sono minori

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FIRENZE. Firenze stamani, sabato 24 ottobre, rimuoverà dalla strada tutto ciò che una strada può trasformare in arma. Cassonetti, transenne, ferraglia. Sopra i tetti e la Cupola girerà l’elicottero della polizia, sotto ci saranno più di cinquecento uomini in assetto antisommossa. In mezzo, una piazza che ancora non c’è. È questa la strana geografia del Movimento 17 ottobre, un corteo senza indirizzo convocato da una sigla che, per ora, è soprattutto un account social, chat, messaggi, a volte perfino conditi con minacce di stupri, altre con ingenuità palesi infarcite da sintassi sghemba e sospetti su «sbirri e giornalisti» spioni su Telegram. E la città si blinda contro qualcosa che deve ancora capire dove nascerà.

Le ultime ore

Ieri il copione è saltato. Santa Maria Novella cancellata, alle 14.30 saranno comunicati – dicono – tre punti di raccolta, più tardi il luogo finale. Alla Questura nessun preavviso. E così la culla del Rinascimento diventerà anche uno dei primi test del decreto anti-maranza entrato in vigore proprio ieri. In piazza Signoria, alle 15, potrebbe comparire l’altra iniziativa annunciata da “Noi il popolo-altro movimento”.

Ieri quattro ore di vertice in Prefettura hanno partorito un piano che finisce per assomigliare alla cosa che deve inseguire: mobile, cangiante, costruito per spostarsi. Ricognizioni dalle prime ore, pattuglie da muovere, occhi puntati sulle stazioni, una cabina unica per leggere sulle telecamere il centro metro dopo metro. Una piazza da scovare prima ancora che da presidiare.

È lo schieramento però a svelare il retroscena. Digos e celerini, ovvio. Poi battaglione dei carabinieri, Baschi verdi della Finanza e le squadre anti-crimine della Mobile, roba da caccia agli autori più che da tavolo con i capi di un corteo. Più investigatori che interlocutori, più telecamere che bandiere. Perché gli apparati si aspettano gruppi magmatici, ragazzi di seconda e terza generazione in arrivo dall’hinterland, bande nate in chat e capaci di sciogliersi in fretta. La Polfer stringerà i controlli sui treni e sui binari. In Questura Telegram e WhatsApp diventano quasi cartine stradali. Poi ci sono quelli che oggi scelgono un’altra strada.

Chi dice no

Il Cpa di Villamagna, casa dell’antagonismo fiorentino, non aderisce e passa il fine settimana in sede, assemblea nazionale. Nei licei gira un ordine diverso: disertare. «La nostra manifestazione è lunedì», ripetono i collettivi, convinti che sotto il richiamo del 17 ottobre possa gonfiarsi una piazza di infiltrati, riempita da esterni e pure da cuori neri. Ieri i professori hanno fatto lezione in strada, l’appello a non criminalizzare gli studenti ha superato le seicento firme.

Nelle vie del lusso, intanto, la paura si misura in vetri. Confcommercio e Confesercenti tengono aperto il filo con Questura e Prefettura per Tornabuoni, Strozzi, Repubblica e la stazione. Nessuna serrata. I dehors rimangono, le pedane potranno essere chiuse se tirerà aria di devastazione. «Dobbiamo difendere la nostra città da gruppetti che altrove hanno messo a ferro e fuoco vetrine, centri storici, piazze», dice l’assessore Andrea Giorgio. Milano è il fotogramma che ritorna dietro ogni scelta.

Gli accertamenti

E Milano è anche il retrobottega giudiziario di questa vigilia. Ieri la polizia ha perquisito circa cento persone in Italia per i disordini del 17 e 18 ottobre: dodici in Toscana, sette a Firenze, cinque minorenni; dieci controlli toscani hanno dato esito negativo. Sono accertamenti sui fatti dello scorso fine settimana, capitolo distinto dalla piazza di oggi. Ma da ieri è in vigore pure il decreto sulla sicurezza ribattezzato anti-maranza: nuovo reato di violenza organizzata nelle manifestazioni per gruppi di almeno cinque persone, pene più alte per chi organizza o incita anche online, sanzioni possibili ai promotori di raduni senza preavviso.

Firenze diventa così un banco di prova in attesa di ospitare, lunedì, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella per il Festival delle Regioni. Oggi, la piazza nascerà dalla rabbia. Lunedì, con gli studenti ,dalla contestazione politica a Valditara. Due giorni separati da quarantotto ore e da due modi opposti di occupare la città per chiederle voce.

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