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Il caso

Giovane morto in carcere a Prato, c’è un giallo sul referto in ritardo

di Redazione Prato

	Rodriguez Matute, il giovane honduregno morto in carcere
Rodriguez Matute, il giovane honduregno morto in carcere

Il certificato è arrivato in Procura due settimane dopo la visita ed è stato firmato da un ispettore sospettato di violenze sui detenuti

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PRATO. Sarà l’autopsia affidata al medico legale Luciana Sonnellini a tentare di chiarire le cause della morte di Rodriguez Matute, il ventiseienne honduregno deceduto il 1° luglio in una cella del carcere della Dogaia, ma in attesa dei risultati dell’esame sono ancora tante le ombre che avvolgono la morte del giovane, arrestato lo scorso 12 maggio con l’accusa di concorso in tentato omicidio volontario insieme al sedicenne che aveva accoltellato il cameriere Iacopo Cerbai all’uscita dal ristorante Casa di Targi in piazza Mercatale.

La più inquietante, è emerso dalle indagini, consiste in una firma, quella apposta da un ispettore della polizia penitenziaria su un referto datato 27 maggio. Sono passate due settimane dall’arresto e Matute viene visitato nell’infermeria del carcere. Non è in buone condizioni: ha una mascella fratturata, il setto nasale fratturato e lividi in molte parti del corpo. Dice di essere stato picchiato dalla polizia durante l’arresto. Ma quel referto, che doveva essere trasmesso alla Procura, arriverà a Palazzo di giustizia solo la sera di venerdì 12 giugno. Lunedì 15 il procuratore Luca Tescaroli ne prende visione e riconosce la firma di un ispettore che lui stesso aveva segnalato al Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria perché sospettato di aver picchiato mesi prima un detenuto nell’infermeria del carcere. Secondo l’accusa avrebbe indossato guanti di pelle per colpire il detenuto mentre i colleghi lo tenevano fermo. L’accusa dovrà essere vagliata da un giudice, ma in precedenza lo stesso ispettore era stato accusato di aver tentato di intimidire dei testimoni.

Ce n’è abbastanza per richiedere un approfondimento, e così il procuratore fissa un colloquio col giovane detenuto honduregno per il 1° luglio. Quella mattina i compagni di cella trovano il corpo senza vita. Rodriguez Matute non potrà più raccontare la sua verità su quello che è successo durante l’arresto e sulla sua permanenza in carcere. Un carcere dove negli ultimi due anni è successo di tutto, compresi i frequenti sequestri di sostanze stupefacenti. Per questo saranno fondamentali le analisi tossicologiche per escludere la presenza di droga nell’organismo del detenuto al momento della morte. 

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