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Prato, sequestrano e torturano un uomo chiedendo il riscatto da migliaia di euro alla famiglia: quattro arresti

di Redazione Prato
Prato, sequestrano e torturano un uomo chiedendo il riscatto da migliaia di euro alla famiglia: quattro arresti

L’episodio è avvenuto nella notte tra il 31 gennaio e il 1 febbraio scorso: il giorno successivo i poliziotti hanno trovato l’uomo e lo hanno liberato

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PRATO. In considerazione del rilevante interesse pubblico alla corretta conoscenza della notizia, determinato dalla importanza dell'indagine, per le modalità delle azioni delittuose accertate e la pericolosità dimostrata dai soggetti coinvolti, la Procura di Firenze comunica quanto di seguito.

Quattro arresti

La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Firenze - Direzione Distrettuale Antimafia ha delegato agli investigatori della Squadra Mobile di Prato, che hanno svolto un'articolata attività di indagine, l'esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di quattro uomini di nazionalità pakistana di 59, 42, 42 e 37 anni, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Firenze in relazione a gravi fatti delittuosi verificatisi a Prato tra il 31.01.2026 ed il 02.02.2026, relativi ai reati di sequestro di persona, tortura, rapina aggravata e lesioni personali aggravate, commessi in danno di un loro connazionale.

Le indagini

L'attività di indagine, diretta e coordinata dalla Procura distrettuale di Firenze che ha richiesto la misura cautelare, trova genesi in una segnalazione relativa ad un sequestro di persona a scopo estorsivo avvenuto nell’area del centro pratese in data 31.01.2026. In particolare, gli investigatori della Squadra Mobile di Prato, nella serata del 1 febbraio 2026, hanno raccolto la denuncia presentata da un familiare della persona offesa. Con essa il denunciante riferiva di aver appreso, tramite alcuni congiunti residenti in Pakistan, la notizia del rapimento del proprio parente, avvenuto la sera precedente ad opera di alcuni sedicenti connazionali.

I fatti

Secondo quanto comunicato, la vittima sarebbe stata trattenuta contro la propria volontà e sottoposta a ripetute violenze fisiche e a gravi minacce, anche di morte, finalizzate a ottenere il pagamento di 10.000 euro, somma indicata dai sequestratori come restituzione di un presunto debito. Nel corso delle indagini è emerso che i presunti sequestratori, attraverso una videochiamata, avrebbero contattato il padre della vittima - residente in Pakistan pretendendo la restituzione della somma di denaro già estorta all'uomo per attenerne la liberazione, minacciando di proseguire le violenze nei suoi confronti fino all’integrale pagamento dell’importo richiesto.

La ricostruzione

A seguito delle informazioni fornite in sede di denuncia, gli uomini della Squadra mobile sono riusciti a ricondurre la vicenda all’ambiente di lavoro della vittima, così da individuare, attraverso un'attività di monitoraggio dei luoghi da questa frequentati, il luogo in cui veniva trattenuta contro la sua volontà, dove già nella mattinata del 02.02.2026, a seguito di irruzione dei poliziotti, l'uomo veniva rinvenuto e liberato.

Le ulteriori attività di indagine successivamente svolte su delega della Procura di Firenze, consistite nell'escussione di persone informate sui fatti, nell'analisi dei dispositivi elettronici, negli accertamenti documentali e nei riscontri investigativi incrociati, hanno consentito di delimitare con precisione il quadro indiziario, ricostruendo compiutamente ruoli, condotte e responsabilità dei soggetti coinvolti nella vicenda criminosa, acquisendo un compendio probatorio ritenuto idoneo dall’Autorità Giudiziaria procedente all'emissione delle citate misure cautelari personali. Il provvedimento eseguito è una misura cautelare disposta in sede di indagini preliminari, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione e i destinatari di essa sono persone sottoposte alle indagini e, quindi, presunte innocenti fino a sentenza definitiva. 

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