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Firenze, il calcio storico resta in Santa Croce: il giudice respinge il ricorso dei residenti

di Pietro Barghigiani
Firenze, il calcio storico resta in Santa Croce: il giudice respinge il ricorso dei residenti

Nessuno “sfratto” per la manifestazione simbolo della città: il tribunale boccia l’azione di 19 residenti contro rumori, allestimenti e traffico legati all’evento. Ecco perché

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FIRENZE. Il calcio storico fiorentino non sarà sfrattato da piazza Santa Croce. Lo ha deciso il giudice Fiorenzo Zazzeri respingendo il ricorso di 19 residenti, non solo della piazza, secondo i quali la manifestazione, tra allestimento, gioco e smontaggio, avrebbe procurato inquinamento acustico oltre i limiti di legge e un generale peggioramento della vita provocato dall’iniziativa.

Il professor Manfredi Piccolomini è uno dei promotori dell’iniziativa verso Palazzo Vecchio che ha resistito in giudizio confermando la sede naturale dell’evento simbolo di Firenze. Non è la prima volta che il gruppo che ha portato il Comune in Tribunale chiede un uso ridotto della piazza per eventi pubblici. Tra il 2011 e il 2012, sempre gli stessi cittadini – assistiti come nell’ultima causa dall’avvocato Giuliano Scarselli – ottennero il divieto e poi il limite a tre concerti all’anno in piazza.

Secondo i ricorrenti stavolta i problemi non sono legati alla disputa delle tre partite in calendario. A loro dire i disagi derivano dall’occupazione della piazza, montaggio e smontaggio inclusi, che dura dai 40 ai 50 giorni. Agli atti anche la consulenza di parte su «rumori assordanti per tutto il periodo, impalcature che raggiungono i 60 gradi a giugno diventando un “radiatore” per la piazza, peggiorato dal cambiamento climatico. E poi lo smog dei camion inquinanti che restano fermi a lungo».

Le ragioni dei residenti non sono state ritenute sufficienti per un provvedimento di “allontanamento” dell’evento dalla piazza. I disagi sono fisiologici, ma non al punto da sconfinare in violazioni di legge, né in evidenti disturbi o danni ai cittadini.

Nell’ordinanza il giudice sottolinea «che non è stata allegata alcuna certificazione medica attestante patologie determinate dallo svolgimento delle precedenti analoghe manifestazioni: ciò che, pertanto, non può indurre a presumere l’eventuale pregiudizio derivante dallo svolgimento della prossima. Si aggiunga che taluni dei ricorrenti risultano risiedere in vie ( Tripoli e delle Caldaie) che non sono situate neppure nelle immediate vicinanze di piazza Santa Croce».

Sulle misurazioni dei decibel fornita dai ricorrenti «non risulta la prova di un’esposizione continuativa a rilevanti livelli di rumore».

E passando poi al danno all’ambiente osserva il dottor Zazzeri «che non è stata allegata la prova che sussista il rischio che le attività connesse allo svolgimento della manifestazione in piazza Santa Croce , di modesta entità , di limitata durata nel tempo e di limitato ambito territoriale, possano determinare, nel contesto del complesso delle attività antropiche ordinariamente svolte per le più svariate esigenze nel territorio cittadino , un apprezzabile danno ambientale sotto il profilo della produzione di emissioni climalteranti , al punto da rendere necessario impedire con provvedimento d’urgenza lo svolgimento della manifestazione. Anche perché presumibilmente analoghe attività sarebbero necessarie qualora la manifestazione venisse svolta altrove». Il calcio storico resta in Santa Croce con buona pace dei 19 residenti anche in palazzi storici del ‘600 che ne lamentavano gli effetti negativi.

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