Il Tirreno

Pontedera

L’intervista

Incendio a Vicopisano, cosa rischia chi abita vicino alla Delca? Patologie, esposizione e sostanze – Parla l’esperta

di Danilo Renzullo

	La nube dopo l'incendio e la professoressa Carrozzi 
La nube dopo l'incendio e la professoressa Carrozzi 

Un’esposizione prolungata ai fumi può provocare irritazioni acute e aggravare le fragilità respiratorie: la pneumologa Carrozzi spiega quali fattori incidono davvero sui rischi per la popolazione

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PISA. Momentanea tosse e bruciore alla gola, in alcuni casi esteso anche agli occhi, ma anche un possibile riacutizzarsi di patologie respiratorie nelle persone più fragili. Ai possibili danni ambientali, si aggiungono quelli alla salute. Una preoccupazione che da giorni ha fatto salire l’asticella di allarme in decine di migliaia di persone che, inevitabilmente, sono costrette a respirare sostanze che possono avere effetti «tossici e irritativi sull’apparato respiratorio». Alla base di tutto, come è facile intuire, l’incendio di Vicopisano scoppiato alla Delca Energy di via Masaccio

L’analisi della professoressa Carrozzi

«Le conseguenze sulla salute dipendono molto dalla “dose” inalata, dalla vicinanza al luogo dell’incendio e dalle condizioni di salute delle singole persone – specifica Laura Carrozzi, professoressa ordinaria di Malattie dell’apparato respiratorio al dipartimento di Patologia chirurgica, medica e molecolare e medicina critica dell’Università di Pisa e direttrice dell’unità operativa di Pneumologia dell’Aoup –. C’è innanzitutto un effetto irritativo e tossico, la cui entità dipende molto dal materiale bruciato. Effetti che possono essere momentanei per soggetti sani, per persone che invece hanno problematiche di reattività bronchiale (come, ad esempio, i soggetti asmatici o altre patologie respiratorie croniche e persone con infezioni delle vie respiratorie) possono innescare anche processi infiammatori e una riacutizzazione della patologia. Siamo di fronte ad un fenomeno di esposizione acuta, che si sta protraendo, riducendosi, da giorni con una gradualità di esposizione e, quindi, di rischi diversi a seconda della vicinanza all’area dove si è sviluppato l’incendio e dell'effetto di una serie di altre variabili, quali la temperatura dell’aria, la direzione dei venti, l’interazione con altre sostanze presenti nell’atmosfera. C’è una dispersione dei fumi e delle sostanze a livello molto più ampio rispetto alla zona del rogo».

Variabili in gioco e incertezze sui dati

Molte le variabili in gioco – a partire dai materiali bruciati nel deposito della Delca di Vicopisano, ai venti e alle temperature – e ancora poche certezze sui dati e sulle analisi del monitoraggio delle sostanze sprigionate dall’incendio e che, da giorni, si respirano.

La “cappa” e i livelli di particolato

«Tutti ci siamo accorti che in determinati momenti della giornata si forma una sorta di “cappa” – continua Carrozzi –. Ci sono alcuni dati, riferiti a Pisa, per alcuni momenti della notte e delle prime ore della mattina che indicano una concentrazione di particolato che supera gli standard europei e quelli dell’Oms: questo significa che c’è una sorta di “intrappolamento” di questa aria con particelle che possono assorbire una serie di altre sostanze», di cui al momento non si conosce la composizione.

Danni a lungo termine: cosa sappiamo

«Da escludere, al momento, la possibilità che si verifichino danni a lungo termine sull’apparto respiratorio – specifica Carrozzi –. Almeno, è presto per dirlo. Sicuramente è da monitorare la situazione acuta e quindi la durata dell’esposizione a queste sostanze, eventuali accessi al pronto soccorso e soprattutto capire le sostanze che si sono liberate nell’aria e che quindi stiamo respirando».

Un episodio che riflette l’inquinamento atmosferico

Un episodio, quello dell’incendio, che rispecchia l’inquinamento atmosferico. «L’incendio e i fumi li percepiamo, li vediamo, li avvertiamo – conclude la professoressa Carrozzi –, ma questo episodio ci fa capire come sulle nostre teste possano formarsi delle “cappe” che ci fanno respirare sostanze inquinanti: sono quelle che non vediamo e non percepiamo, ma che ci sono e sono fonte di esposizione cronica dannosa per la salute».

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