Pontedera, i soldi dal Brasile non arrivano – Prossime ore decisive per il futuro del club
Una vicenda che si trascina senza passi avanti concreti, alimentando timori sempre più diffusi sul destino del club e sulla capacità della proprietà di garantire stabilità e continuità
La data di martedì 9 giugno era stata indicata da Sportheca come quella entro la quale sarebbero dovuti arrivare i soldi necessari per saldare i mesi di aprile e maggio, purtroppo a oggi questa promessa del fondo sudamericano non è stata rispettata. Proseguono i contatti e le call fra l’Italia e il Brasile, anche nella giornata di mercoledì 10 giugno. Da parte della proprietà carioca si continua a rassicurare la Valdera ma il denaro non arriva, preoccupa in maniera consistente il fatto che i fatti non corrispondono alle promesse fatte.
Cresce la preoccupazione dei tifosi
L'unica cosa certa è il fatto che il tempo prosegue senza il ben che minimo cambiamento di una situazione letteralmente paralizzata. Sui social il tema viene ampiamente dibattuto, ovviamente nei tifosi comincia a serpeggiare un certo pessimismo, in questa totale incertezza cominciano a instillarsi dubbi nella gente sul futuro della società. L’unico aspetto positivo è rappresentato dal tempo che c'è per rimediare, anche se queste settimane passate senza nessuna novità non inducono all'ottimismo.
Il messaggio di Caponi
Nella giornata di mercoledì 10 giugno Andrea Caponi ha postato una storia molto significativa: c'è la foto del suo gol contro il San Marino in una delle serate più belle della storia del club granata. Quel successo, il 9 settembre del 2014, permise alla squadra allora guidata da Paolo Indiani di portarsi in testa alla classifica della Prima Divisione di Lega Pro, guadagnata la stagione precedente. In quella foto il capitano di mille battaglie ha scritto “Siamo pontaderesi” con un cuore e una bandiera biancogranata. Non è casuale visto il momento vissuto dalla società, senza ombra di dubbio il più difficile della storia da 114 anni a questa parte.
Il precedente del 2010 e un presente molto più complicato
Qualcosa di analogo, per certi versi, è stato vissuto nel 2010: il sindaco di allora Simone Millozzi, proprio con l’assessore allo sport di quella amministrazione Matteo Franconi (adesso primo cittadino), riuscirono a completare il salvataggio del club. Adesso la situazione appare molto più difficile: c’è una proprietà che però, al di là di tante parole, non sta dando garanzie di nessun tipo.
Riammissione e ripescaggio
A questo punto anche un eventuale ripescaggio o una riammissione appare una chimera, se non si sono ancora pagati gli stipendi di aprile e maggio.
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