Incendio a Vicopisano: gli ultimi aggiornamenti sulle analisi dell’aria e le parole del sindaco – Cosa sappiamo
Le operazioni di spegnimento proseguono mentre arrivano i primi dati ambientali, con il Comune impegnato a chiarire ai cittadini lo stato reale della situazione dopo il maxi‑rogo alla DecalEnergy
VICOPISANO. A tre giorni dal vasto incendio che ha devastato la DecalEnergy nella zona industriale di Lugnano, il fronte delle fiamme è ormai quasi del tutto sotto controllo. Lo conferma il sindaco Matteo Ferrucci, che in un aggiornamento diffuso sui social nella tarda mattinata di mercoledì 10 giugno ha parlato di un rogo «in fase di spegnimento», pur invitando alla prudenza.
Ultimi focolai sotto attacco: i vigili del fuoco lavorano senza sosta
Nella giornata di mercoledì 10 giugno le squadre dei vigili del fuoco hanno continuato a operare per eliminare i punti ancora attivi e rimuovere il materiale accumulato nell’area, una massa di rifiuti plastici che ha alimentato l’incendio con grande rapidità. Il quadro generale è in miglioramento, ma l’emergenza non può dirsi conclusa.
Riaprono le aziende vicine: scuole ancora chiuse
Dalla mattina di mercoledì 10 giugno mattina le attività produttive situate accanto all’impianto andato a fuoco hanno potuto riaprire. «Spetta ai titolari garantire condizioni di sicurezza per i lavoratori», ha precisato Ferrucci. Resta invece da definire la data di riapertura di nidi e scuole dell’infanzia, gli unici istituti ancora operativi: una decisione sarà presa nelle prossime ore. Per gli studenti più grandi: l’anno scolastico si è chiuso proprio il 10 giugno. Ancora sospese anche le attività all’aperto nelle zone più vicine al rogo, mentre la piscina comunale rimarrà chiusa.
Analisi in corso: servono ancora alcuni giorni per un quadro completo
Proseguono intanto i campionamenti di Arpat nelle aree circostanti. I primi dati sono già arrivati, ma per una valutazione complessiva serviranno «due o tre giorni», spiega il sindaco. Ferrucci ha invitato i cittadini a non lasciarsi influenzare da informazioni non verificate: «Ben vengano analisi commissionate dai privati, purché svolte da enti qualificati. Evitiamo di dare credito a ciò che circola sui social senza alcun fondamento».
Annunciato un incontro pubblico
Il primo cittadino ha anticipato che nei prossimi giorni sarà organizzato un incontro pubblico per illustrare ai residenti lo stato della situazione, le analisi ambientali e quanto finora ricostruito sulle cause dell’incendio. «È un diritto di tutti sapere cosa è accaduto», ha sottolineato Ferrucci.
Oltre duemila tonnellate di plastica in fiamme
L’incendio è scoppiato lunedì 8 giugno all’interno dell’azienda, che tratta e stocca rifiuti plastici. A bruciare sono state più di duemila tonnellate di materiale triturato o pressato, generando una nube nera che ha raggiunto gli 800 metri di altezza e si è spinta fino alla Valdera, alla Zona del Cuoio e all’Empolese. I vigili del fuoco stanno lavorando su un doppio fronte: spegnere i residui e rimuovere il materiale incombusto per evitare nuove accensioni, ipotizzando anche un possibile fenomeno di autocombustione come causa iniziale.
Dalla procura
La procuratrice di Pisa, Teresa Angela Camelio, ha chiarito che al momento non è stato aperto alcun procedimento: la procura è stata informata dei fatti, ma non ci sono ancora elementi per formulare ipotesi di reato. I rilievi di polizia giudiziaria potranno essere completati solo quando l’area sarà completamente messa in sicurezza.
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