Pontedera, al Lotti nascite in calo ma il reparto è al top per qualità. La primaria: «Ecco i nostri punti di forza»
Nel 2025 ci sono stati 724 parti mentre nel 2024 erano stati 755. Nel presidio possono nascere in sicurezza bimbi dalla 32ª settimana di gravidanza e con peso superiore a 1500 grammi
PONTEDERA. Durante l’anno che si è appena concluso all’ospedale Lotti di Pontedera sono stati registrati 724 parti (i nati sono 726). Un numero inferiore rispetto agli anni passati, ai 755 parti del 2024. Tuttavia i dati Agenas, l’agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, valorizzano i risultati ottenuti dal reparto di ostetricia e ginecologia, diretto dalla dottoressa Martina Liut, per i risultati nell’assistenza al parto. Il reparto di ostetricia e ginecologia rappresenta un punto di riferimento per la salute femminile sul territorio della Valdera e delle aree limitrofe, offrendo un’assistenza completa, «moderna e fortemente orientata alla personalizzazione dei percorsi di cura» spiega la dottoressa Liut. L’attività ostetrica si caratterizza per la presa in carico e la gestione non solo delle gravidanze a basso rischio, ma anche di quelle ad alto rischio ostetrico, grazie alla presenza di ambulatori dedicati e ad una collaborazione multidisciplinare altamente qualificata. Accanto ai percorsi tradizionali, il reparto offre ambulatori specialistici, tra cui quello di medicina cinese, integrato nel percorso nascita, e un ambulatorio dedicato all’accoglimento e alla valutazione ostetrica. Le future mamme possono scegliere modalità di travaglio e nascita rispettose delle esigenze della donna, come il parto in vasca, e aderire al percorso per l’analgesia epidurale.
Nelle situazioni che prevedono il parto con taglio cesareo programmato, è inoltre possibile il ricorso al taglio cesareo dolce con la presenza del partner in sala operatoria e con il neonato che viene subito affidato alla mamma, sempre nel rispetto delle linee guida e della sicurezza materno-fetale. «Come da vocazione storica dell’ospedale, anche nel post-nascita si cerca di ridurre al minimo gli interventi sul neonato, preservando la diade genitori-neonato e promuovendo il rooming-in 24 ore su 24, il contatto pelle a pelle e l’allattamento – aggiunge la dottoressa Liut – Allo stesso tempo, l’ospedale è in grado di prendersi cura anche dei neonati che hanno bisogno di maggiore assistenza. A Pontedera possono nascere in sicurezza bambini dalla 32ª settimana di gravidanza e con peso superiore a 1500 grammi». Quando necessario, il personale e le attrezzature disponibili consentono di fornire un’assistenza completa, compreso il supporto respiratorio
Inoltre il settore ginecologico del Lotti è orientato alla prevenzione e alla diagnosi precoce. Il reparto è inserito nei percorsi di screening del tumore della cervice uterina, che coinvolgono l’area pisana, la Valdera e l’Alta Val di Cecina. Particolare rilievo assume il percorso oncologico ginecologico, che accompagna la paziente dalla diagnosi alle terapie mediche e chirurgiche, fino al follow-up, garantendo continuità assistenziale e integrazione tra le diverse specialità.
Sono disponibili ecografie ginecologiche di secondo livello, isteroscopie diagnostiche e operative, visite ed esami specialistici. «Il reparto si occupa inoltre della presa in carico, del trattamento e del follow-up delle donne portatrici di mutazione BRCA, con un approccio personalizzato e multidisciplinare in stretta collaborazione con la Senologia» spiegano ancora dal reparto.
L’attività è completata da un percorso chirurgico ginecologico strutturato e da ambulatori dedicati alle principali patologie ginecologiche. Il reparto con l’ambulatorio di uroginecologia, è inoltre inserito in un progetto multidisciplinare per il pavimento pelvico, con la collaborazione tra diversi specialisti per offrire una risposta completa a problematiche complesse.
È attivo anche un ambulatorio dedicato alle patologie vulvari, ambito spesso poco trattato ma di grande rilevanza clinica. «Nel nostro lavoro cerchiamo di unire sempre competenza clinica, attenzione alla persona e integrazione dei servizi – spiegano – e questo ci consente di confermare il reparto come un punto di riferimento fondamentale per la salute della donna in tutte le fasi della vita».
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