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La ricostruzione

Muore a 59 anni sulle Apuane: Fabrizio Banti e la caduta nel vuoto davanti agli amici – Cosa è successo sul monte Pania

di Redazione Pontedera

	Il 59enne morto sulle Apuane
Il 59enne morto sulle Apuane

Di Pontedera, gestiva una tabaccheria a Ponsacco: si trovava in compagnia del gruppo con cui condivideva la passione per la montagna

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PONTEDERA. Tragedia, martedì 6 gennaio intorno a mezzogiorno, sul monte Pania, la vetta più affascinante delle Alpi Apuane meridionali, ma anche una delle più impegnative e insidiose considerando le condizioni meteo difficili come quelle registrate nelle ultime ore, con vento forte, freddo intenso e tratti innevati lungo i sentieri. A perdere la vita dopo una caduta è stato Fabrizio Banti, 59 anni, nato a Pontedera il 7 dicembre 1966 e residente nella stessa città, titolare di un’edicola-tabaccheria a Ponsacco. Banti era un escursionista esperto e si trovava sulla Pania insieme agli amici con cui condivideva la passione per la montagna.

La caduta

L’uomo è scivolato lungo un sentiero sul versante che guarda verso il rifugio Del Freo, alla Foce di Mosceta, precipitando a valle per diverse decine di metri. Una caduta lunga e violenta, conclusasi nel bosco nella zona delle Gorfigliette, un’area semipianeggiante che interrompe la ripida discesa del sentiero e ben conosciuta dagli addetti ai lavori perché utilizzata come punto di atterraggio per gli elicotteri. Proprio lì il corpo di Banti si è arrestato dopo il volo tremendo. La dinamica dell’incidente non è ancora stata ricostruita nel dettaglio, ma il fondo scivoloso e le condizioni ambientali particolarmente severe potrebbero aver avuto un ruolo determinante.

Soccorso e recupero

Immediata la richiesta di soccorso, arrivata alla centrale del 118 intorno alle 12,30: il preludio di un intervento che poi si è rivelato molto lungo e impegnativo. Inizialmente è stato allertato l’elicottero Pegaso 3, ma il maltempo, con scarsa visibilità e forti raffiche di vento, ha reso impossibile qualsiasi intervento dall’alto – di solito il personale medico viene calato sul posto così da effettuare le operazioni di aiuto dall’elisoccorso – così come impossibile è stato l’atterraggio. A quel punto sono entrate in azione le squadre a terra del soccorso alpino e speleologico toscano, XVII delegazione Apuana. I tecnici della stazione di Querceta, saliti dalle Voltoline, e quelli della stazione di Lucca, dal sentiero Cai 127, hanno raggiunto il luogo dell’incidente, supportati anche da personale della stazione di Massa. Con loro un medico, che purtroppo non ha potuto far altro che constatare il decesso dell’uomo. Sul posto sono intervenuti anche i vigili del fuoco, con un elicottero decollato da Genova, mentre dell’accaduto sono stati informati i carabinieri della stazione di Seravezza. Il sopraggiungere del buio, il freddo pungente e le condizioni meteo ancora proibitive hanno allungato i tempi necessari per il recupero della salma, che è stata trasportata fino al rifugio Cai di Mosceta, dov’è stata trattenuta per la notte in attesa del trasferimento a valle previsto per mercoledì 7 gennaio. Una giornata che doveva essere di montagna e condivisione ma che invece si è trasformata in un dramma improvviso. La Pania, splendida e severa, ha ricordato ancora una volta che è un ambiente alpino che richiede rispetto, prudenza e consapevolezza, soprattutto quando l’inverno rende ogni passo più fragile. Aspetti che talvolta, anche se coadiuvati dall’esperienza, non bastano.

La vittima

Fabrizio Banti gestiva assieme alla compagna una tabaccheria che faceva anche da edicola a Ponsacco, in via Valdera Capannoli. I tanti anni di attività al pubblico, in una strada peraltro molto frequentata e strategica per tutta la Valdera, lo rendevano una persona conosciuta, sia a Ponsacco che anche a Pontedera. Da sempre grande appassionato di sport, Banti amava tenersi in forma in palestra e fare attività all’aperto. Ha praticato assiduamente ciclismo, ma nel corso degli anni la sua prima passione era diventata appunto la montagna. Delle Alpi Apuane conosceva praticamente ogni angolo, tra arrampicate ed escursioni vissute assieme al suo gruppo di amici e alla compagna Elisa, con la quale esplorava paesaggi e salite anche fuori dalla Toscana, come ad esempio la costa ligure. Momenti ed emozioni spesso condivisi sui social. «Montagna e amici, un connubio perfetto» scriveva Fabrizio Banti a settembre in uno dei suoi post. Domenica 4 gennaio era stato sul Monte Fiocca, due giorni dopo l’escursione sulla Pania, in cui ha perso la vita proprio sotto gli occhi degli amici.

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