Chanel, maxi investimento a Serravalle Pistoiese: nuovo stabilimento e 100 posti di lavoro – Tutti i dettagli
Stabilimento a Cantagrillo, la data della prima pietra: 25mila metri quadrati di edificio, altri due ettari fra parcheggi e zona verde
SERRAVALLE. Chanel punta su Serravalle Pistoiese con un investimento nell’ordine dei cento milioni di euro e un nuovo stabilimento destinato al controllo qualità, con circa cento addetti previsti e un orizzonte di cantiere che la multinazionale francese fissa entro la fine del 2028.
Il progetto riguarda l’area di via Castelnuovo, tra Casalguidi e Cantagrillo, dove dovrebbe sorgere un complesso da circa 25mila metri quadrati edificabili, con possibilità di sviluppo fino a 30.700 metri quadrati complessivi, inserito dentro un più ampio disegno urbanistico che comprende viabilità, verde, parcheggi e opere di messa in sicurezza idraulica.
La notizia, per il territorio, è di quelle pesanti. Non si parla infatti di un semplice polo logistico, ma di un centro destinato al controllo qualità delle produzioni Chanel, cioè di uno snodo ad alto valore aggiunto nella filiera del lusso, collegato ai terzisti che realizzano borse e accessori e in dialogo diretto con il distretto della pelle di Santa Croce sull’Arno. Le assunzioni previste, stando alle indicazioni raccolte dal Comune, riguarderanno profili medio-alti: addetti specializzati e tecnici chiamati a verificare la qualità dei prodotti per conto della maison francese.
Il dossier
A seguire il dossier da vicino, da circa due anni, è l’assessore all’urbanistica Stefano Agostini, che legge l’operazione come un passaggio strategico ben oltre il singolo insediamento. «Ufficialmente Fendi non ha mai mandato comunicazioni formali di non essere interessato. Semplicemente non li abbiamo più sentiti, e nel contempo si sono fatti avanti da Chanel. È un progetto fondamentale per il territorio, di ampio respiro. Come poi arriverà Chanel c’è da immaginarci che altri marchi e altre aziende possano essere attratte dall’investire in provincia», osserva Agostini, mettendo il progetto dentro una prospettiva di attrattività più larga per tutta l’area pistoiese.
Il protocollo in Regione
Il protocollo d’intesa firmato in Regione Toscana dà forma istituzionale a questo scenario. I firmatari sono la Regione, rappresentata dal presidente Eugenio Giani, il Comune di Serravalle Pistoiese con il sindaco Piero Lunardi e Chanel Coordination Srl, società del gruppo Chanel rappresentata dal procuratore Bruno Gérard Duponchel su mandato di Bruno Pavlovsky. L’atto ha per oggetto lo sviluppo di un centro di controllo qualità, servizi logistici e uffici nel comune serravallino.
I dettagli e i passaggi chiave
Uno dei passaggi più rilevanti è quello urbanistico. L’area individuata oggi ha destinazione agricola e per consentire l’insediamento dovranno passare una variante al piano operativo comunale e uno specifico piano attuativo, oltre alla conferenza di copianificazione prevista dalla legge regionale. L’approvazione del progetto resta legata anche alla realizzazione contestuale di un’opera di difesa idraulica, ritenuta necessaria per ridurre il rischio di alluvione e per permettere l’aggiornamento delle cartografie e del quadro conoscitivo urbanistico.
Il protocollo entra nel dettaglio anche su questo fronte. Sono previste una vasca di laminazione, un canale di drenaggio delle acque di esondazione e un argine in terra a protezione dell’area di progetto, insieme ad altre opere pubbliche e di urbanizzazione come parcheggi, spazi verdi e adeguamento della viabilità esistente. In parallelo, Regione e Comune si impegnano a sostenere l’iter amministrativo e ad accompagnare il progetto sotto il profilo tecnico e istituzionale, mentre Chanel lega i propri impegni all’esito positivo delle procedure, all’acquisto delle aree interessate e al permanere del proprio interesse industriale.
Il progetto
Sul piano progettuale, la società dichiara di voler realizzare un insediamento rispettoso del contesto locale, non invasivo e attento alle preesistenze storiche e paesaggistiche, compresa la riconversione di un complesso rurale esistente. Anche da qui passa il profilo dell’operazione: un insediamento costoso, disegnato direttamente da designer e architetti Chanel, che punta non soltanto sulla funzione produttiva ma anche su un forte livello qualitativo dell’architettura e dell’inserimento nel paesaggio.
Nella lettura politica del sindaco Lunardi, l’arrivo di Chanel rappresenta anche la rivincita di una scelta urbanistica fatta negli anni scorsi. Il Comune, ha spiegato, si è fatto trovare pronto «grazie alla lungimiranza nell’aver elaborato un piano strutturale e operativo che contemplasse la disponibilità di aree artigianali e industriali», elemento che oggi consente a Serravalle di candidarsi ad accogliere un marchio internazionale del lusso in un segmento ad alta specializzazione.
Resta inevitabile, sullo sfondo, il precedente Fendi. Ma sia Lunardi sia Agostini provano a collocarlo non come una bocciatura del territorio, bensì come un progetto che non ha avuto seguito per scelte industriali maturate altrove, mentre nel frattempo si è aperto il canale con Chanel.
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