Fi-Pi-Li, cinque anni di incidenti: perché resta una delle strade più pericolose della Toscana – Gli interventi per cambiare le cose
Il consigliere regionale Claudio Gemelli (FdI) incalza la Regione sulla sicurezza del tratto: «Una situazione ormai non sostenibile»
Ottocentotrentacinque incidenti con feriti, 1.257 persone coinvolte e 15 morti tra il 2020 e il 2024. Sono i numeri della Fi-Pi-Li illustrati dalla Regione in risposta a un'interrogazione del consigliere regionale di Fratelli d'Italia Claudio Gemelli, che ha chiesto quali interventi siano previsti per migliorare sicurezza e fluidità della circolazione lungo una delle arterie più trafficate e pericolose della Toscana.
I numeri
I dati mostrano come nel tratto fiorentino si concentri la quota maggiore dei sinistri. Degli 835 incidenti complessivi, ben 591 si sono verificati tra Firenze e il confine con la provincia di Pisa, con 868 feriti e 8 vittime. Sul ramo Pisa si contano 147 incidenti, 242 feriti e un morto; sul ramo Livorno 97 incidenti, 147 feriti e 6 vittime.
Numeri che, secondo Gemelli, certificano una situazione ormai non più sostenibile. «I numeri non mentono: la Fi-Pi-Li è una trappola per chi la percorre, viste le continue code che si registrano e che impattano pesantemente sulla qualità della vita dei pendolari, oltre che sulle imprese del territorio», afferma il consigliere.
«Il tratto più problematico»
L’esponente di Fratelli d'Italia sottolinea poi come il tratto più problematico sia proprio quello più vicino a Firenze. «Ed è allo stesso tempo una minaccia, specialmente nel tratto fiorentino, che copre meno della metà della lunghezza complessiva della strada: degli 835 sinistri con feriti avvenuti nel quinquennio di riferimento, circa il 70% sono avvenuti tra il capoluogo e il confine con Pisa».
Le opere
Nella risposta all'interrogazione, l'assessore regionale alle Infrastrutture Filippo Boni ha richiamato gli interventi che la Regione intende realizzare per aumentare sicurezza e capacità della superstrada. Tra le opere considerate prioritarie figurano la corsia dinamica tra Scandicci e Lastra a Signa, l'ampliamento di alcuni tratti particolarmente congestionati, il miglioramento delle uscite di San Miniato e Santa Croce e interventi nell'area compresa tra Ponte a Egola e Ponsacco, prima della biforcazione verso Pisa e Livorno.
Entrando nel merito delle opere, Boni ha spiegato che le priorità individuate dalla Regione riguardano il tratto Scandicci-Lastra a Signa, dove è prevista la corsia dinamica, il segmento tra Ponte a Egola e Ponsacco prima della separazione dei rami Pisa e Livorno, la tratta Ginestra-Montelupo e alcuni svincoli particolarmente problematici come quelli di San Miniato e Santa Croce. Interventi che, nelle intenzioni della giunta, dovrebbero tradursi in corsie aggiuntive e ampliamenti mirati, vere e proprie “mini” terze corsie capaci di aumentare la fluidità del traffico e innalzare i livelli di sicurezza su una delle strade più trafficate del centro Italia.
Toscana Strade Spa
Per il futuro bisogna guardare al nome Toscana Strade Spa, la società interamente controllata dalla Regione che dovrà assumere la gestione della Fi-Pi-Li. Il piano prevede investimenti complessivi per circa 500 milioni di euro, con l'obiettivo di realizzare corsie aggiuntive e migliorare gli standard di sicurezza lungo l'intera infrastruttura.
Le cifre
Boni ha ricordato che sono già stati stanziati 10 milioni di euro. La Regione prevede di investire 50 milioni nei primi due anni di attività della nuova società. Secondo il cronoprogramma illustrato dalla Giunta, i primi lavori di ampliamento potrebbero partire dal 2027.
Proprio sui tempi si concentra però la critica di Gemelli. «Dati che rendono indifferibile una programmazione degli interventi per rendere il traffico più fluido e la circolazione più sicura, e spesso le due cose vanno di pari passo», osserva il consigliere.
Una programmazione che, a suo giudizio, resta ancora troppo lontana dalle esigenze quotidiane degli utenti. «Programmazione di cui per il momento non c'è nemmeno l'ombra, se non interventi, come la corsia dinamica proprio nel tratto più vicino a Firenze che, forse, prenderanno il via tra due anni».
Da qui la conclusione polemica dell'esponente di Fratelli d'Italia: «E nel frattempo? I dannati della Fi-Pi-Li si armino di tanta pazienza, e soprattutto guidino con molta attenzione».
La Regione punta a finanziare Toscana Strade attraverso gli introiti degli autovelox, i canoni pubblicitari, le aree di servizio, la produzione di energia da impianti fotovoltaici e, dal 2028, un pedaggio elettronico riservato ai mezzi pesanti.
Per la giunta si tratta del primo passo verso una gestione più moderna della superstrada; per l'opposizione, invece, resta aperto il problema di dare risposte immediate a chi ogni giorno deve fare i conti con traffico, code e sicurezza.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
