Allerta influenza, a Pistoia pronto soccorso in emergenza: aperti nuovi posti in intensiva
Con il picco stagionale di influenza al San Jacopo 180 accessi al giorno. Sette letti in più nell’Ama con turni tra medici internisti e geriatri
PISTOIA. La variante K del virus A/H3N2 ha sintomi persistenti e rilevanti, come febbre alta, disturbi gastrointestinali e bronchiti. Si tratta di un’influenza che può durare diversi giorni e per la quale, in taluni casi, non è sufficiente stare a letto, a casa, con le medicine prescritte dal medico di base.
Gennaio è tradizionalmente il mese del picco di accessi al pronto soccorso, ma il +10-15 % registrato negli ultimi giorni al San Jacopo deve fare i conti con la necessità di ricoverare pazienti influenzati o colpiti da broncopolmoniti per un numero di giorni maggiore rispetto agli altri anni.
Riorganizzare è stata una necessità: sono stati attivati ulteriori sette posti letto in Area medica di accettazione. Ma il San Jacopo è in emergenza. «Nel pieno del periodo invernale – fanno sapere dalla struttura diretta dal dottor Mirco Donati – il pronto soccorso dell’ospedale San Jacopo di Pistoia ha registrato un incremento degli accessi compreso tra il 10 e il 15 per cento. Un dato che risulta in linea con quello dello scorso anno e rientra nel normale andamento delle sindromi influenzali stagionali».
Non è cambiata la tipologia dei pazienti: «A rivolgersi con maggiore frequenza al pronto soccorso – prosegue l’Asl – sono soprattutto pazienti anziani e fragili, ma anche persone spesso affette da pluripatologie o da condizioni croniche».
Qual è la novità negativa rispetto agli anni passati? «L’influenza di quest’anno si presenta con sintomi particolarmente rilevanti: febbre alta e persistente, bronchiti, polmoniti e disturbi gastrointestinali, che in alcuni casi si manifestano anche in associazione tra loro. Una combinazione che può avere conseguenze significative, soprattutto nei soggetti più vulnerabili, quando ai problemi respiratori acuti si sommano disturbi gastrointestinali». Ciò che rende H3N2 particolarmente rilevante dal punto di vista sanitario è la sua capacità di mutare rapidamente, modificando le proteine di superficie e rendendo talvolta più difficile il riconoscimento da parte del sistema immunitario.
Per far fronte a questo scenario di emergenza, il pronto soccorso ha rafforzato la propria organizzazione, grazie all’integrazione con l’Area medica di accettazione, che coinvolge specialisti di Medicina d’urgenza, Medicina interna e Geriatria. La riorganizzazione ha previsto l’attivazione di sette ulteriori posti letto in Ama per l’osservazione breve intensiva (in totale sono 19 ) con una turnazione condivisa tra medici internisti, geriatri e personale del pronto soccorso. I pazienti più critici e che necessitano di ventilazione vengono poi trasferiti in terapia intensiva, gli altri pazienti che necessitano di ricovero, in Medicina interna o negli altri reparti di degenza ordinaria.
In media, gli accessi giornalieri variano tra i 150 e i 180 pazienti, dei quali circa una trentina rientrano nei cosiddetti percorsi di “fast track”, come quelli ginecologici, oculistici e altri percorsi specialistici dedicati.
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