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Pisa, Ferrovie sul cambio di nome della stazione: «Sceglie il territorio»

di Francesco Loi
Pisa, Ferrovie sul cambio di nome della stazione: «Sceglie il territorio»

Dibattito sulla modifica della denominazione dello scalo di San Rossore in Torre di Pisa: «Sul progetto complessivo di riqualificazione è in corso un dialogo con il Comune»

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PISA. «La decisione spetta al territorio». Così Ferrovie interviene direttamente nel dibattito sul cambio di denominazione della stazione di Pisa Rossore in Torre di Pisa. Un passo a lato, dunque, su questa parte del progetto complessivo “Renaming Pisa San Rossore” della società Rete Ferroviaria Italiana (Rfi). Per renaming si intende proprio il procedimento per cambiare il nome di un’azienda, di un brand, di un prodotto o, come in questo caso, di un luogo. La modifica del nome della stazione si lega a un piano di riqualificazione più ampio, come ribadito dalla società del gruppo Ferrovie anche in recenti incontri pubblici sotto il titolo “Le stazioni ferroviarie come hub intermodali”.

«In linea con la visione della stazione del Mit (ministero dei Trasporti), declinata nel Documento strategico della mobilità ferroviaria di passeggeri e merci, Rfi mira a rendere stazioni e aree circostanti più sicure e connesse, a elevare il ruolo della stazione da nodo di scambio intermodale a centro nevralgico della mobilità urbana», si legge negli atti ufficiali.

Gli obiettivi principali sono migliorare la rete pedonale nel raggio di un km dalla stazione, collegare con nuove piste ciclabili le stazioni e i principali punti di interesse nel raggio di 3 km garantendo adeguati spazi attrezzati per la sosta bici, garantire che il trasporto pubblico locale copra adeguatamente il bacino di captazione della stazione in un raggio di almeno 30 minuti, garantire all’utenza una maggiore facilità di accesso ai servizi di sharing mobility attraverso spazi dedicati a presa/rilascio dei veicoli, garantire lo sviluppo, laddove opportuno, di spazi per la sosta auto, localizzare in prossimità delle stazioni infrastrutture di ricarica per mezzi elettrici. Anche Pisa San Rossore rientra in questo piano.

Se il cambio di nome risponde soprattutto a una logica di marketing («le stazioni vengono solitamente chiamate come il luogo più importante a cui sono vicine», dicono le Ferrovie), per la seconda stazione cittadina, in particolare, il progetto prevede la riqualificazione dei sottopassi e dell’ingresso. Tra le ipotesi poi quella di un’area per la sharing mobility, un’area attrezzata per la sosta delle biciclette, oltre al rifacimento del percorso pedonale e ciclabile dall’ingresso lato via Andrea Pisano per connettere la stazione alla Torre.

Nel progetto di Rfi viene evidenziato il posizionamento della stazione rispetto ai principali attrattori turistici, comprendendo sia la Tenuta di San Rossore che Piazza dei Miracoli.

«L’interlocuzione con il Comune di Pisa è in corso», dicono da Ferrovie rispetto al progetto nel suo complesso che comprende dunque interventi in città per migliorare collegamenti e connessioni. Questo ha un costo e infatti dalla società aggiungono: «Si tratta di trovare la quadra, si stanno verificando gli impegni economici e gli aspetti della fattibilità».

Ma sul nome nessuna imposizione. «Rfi – viene ribadito – non cambia in autonomia, ma in modo condiviso con il territorio». Il Parco, attraverso il presidente Lorenzo Bani, ha chiesto di poter mantenere la denominazione San Rossore per poter far conoscere maggiormente ai turisti la Tenuta. Per il Comune, che segue la vicenda attraverso l’assessore alla mobilità Massimo Dringoli, la soluzione migliore sarebbe San Rossore-Torre di Pisa.

Da Ferrovie, in conclusione, tengono a sottolineare che il cambio di nome non è automatico e immediato «perché può sembrare banale, ma è una procedura complessa. Non si tratta solo di sostituire i cartelloni alla stazione, ma di aggiornare e adeguare i sistemi informatici della bigliettazione a livello nazionale, oltre agli altri aspetti collegati, come, ad esempio, gli annunci vocali a bordo treno».


 

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