Pisa, una moschea da 4 milioni: preghiera e cultura islamica in città – Il progetto va avanti: i dettagli
Dopo anni di stop e revisioni progettuali, la comunità islamica rilancia l’iniziativa con una raccolta fondi e un nuovo percorso tecnico che punta a trasformare l’area di Porta a Lucca in un polo di incontro, dialogo e attività sociali
PISA. La posa della prima pietra è stata solo “scenografica”. Almeno per il momento, nell’area di Porta a Lucca compresa tra il Centro universitario sportivo e via del Brennero – acquistata nel 2013 dalla Comunità islamica di Pisa per circa 115mila euro – non faranno il loro ingresso mezzi e operai, se non per normali attività di manutenzione. Nel frattempo, però – dopo tempo – si è rimessa in moto la macchina per arrivare all’inizio dei cantieri che porteranno alla costruzione di una moschea e di un centro culturale islamico.
Il nuovo impulso al progetto
Un nuovo impulso al progetto è arrivato nei giorni scorsi quando, prima a Cascina – dove si è svolto un incontro promosso dall’Associazione di cultura islamica albanese di Pisa con autorità religiose e istituzionali – e poi nell’area da circa quattromila metri quadrati destinata a ospitare la moschea, dove l’associazione si è riunita per “sensibilizzare” – anche attraverso una simbolica cerimonia della posa della prima pietra – le varie “anime” della comunità islamica a contribuire alla realizzazione del progetto.
Il nodo dei finanziamenti e le modifiche al progetto
Uno dei nodi principali – insieme agli ultimi aspetti tecnici e burocratici – resta infatti quello dei finanziamenti. Aspetto che, insieme ad altri più strettamente di carattere urbanistico e paesaggistico, ha più volte frenato l’avvio dei lavori (inizialmente previsti nel 2015) e costretto i tecnici a modificare i piani. Allo sfarzoso progetto elaborato nel 2013, dal costo stimato di circa cinque milioni di euro (con la previsione di realizzare anche un minareto alto 25 metri che ha dato impulso alle polemiche e alle proteste di chi lo riteneva per la sua altezza concorrenziale alla Torre Pendente), è stato preferito un progetto molto più modesto dal costo oscillante tra i tre e i quattro milioni di euro, senza il minareto, ma con una cupola e – tra i vari spazi – un’ampia sala al piano terra in grado di accogliere varie centinaia di persone. Con l’edificio religioso è stata prevista anche la realizzazione di una seconda struttura destinata a ospitare un centro culturale di due piani, dove la comunità islamica ha intenzione di svolgere attività culturali e di socializzazione. «Un progetto che mira a creare un moderno centro islamico, che sarà sede di culto, educazione e attività culturali e sociali per l’intera comunità – sottolinea l’Associazione di cultura islamica albanese – che servirà da ponte di collegamento tra tradizione, identità e integrazione nella società».
La raccolta fondi e la visione dell’associazione
Nel frattempo, l’associazione ha lanciato anche una raccolta fondi per cercare di raccogliere le risorse necessarie alla materializzazione del progetto. Partita da alcune settimane su una piattaforma online, il crowdfunding ha raccolto per il momento poco più di 11mila euro. «La nostra visione è creare non solo un luogo di preghiera – aggiunge l’associazione –, ma anche un centro di pace, conoscenza e comunità dove tutti siano i benvenuti. La moschea sarà un simbolo di unità, rispetto e diversità in una città visitata da persone provenienti da tutto il mondo. Sarà una casa spirituale per i musulmani, un luogo di dialogo interreligioso e un centro di comprensione culturale».
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