Il Tirreno

Il progetto

Piombino, ecco la maxi piattaforma offshore costruita nel cantiere portuale

di Claudia Guarino
Piombino, ecco la maxi piattaforma offshore costruita nel cantiere portuale

Alla struttura, commissionata da Eni, hanno lavorato Pim e Rosetti Marino Mulas (Piombino Industrie Marittime): «Raccolta una sfida importante»

3 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. Una maxi piattaforma, chiamata Douglas, che Eni utilizzerà per un progetto volto alla cattura dell’anidride carbonica prodotta dalle industrie e al successivo stoccaggio offshore della stessa. Ecco che cosa è appena stato costruito sulla banchina nord del porto di Piombino. Ad annunciare il compimento dell’operazione di trasferimento delle strutture, completate, dalla banchina alla chiatta per il trasporto è stata l’impresa di cantieristica navale Rosetti Marino, che alla Douglas ha lavorato insieme a Piombino Industrie Marittime (Pim). «È stato un lavoro complesso – hanno scritto dall’azienda – portato a termine in sicurezza grazie al coordinamento e al lavoro di tutte le persone coinvolte».

Il progetto di Eni

Il progetto in cui sono inserite le strutture in questione si chiama Liverpool Bay Ccs Project che, si legge sul sito di Eni, «è l’elemento centrale di HyNet, uno dei cluster industriali per la cattura e stoccaggio della Co2 più importanti al mondo». È contestualmente a questo programma che, nella primavera del 2025, Rosetti Marino e Pim hanno stretto un accordo di cooperazione della durata di due anni dando così vita all’impresa congiunta Rosetti – Pim. Ecco dunque che, durante la primavera del 2025, è iniziata costruzione della piattaforma Douglas. E adesso sono state appunto completate le operazioni di spostamento dell’intera struttura (prima dell’elemento di supporto, chiamato jacket, e poi della parte superiore, topside) dalla banchina alla chiatta per il trasporto verso il golfo di Liverpool.

I numeri

La parte superiore della struttura, spiega l’azienda, «ha un peso netto di 1. 855 tonnellate. L’operazione è stata effettuata tramite Spmt (veicoli semoventi) in configurazione da 88 assi». Mentre lo spostamento della struttura di supporto è stato ultimato tramite «uno strumento a quattro gambe con 8 pile sleeves e 8 pali di fondazione, ha un ingombro di 32 × 32 metri, con altezza di 49, 8 e peso di 1. 755 tonnellate nella configurazione di load-out». Completate queste operazioni, si chiude questa fase a terra del progetto e prende il via quella per l’installazione offshore nella baia di Liverpool. La commessa, acquisita dal gruppo nel contesto appunto del Liverpool Bay Ccs Project di Eni, ha un valore di oltre 300 milioni di euro. Rosetti Marino si sta occupando di progettazione, approvvigionamento dei materiali, costruzione e trasferimento nonché di alcune attività a mare.

Il futuro

Entro la primavera del 2027, d’altra parte, dovrebbero essere consegnate le altre due piattaforme che attualmente sono in fase di costruzione al porto di Piombino. Si tratta di strutture, anche queste inserite nell’ambito del progetto britannico di Eni, simili a quella che ha appena preso il largo ma composte dalla sola parte superiore.

«Avanti così»

«Il porto di Piombino e le aziende che qui lavorano – dice l’ingegnere Valerio Mulas, amministratore delegato di Piombino Industrie Marittime – dimostrano di avere la voglia e la capacità di raccogliere sfide importanti in ambiti che sono innovativi. E posso dire che l’auspicio è quello di proseguire in questa direzione».

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Clima impazzito

Meteo in Toscana, scatta l’allerta temporali poi l’ipotesi estrema: «Crollo termico e ritorno della neve» – La previsione

di Tommaso Silvi
Turismo: le nostre guide