Autovelox, a Piombino omologato l'apparecchio di viale Unità d’Italia. E un altro sta per essere riacceso
Il decreto Salvini è legge. Nella Gazzetta ufficiale il modello in questione è compreso tra quelli che possono stare accesi
PIOMBINO. E adesso? È la domanda che si fanno tutti gli automobilisti del comprensorio così come tanti turisti e visitatori che sono passati (e passeranno) da viale Unità d’Italia. Adesso che il decreto Salvini, pubblicato in Gazzetta ufficiale, è diventato legge, cosa succederà a chi supera il limite dei 50 chilometri orari o lo ha fatto in passato e ha preso la multa? Adesso ci sono novità, e non riguardano solamente il misuratore in questione.
Il testo, si legge nel provvedimento, riguarda la "disciplina delle caratteristiche, dei requisiti e delle procedure di omologazione, taratura e verifica di funzionalità dei dispositivi e dei sistemi per l'accertamento delle violazioni dei limiti massimi di velocità". Resteranno attivi circa 3.150 apparecchi in Italia.
Le norme sono entrate in vigore domenica, tecnicamente allo scoccare della mezzanotte, questo vuol dire che circa un terzo del Paese ha spento i misuratori (o dovrebbe averlo fatto) un istante prima. Allo sgabuzzino, momentaneamente “spenti”, sono stati destinati misuratori approvati prima del 2017, mentre restano in funzione tutti quelli approvati da quella data in poi (perché rispondenti alle regole introdotte nove anni fa).
In occasione dell’ennesimo ricorso, per una multa elevata in seguito alla sentenza della giudice di pace Marielena Cristiani, che due mesi fa aveva annullato il verbale di un automobilista che si era fatto rappresentare dalle avvocate Barbara Capocchi del Foro di Prato e Maria Lepore del Foro di Livorno, soltanto pochi giorni fa avevamo rivolto due domande all’assessore alla polizia locale Gianni Fedeli chiedendo su quali basi il municipio continuasse a fare le sanzioni e come intendesse gestirne i proventi.
Il pubblico amministratore, premettendo – ineccepibile – che il limite di velocità esiste e va rispettato e che il municipio avrebbe seguito «con la massima attenzione ogni evoluzione normativa e giurisprudenziale», ci aveva risposto che «l’apparecchiatura è stata autorizzata sulla base dei provvedimenti rilasciati dal ministero (non specificava, ndr), è sottoposta alle verifiche di funzionalità e alle tarature previste ed è stata inserita nel censimento nazionale dei dispositivi».
Fino a domenica l’autovelox di viale Unità d’Italia, già oggetti contestazioni e ricorsi fin dalla sua installazione nel 2023, era quindi rimasto – come si dice in gergo – un caso: il numero di matricola, bene impresso sui verbali che nel 2025 fruttarono alle casse del Comune qualcosa come 2,75 milioni di euro, non compariva e non compare sul portale https://velox.mit.gov.it che pure dovrebbe elencare tutte le telecamere dello Stivale, omologate e non; e anche a cercare “Piombino” a saltar fuori sono le quattro occorrenze riferite alla “stazione periferica di rilevamento velocità media” modello “Celeritas Evo 1506” a noleggio sulla Geodetica.
E adesso? «Adesso il misuratore di viale Unità d’Italia, come conferma la comandante della polizia locale Ilaria Pucci, è autorizzato e omologato: il suo modello, il 106, è elencato nell’apposito allegato disponibile per la consultazione sulla Gazzetta ufficiale, non è stato spento sabato notte e rimane attivo», risponde Fedeli, al quale (come a tanti altri amministratori d’Italia) il governo – aggiungiamo noi – ha tolto le proverbiali castagne dal fuoco. E dà un nuovo impulso: «Il vecchio autovelox della frazione di Fiorentina, invece, quello sì spento da tempo, quello è un modello 105: non è omologato, e questo lo sapevamo da tempo (motivo per il quale lo avevamo tolto dalla circolazione) ma soprattutto per noi non è omologabile», aggiunge l’assessore, preannunciando che «gli uffici sono già stati messi in moto per attivare le procedure necessarie per sostituirlo, ovviamente con uno di nuova generazione e quindi al riparo da qualsiasi dubbio».
Fedeli lo aveva premesso al nostro taccuino e lo ribadisce: «A prescindere da tutto il limite di velocità esiste, in quel punto è di 50 chilometri orari, e dev’essere rispettato», e infine conclude respingendo al mittente le accuse di voler “far cassa”: «Questi apparecchi non hanno una funzione repressiva ma sanzionatoria. Obiettivo della nostra amministrazione comunale è garantire l’incolumità delle persone».
La porta per eventuali ricorsi da parte di automobilisti multati sembra ormai del tutto chiusa.
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