Il Tirreno

Il personaggio

I 90 anni del Re del Mare: dalle immersioni all’amore per l’Elba, Carlo Gasparri non si ferma – «Vi racconto i miei nuovi progetti»

di Stefano Bramanti

	Carlo Gasparri alle prese con un corallo, a dx in una foto scattata prima di una recente immersione
Carlo Gasparri alle prese con un corallo, a dx in una foto scattata prima di una recente immersione

Elba, un altro grande traguardo per l’indimenticato campione di pesca subacquea. Spirito libero, atleta unico, poi giornalista e divulgatore in Rai: un vero gioiello dell’isola

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«Novant’anni ma sono lo stesso di sempre. Sto bene, faccio immersioni in mare scattando foto, ne ho 70 mila nel mio pc. Vado per funghi nei boschi, coltivo il mio terreno ben attrezzato che mi dà salute con prodotti genuini. Ho progetti per i miei 100 anni e faccio creare il libro sulla mia vita, a mia nipote Lavinia».

Parla così Carlo Gasparri, campione del mondo di pesca subacquea, con all’attivo anche cinque titoli italiani e per tre volte campione d'Europa. Uno spirito libero, ampie le sue conoscenze acquisite girando il mondo e i successi diventarono incarichi ambientali nel pianeta con la Rai, il Corriere della Sera e pure col Tirreno, per raccontare la vita del mare. Un Carlo frequentatore dell'università della vita ed è stato nominato Cavaliere della Repubblica, ha ricevuto la rara “Medaglia d'oro al valore atletico” dal Coni. Missioni in Cile, a Capo Horn, conoscendo Neruda e il presidente Allende, in Messico, Brasile, Australia, Grecia e altrove. «Una delle più importanti? – ci ha detto – Il congresso delle Nazioni Unite sull'ambiente a Rio de Janeiro del 1992, fui invitato assieme alla rappresentanza italiana». Gasparri riconosce i pesci dai suoni che emettono e con le bombole si immergeva oltre i 100 metri.

Ragazzino prodigio catturava quintali di pesce

Carlo, nacque il 16 gennaio del 1936 dall'amore del padre Vincenzo per la moglie Fernanda, un'infanzia segnata dalla guerra e la sua Portoferraio su bombardata. «Dopo le elementari – spiega – molti dovevano imparare un mestiere; feci un corso per muratore, anche se già pescavo. Poi lavorai in miniera ad Ortano fino alla partenza per la leva militare. Al mio ritorno la mia famiglia, a Procchio, gestiva il bagno “La Perla” e pescavo ogni giorno. Con l'avvio del turismo negli anni '50 arrivarono i tedeschi e allora andai in Germania per imparare bene la lingua. Tornato tutti volevano il pesce che pescavo e Alessandro Olschki, campione italiano di pesca subacquea, mi notò e mi incitò a gareggiare: avrei vinto tanto».

Le prime gare dal 1962, tanti successi

«Andai in Liguria per una gara, con Raffaelli, e il produttore di attrezzature da sub Mares fu colpito dalla mia bravura. Mi nominò consulente e testimonial dei suoi prodotti e creavo anche nuovi accessori da sub». Dal 1964 pescò il corallo in inverno e dopo un corso a Valenza divenne orafo e pensando al suo futuro aprì un negozio sotto i portici al porto, dove lavorò Loretta Boldri che divenne sua moglie nel ’67. Poi vittorie fino al 1974 quando decise di smettere col 5° titolo di campione d'Italia di pesca subacquea in apnea, nel 1964 la prima conquista e nel 1969 fu campione del mondo alle Eolie, poi tre volte ebbe il titolo europeo. Il mondo lo conobbe e fu nominato anche Grande ufficiale della Repubblica. Nel 2023 ha ricevuto, dai Cavalieri di Santo Stefano, il premio "Una vita dedicata al mare". Carlo disse: «Dedico questo riconoscimento a mia moglie Loretta, mi ha sostenuto per ottenere tanti traguardi». Poi ricevette anche la Stella d'Oro dal Coni nazionale.

Carlo attore in Rai con Fazzuoli e nel Corriere di Gaspare

«Fui campione di sub, ma molto importante fu il mio ruolo di inviato speciale e comunicatore – racconta ancora – Bongiorno, Tortora mi vollero in Tv, fui in Rai 12 anni con Linea Verde di Federico Fazzuoli. Poi Barbiellini Amidei mi chiamò al Corriere della Sera e Gaspare mi fece viaggiare nel mondo sulle tracce di Darwin, per servizi riguardanti l'ambiente e il mare. Pure Il Tirreno mi chiese di fare servizi su ogni aspetto degli abissi. E sempre in Rai feci la rubrica “Azzurro quotidiano” e nel 1974 ho recitato nella miniserie “Jack London” con Orso Maria Guerrini.

Carlo consulente e un paio di pubblicazioni

«Il povero Luciano Costanzo fu divorato nel 1989 da uno squalo bianco, davanti a Baratti, – racconta Gasparri – fui chiamato in tribunale quale esperto e dimostrai le dinamiche per cui quella era stata la sorte del sub; non perì per una esplosione». Per amore della sua città, Carlo, assieme ad Alessandro Farina di Mucchio Selvaggio, collaborò con Agostino Anselmi per fare il libro sui 100 anni di storia dell'Audace calcio, «Poi – precisa – insieme a Giorgio Cuneo – ho creato il volume “I giganti verdi di Portoferraio».

Un tuffo in politica

«Non sono stato mai iscritto ad alcun partito, ma ho cercato di contribuire, per amore della mia città, – dice – diventando consigliere d'opposizione per 10 anni, mentre erano sindaci Giovanni Fratini e Roberto Peria Grande delusione. Tutta la politica non riesce a dare risposte alle esigenze della gente e del territorio. Proposi la creazione di un ulteriore molo a Portoferraio, conoscendo tutto sui fondali e proposi anche la creazione di un acquario e relativo Centro studi, per studenti universitari. Niente da fare». Grande la vita di Calo Gasparri, segnata però da un grave lutto. Nel 2009 persero, lui e sua moglie Loretta, l'adorata figlia Carla per una grave malattia: «Una tragedia – rimarca il campione. – da allora mi sono mosso poco dall'isola, una ferita profonda che non risarcisce mai».
 

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