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Montecatini

La strage

Disastro ferroviario in Spagna, Daniela Vannina Millan Parlanti è la vittima originaria della Toscana: la trasferta di lavoro trasformata in tragedia

di Luca Signorini
Il disastro in Spagna e la vittima
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Il disastro in Spagna e la vittima

È stata identificata la 40enne italo-venezuelana che era fra i dispersi da mercoledì 28 ottobre: viveva e lavorava a Madrid, aveva un figlio

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MONTECATINI. È una storia di emigrazione quando c’era la miseria quella che lega a Montecatini Terme Daniela Vannina Millan Parlanti (questo il nome completo), ufficialmente identificata nel corso della giornata di ieri, 2 novembre, tra le vittime – in totale 69 – del disastro ferroviario avvenuto la mattina di mercoledì 28 ottobre a Urda, nei pressi di Toledo in Spagna, quando alle 8.53 un treno Ave della compagnia statale Renfe si è scontrato contro un convoglio della compagnia Iryo (tra l’altro realizzato nello stabilimento di Pistoia della Hitachi) sulla linea dell’alta velocità Madrid-Siviglia.

Le origini a Montecatini

Il certificato di nascita della 40enne italo-venezuelana, con la contestuale iscrizione al registro dell’Aire (ovvero l’Anagrafe dei cittadini italiani residenti all’estero), risulta presentato e formalizzato nel municipio di viale Verdi nel 2008. Dello stesso anno è anche l’iscrizione della madre, Ana Maria Parlanti (mentre il padre Wiliam Rafael Millan Quintini non è iscritto all’Aire). Entrambe le donne sono nate però a Caracas, capitale del Venezuela. Ma con quell’atto hanno acquisito la doppia cittadinanza.

Risalgono dunque al ramo materno della famiglia le origini italiane, nello specifico all’ombra delle terme. Da quanto è stato possibile ricostruire, è stato il nonno defunto Silvano a nascere a Montecatini e a decidere di emigrare, in cerca di miglior fortuna. Il Venezuela sarebbe la seconda tappa della vita dell’uomo. Risulta infatti che il suo primo viaggio da emigrante sia stato con destinazione l’Argentina, dove del resto sono andati molti italiani tra la fine dell’Ottocento e le due guerre mondiali.

Il Venezuela

La vita di Daniela Millan Parlanti si sarebbe comunque svolta sempre fuori dall’Italia. Tra il 2004 e il 2008 aveva frequentato l'Università Centrale del Venezuela, dove si era laureata in tecnologia cardiopolmonare. Si era poi specializzata nel campo degli ultrasuoni, diventando ecocardiografista, cioè una professionista impegnata nell'utilizzo delle tecnologie diagnostiche per la salute del cuore.

L’Argentina, poi la Spagna per lavoro

La sua carriera l'aveva portata anche fuori dal suo paese natale. Aveva lavorato infatti in Argentina, prima di trasferirsi in Spagna, viveva a Madrid e qui si era costruita la sua famiglia, con il compagno e un figlio. Nel 2019 era entrata in Philips España, azienda nella quale aveva continuato a occuparsi di tecnologie mediche.

La tragedia

Mercoledì scorso si trovava sul treno dell’alta velocità Madrid-Siviglia per una trasferta di lavoro. La famiglia ha ricostruito i suoi ultimi spostamenti partendo dal biglietto ferroviario recuperato spulciando la casella di posta elettronica personale della 40enne.

La prenotazione indicava infatti il primo vagone del treno Ave della Renfe, il convoglio ad alta velocità partito dalla capitale spagnola e diretto in Andalusia, Parlanti occupava il posto numero nove. I familiari, da quel momento, avevano lanciato appelli pubblici per ritrovarla, tramite i social network e i canali di informazione venezuelani e spagnoli. Più il tempo passava, più l’attesa si faceva straziante. Il nome di Daniela era emerso già dalla giornata di sabato.

Quindi l’epilogo drammatico del ritrovamento del cadavere e dell’identificazione, avvenuta come detto ieri e comunicata dalle autorità spagnole in collaborazione con il consolato generale d'Italia a Madrid per conto dell'ambasciata e della Farnesina. Per darle un nome e un volto ci sono voluti gli esami del Dna, le impronte digitali e il confronto con i campioni biologici che sono stati forniti dai familiari.

L’altra vittima

L’altra vittima con cittadinanza italiana del disastro ferroviario è Ana Martina Conte Grand, 32 anni, di San Juan, in Argentina. Le origini nel nostro paese vanno fatte risalire al bisnonno, emigrato dalla provincia di Torino. La giovane si trovava in Spagna per fare visita al fratello (rimasto ferito nell’incidente) e alla nipotina appena nata, che vivono in Andalusia. Seppure con legami lontani, anche Montecatini Terme ha pagato il suo tributo alla tragedia spagnola. 

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