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Toscana

L’approfondimento

L’IA e lo studio, così la studentessa toscana parla del rapporto con l’intelligenza artificiale: (possibili) vantaggi e rischi

di Vanessa Tahiri (*)

	(foto di repertorio)
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(foto di repertorio)

Uno strumento che utilizza per rifare gli appunti, rendendoli più semplici e usando un linguaggio più comprensibile: le varie modalità

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Oggi l’intelligenza artificiale viene utilizzata da tante persone, anche da noi studenti. Tra gli strumenti più conosciuti c’è ChatGPT, che io uso soprattutto per aiutarmi con lo studio e con i compiti scolastici. Lo utilizzo principalmente per rifare gli appunti, rendendoli più semplici e usando un linguaggio più comprensibile. Quando un argomento è difficile da capire, posso chiedere all’intelligenza artificiale di spiegarmelo con parole più semplici, così riesco a studiarlo meglio e a ricordare le informazioni più importanti. Lo uso anche per ampliare i miei appunti e aggiungere informazioni che magari mi sono persa durante una lezione. Un altro utilizzo riguarda gli esercizi. Quando svolgo un esercizio e sbaglio qualcosa, chiedo all’intelligenza artificiale di correggerlo e di spiegarmi dove ho sbagliato. In questo modo posso capire meglio il procedimento e imparare a svolgere gli esercizi in maniera corretta.

Secondo me, questo è uno degli utilizzi più utili, perché mi permette di capire i miei errori e di migliorare nello studio. Utilizzo l’intelligenza artificiale anche per cercare informazioni e approfondire gli argomenti che studio a scuola. Secondo me, però, l’intelligenza artificiale può avere anche degli aspetti negativi, soprattutto quando viene utilizzata troppo o nel modo sbagliato. Per esempio, alcuni studenti potrebbero usarla per farsi svolgere tutti i compiti, copiare le risposte e consegnare un lavoro senza nemmeno leggerlo o capire cosa c’è scritto. In questo modo rischiano di abituarsi ad avere sempre la soluzione pronta, senza impegnarsi a ragionare da soli. Un altro problema è che spesso ci si fida troppo delle risposte generate dall’intelligenza artificiale. Uno studente potrebbe cercare un’informazione, ricevere una risposta e considerarla subito vera, senza controllarla su un libro o su un sito affidabile. In realtà, l’intelligenza artificiale può commettere errori o fornire informazioni imprecise. Per questo penso che sia importante verificare le risposte e confrontarle con altre fonti, imparando anche a fare ricerche in autonomia.

Per quanto mi riguarda, considero l’intelligenza artificiale un aiuto per studiare, correggere gli errori, trovare informazioni e migliorare i miei appunti. Credo che possa essere molto utile per noi studenti, soprattutto quando abbiamo bisogno di una spiegazione in più o vogliamo capire meglio un argomento. L’importante è usarlo come un supporto allo studio e continuare a impegnarsi personalmente, perché capire ciò che si studia è fondamentale. In conclusione, penso che l’intelligenza artificiale possa essere una risorsa utile nella scuola, ma che sia importante saperla usare con attenzione.

Può aiutarci a imparare cose nuove e a migliorare, ma dobbiamo anche sviluppare il nostro pensiero, fare domande, cercare informazioni e controllare le risposte che riceviamo.

* Studentessa di 17 anni del Liceo Niccolò Forteguerri di Pistoia

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