Il Tirreno

Montecatini

L’inchiesta

Ricette (rubate) con nomi falsi per Fentanyl e stupefacenti: quattro indagati – La maxi-operazione in Toscana

di Luca Signorini

	L'ospedale e un'operazione dei Nas in foto d'archivio
L'ospedale e un'operazione dei Nas in foto d'archivio

Truffa ai danni dello Stato per spacciare: oltre 500 ricette con le quali erano state dispensate varie tipologie di farmaci, soprattutto ad azione stupefacente, per un importo di oltre 44mila euro

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FIRENZE. Furto aggravato, falsità materiale, truffa ai danni dello Stato, corruzione, peculato e spaccio di stupefacenti. È lunga la lista dei reati contestati, a vario titolo, a carico di quattro indagati ritenuti coinvolti in un vero e proprio sistema criminale con fine ultimo la vendita di medicinali – ottenuti tramite ricette mediche false o sottratti dal deposito dell’Estar (la centrale unica degli acquisti di farmaci e dispositivi medici per la Regione Toscana) di Calenzano – contenenti sostanza stupefacente, come l’oxycontin, a base di oppioidi.

Le indagini

L’indagine dei carabinieri del nucleo antisofisticazione e sanità di Firenze, coordinati dalla Procura di Pistoia, è partita nel 2025 proprio nell'ambito della campagna di contrasto sull'illecito utilizzo del fentanyl, e ha avuto origine da un controllo di routine in alcune farmacie della provincia, dove sono state rinvenute varie ricette mediche (le cosiddette "ricette rosse") del Servizio sanitario nazionale con cui erano stati prescritti farmaci anche ad azione stupefacente a favore di alcuni pazienti.

Le ricette in questione sono però risultate contraffatte. I timbri apposti riportavano infatti nominativi di medici diversi rispetto ai sanitari a cui erano stati assegnati i "ricettari": timbri e ricette erano stati rubati dall’ospedale di Pescia. Inoltre, la prescrizione indicava nominativi di fantasia dei beneficiari, abbinati però a un codice fiscale esistente, così da sfuggire ai controlli sommari.

Le misure cautelari

Alla fine, per quattro persone sono scattate le misure cautelari, emesse dal Gip di Pistoia. Arresti domiciliari per un 37enne originario di Mistretta (Messina) e residente a Monsummano, dipendente di Estar (al quale è stata sequestrata una somma di 1500 euro), trovato in possesso di oltre 250 tra farmaci e dispositivi medici, risultati – almeno in parte – provenienti dal magazzino di Calenzano; obbligo di dimora nel comune di residenza per una coppia di fidanzati di 34 e 32 anni, originari di Pescia e residenti ad Altopascio, presunti utilizzatori delle ricette mediche false (per loro anche il sequestro preventivo di mille euro ciascuno) e trovati in possesso di una confezione di fentanyl che sarebbe stata ceduta in passato dal 37enne; stessa misura cautelare per un 50enne di Ponte Buggianese residente a Montecatini, tra l’altro già noto alle forze dell’ordine, all'epoca dei fatti impiegato alle dipendenze di una cooperativa che gestiva alcuni servizi all'ospedale di Pescia, all’interno del quale aveva facile accesso.

Le ricette

I militari hanno rilevato oltre 500 ricette di provenienza furtiva, con le quali erano state dispensate varie tipologie di farmaci, soprattutto ad azione stupefacente, per un importo di oltre 44mila euro, quasi esclusivamente a carico del Servizio sanitario nazionale. Ad utilizzarle, la coppia di fidanzati residente ad Altopascio. La successiva perquisizione eseguita nella loro abitazione permetteva di rinvenire farmaci oppioidi e sostanze stupefacenti tipo cocaina e marijuana, strumenti di pesatura e confezionamento della droga, e inoltre tre timbri riportanti l'intestazione di altrettanti medici, i cui nominativi erano stati utilizzati nella compilazione delle ricette con cui era stata ottenuta la dispensazione (spesso gratuita) dell'oxycontin.

La perquisizione informatica dei dispositivi a loro in uso ha permesso poi di risalire al canale di approvvigionamento di ricette e timbri di provenienza furtiva, appunto il 50enne di Ponte, che per queste forniture veniva ricompensato con farmaci ad azione stupefacente, in almeno 17 circostanze. Dalle indagini è inoltre emerso come gli indagati fossero soliti scambiarsi ricette e farmaci stupefacenti occultandoli all'interno di un veicolo abbandonato in sosta lungo la strada, in maniera tale da evitare un contatto diretto e pertanto scongiurando il pericolo di poter essere notati all'atto dello scambio.

Il ruolo del 37enne

Ma i fidanzati-spacciatori utilizzavano anche un ulteriore canale di fornitura illecita. E qui entra in gioco il 37enne di Monsummano, dipendente come detto di Estar e dunque incaricato di pubblico servizio. In particolare, all'esito di una presunta corruzione e previa richiesta della coppia di fidanzati, l’impiegato si sarebbe impossessato in più occasioni di farmaci sempre ad azione stupefacente, nonché di dispositivi medici, sottraendoli dal magazzino di Calenzano.

I carabinieri hanno accertato oltre settanta episodi di peculato, con la cessione a pagamento (per importi variabili tra i 10 e i 70 euro) alla coppia di pusher di oltre un centinaio di farmaci (anche ad azione stupefacente) asportati dal magazzino Estar da parte del dipendente, per un importo indicativo di circa 4mila euro. I farmaci ad azione stupefacente venivano in parte venduti ad alcuni tossicodipendenti della Valdinievole, oltre 40 le cessioni rilevate da chi indaga.

Le transazioni finanziarie

Inoltre, gli accertamenti patrimoniali condotti dai carabinieri a carico del 37enne dipendente di Estar hanno permesso di rilevare delle transazioni finanziarie ritenute “sospette”, motivo per cui sono state eseguite delle perquisizioni nei confronti di sei soggetti non indagati che avevano effettuato versamenti per oltre 10.500 euro a favore di uno strumento di pagamento in uso all’indagato, sebbene intestato a persona diversa. Molte persone ritenute informate sui fatti ascoltate hanno ammesso di essersi approvvigionate di varie tipologie di stupefacenti classici (eroina, cocaina e hashish) proprio dal 37enne di Monsummano. Nell’abitazione di una delle persone non indagate, sono state rinvenute delle confezioni di metadone che, in base alle dichiarazioni rese, erano state cedute in precedenza ancora dal dipendente di Estar.

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