Versilia, le spiagge date in concessione agli imprenditori più virtuosi – Il bando di gara e i criteri dell’offerta: come funziona
Punteggi di favore a chi promette di acquistare i beni dall’azienda uscente e a chi garantisce la riassunzione del personale in servizio nello stabilimento
VIAREGGIO. Nei prossimi mesi le spiagge verranno affidate in gestione a imprenditori che, oltre a esibire professionalità ed esperienza nel settore, proporranno progetti di qualità, con tutela dell’ambiente e dell’efficienza energetica, dei posti di lavoro già esistenti e dell’inclusione sociale. Garantendo la piena integrazione dell’offerta turistica dello stabilimento balneare con il territorio, anche in merito alla ricettività.
Oggi il vertice
Sono questi gli obiettivi del prototipo del bando di gara per l’assegnazione delle concessioni delle spiagge, allo studio del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti e della Conferenza Stato-Regioni. Oggi a Roma ci sarà un nuovo confronto sulla bozza - di cui forniamo le anticipazioni - che dovrà portare al testo guida per tutte le amministrazioni comunali che dovranno far partire i bandi, e concluderli con l’assegnazione, entro il 30 settembre 2027. L’impressione è che le linee guida ci siano già tutte, tranne qualche limatura. Non cambierà il senso: si cercherà di dare il minor peso possibile all’offerta economica, canone compreso, per evitare che i litorali finiscano tutti in mano ai colossi. E per far questo verrà stabilito anche un numero massimo di lotti da poter assegnare allo stesso concessionario.
La durata e l’indennizzo
La concessione avrà una durata da 5 a 20 anni: il Comune potrà predeterminarla nel bando di gara, oppure calcolarla successivamente - ma con criteri già definiti - all’aggiudicazione, valutando il piano economico-finanziario e gli investimenti proposti. Questo punto, a senso, appare abbastanza discutibile: l’impresa potrebbe partecipare a una gara e vincerla, salvo ritrovarsi con una concessione a breve scadenza. Sull’indennizzo non ci sono scostamenti rispetto a quanto già indicato in passato: sarà calcolato con una perizia acquisita dal Comune, che l’ha già commissionata ai professionisti incaricati, e verrà riconosciuta al concessionario che perde l’asta sulla base «del valore degli investimenti effettuati e non ancora ammortizzati al termine della concessione, nonché pari a quanto necessario per garantire al concessionario uscente un’equa remunerazione sugli investimenti effettuati negli ultimi cinque anni». Senza perizia, non ci sarà indennizzo per il balneare che perde la gara.
L’accordo di vendita dei beni
Tra i vari aspetti di novità, il bando di gara intende premiare un accordo tra uscente e subentrante per il passaggio dei beni come tende, ombrelloni, cabine e altro, in modo da poter far ripartire subito l’attività. E garantire la cosiddetta continuità del servizio ai clienti. «Questo è un vantaggio evidente soprattutto per stabilimenti balneari molto strutturati come quelli versiliesi», commenta Stefania Frandi, responsabile giuridica del sindacato Sib Confcommercio. Gli accordi di questo tipo sulle attrezzature saranno, infatti, riconosciuti con un punteggio favorevole.
I criteri dell’offerta "tecnica"
Parte della valutazione riguarderà la qualità strutturale, architettonica e funzionale della proposta imprenditoriale. «Ferma restando la necessità di assoluta coerenza delle proposte con la pianificazione urbanistica locale - si spiega - la qualità non è intesa in senso meramente tecnico, ma comprende il pregio architettonico delle soluzioni adottate e la loro capacità di dialogare con il contesto locale, valorizzando le tradizioni costruttive e l’identità del territorio». Non potranno, e non dovranno, essere presentati progetti che trasformino il litorale in un asettico villaggio turistico uguale a ogni altra parte del mondo. Inoltre, come detto si prevede fino a 15 punti per «l’impegno del concessionario subentrante all’acquisto, e dell’uscente alla vendita, dei beni amovibili e di facile rimozione utilizzati nella gestione dell’area data in concessione, quale misura idonea a favorire anche il riuso delle attrezzature esistenti, la continuità del servizio con standard di qualità in linea o superiore all’offerta turistica preesistente, la riduzione dei rifiuti e il contenimento dell’impatto ambientale derivante dalla dismissione e dalla sostituzione dei beni medesimi, in coerenza con i principi di tutela dell’ambiente».
Un altro ambito di valutazione riguarda la tutela dell’ambiente, la sostenibilità e l’uso responsabile del demanio marittimo, che rappresentano uno dei pilastri (tanto che si prevede fino a 15 punti di riconoscimento). Con attenzione all’impatto sugli ecosistemi e sull’efficienza energetica. Un ulteriore ambito di valutazione è costituito dalla accessibilità universale e dalla fruibilità inclusiva degli spazi, con il superamento delle barriere architettoniche e altre misure destinate a clienti diversamente abili: «L’obiettivo è quello di rendere l’area demaniale effettivamente fruibile da una pluralità di utenti, rafforzando la dimensione inclusiva della concessione». Poi c’è la questione del lavoro, con l’impegno ad assumere personale giovane, in particolare al di sotto dei 36 anni, e la disponibilità ad assorbire, in caso di aggiudicazione, i lavoratori del concessionario uscente che traggono da questo impiego la prevalente fonte di reddito per sé e per il proprio nucleo familiare. «Questi criteri mirano a garantire continuità occupazionale, coesione sociale e responsabilità d’impresa nella gestione del bene demaniale», si aggiunge, riconoscendo un punteggio fino a 15. Mentre fino a 16 punti sono riconosciuti per la cosiddetta "destagionalizzazione", cioè la capacità di ampliare l’offerta turistica oltre la stagione canonica. «In tale quadro si collocano anche le politiche tariffarie agevolate per residenti e utenza locale e l’offerta di servizi integrati capaci di valorizzare le specificità culturali, folkloristiche ed enogastronomiche del territorio». L’ultimo ambito di giudizio riguarda l’affidabilità soggettiva e la capacità tecnico-professionale dell’offerente. «I criteri prendono in considerazione l’esperienza maturata in attività turistico-ricreative comparabili, anche svolte in regime di concessione, la pregressa attività imprenditoriale o professionale, l’eventuale utilizzo della concessione come prevalente fonte di reddito, nonché la struttura organizzativa dell’impresa, con particolare attenzione alle piccole e medie imprese di prossimità e alle imprese familiari». Il bando-tipo dovrà individuare, infine, «criteri di premialità a favore delle imprese, già titolari di concessioni demaniali marittime, che esercitano servizi turistico-ricettivi, inclusi i servizi alberghieri ed extra-alberghieri, o servizi necessari o funzionali a quelli turistico-balneari, ubicati in una posizione confinante o di immediata prossimità con l’area demaniale marittima oggetto della concessione, che li rende infungibili funzionalmente con i servizi balneari». I balneari che già oggi propongono servizi di case vacanza in zona mare potranno, perciò, "spuntare" un punteggio migliore.
L’offerta economica
Offrire più soldi non garantirà un punteggio superiore a quanto ottenuto con l’offerta "tecnica", ma saranno comunque valutate proposte economiche al rialzo sull’indennizzo che spetta al concessionario uscente e sul canone. Offrire un canone molto alto garantirà "solo" il 30% dell’offerta economica, che a sua volta peserà per il 10%: in parole povere, mettere sul piatto tanti soldi non sarà garanzia di vittoria all’"asta".
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