Lucca, pedopornografia: arrestato impiegato dell’Agenzia delle Entrate
Trovati video con minori, in carcere anche un dipendente comunale di Carrara e un disoccupato di Pietrasanta
CARRARA. Li hanno intercettati durante le navigazioni in Rete a caccia di potenziali pedofili appassionati di video e foto con minori ritrattati in atti sessuali anche con adulti. E li hanno agganciati tenendoli sotto controllo per mesi.
Alla fine degli accertamenti è partita l’operazione “Net Sweeping”, il rastrellamento verso 8 uomini indagati per detenzione e diffusione di materiale pedopornografico.
Sei sono stati arrestati, alcuni messi ai domiciliari, altri in carcere. Si tratta di un dipendente comunale di Carrara, un disoccupato di Pietrasanta e un impiegato dell’Agenzia delle Entrate di Lucca. Gli altri, tra cui un professore e un imprenditore, risiedono tra le province di Pistoia, Grosseto e Prato.
È un’indagine della polizia, condotta dal Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica per la Toscana, quella che per la Procura di Firenze ha riguardato la diffusione online di contenuti multimediali realizzati con l’utilizzo di minorenni.
Quando i segugi del web, nel suo profondo più sgradevole, hanno dato un volto e una professione agli “utenti” della Rete alimentata dal materiale pedopornografico, si sono imbattuti in persone all’apparenza irreprensibili. Un filtro sociale che le indagini hanno abbattuto alzando il velo su un privato indicibile e sconosciuto agli stessi familiari.
Gli investigatori fiorentini hanno monitorato, per diversi mesi, le attività degli otto sospettati, tutti uomini tra i 45 e i 70 anni, intenti a scaricare e condividere incessantemente materiale di natura pedopornografica, raffigurante minori, anche in tenerissima età, in atti sessuali tra loro o con adulti.
«Ulteriori approfondimenti, sia tradizionali che tecnici, hanno consentito di identificare i soggetti, residenti a Pisa, Lucca, Pistoia, Grosseto, Prato, Massa e Carrara – informano da Firenze – . Sulla scorta degli elementi raccolti, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Firenze ha emesso i decreti di perquisizione nei confronti degli 8 indagati, che sono stati eseguiti contestualmente con l’impiego di oltre 30 operatori della polizia postale». Si sono presentati a casa degli indagati per procedere a sequestri e notifiche delle misure cautelari.
Gli investigatori della Polposta hanno scoperto decine di migliaia di files a contenuto pedopornografico, in alcuni casi anche ordinati meticolosamente per categorie di interesse, «evidenziando una dedizione ossessiva dei predetti alla detenzione e diffusione di materiale pedopornografico».l
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