Caso Protti, Dionisi: «Serve una documentazione che attesti il rapporto giocatore-città». Salvetti: «Ma per Mujica o l’attivista Lgbt la prefettura non ha chiesto spiegazioni»
Il prefetto spiega la sua posizione. Il sindaco ribatte: «Sono incredulo»
LIVORNO. "Non ho stoppato niente, la procedura prevede che ci sia una relazione illustrativa dell'ente proponente che illustra le particolari benemerenze per andare ad autorizzare un'intitolazione in deroga ai 10 anni". Così il prefetto Giancarlo Dionisi spiega la sua decisione di negare l'intitolazione di parte di piazzale Montello a Igor Protti ("Si rileva che la documentazione trasmessa non consente, allo stato, di completare l'istruttoria necessaria ai fini dell'eventuale rilascio dell'autorizzazione", aveva scritto martedì nella lettera al Comune in merito alla richiesta di intitolazione).
"Serve la documentazione, non c'è stata alcuna documentazione - aggiunge -, mi hanno mandato lo stralcio della delibera del consiglio e della giunta, ma mi serve un documento che attesti il rapporto tra Protti e la cittadinanza. Devo rispondere a una normativa del 1927 e successive integrazioni, ho bisogno di un minimo di documentazione che dimostri la benemerenza che Igor Protti ha conquistato presso la città". Davvero c'è bisogno di un documento per spiegare ciò che hanno dimostrato i 12mila presenti all'addio al campione, gli chiediamo? "Tra le istituzioni le cose si fanno per iscritto. Protti è stato un grande calciatore: è ovvio che sappiamo cosa ha fatto ma il suo attaccamento della cittadinanza deve essere scritto, non posso scriverlo io".
Il sindaco Luca Salvetti intanto fa sapere di aver inviato la documentazione aggiuntiva richiesta. E dicendosi incredulo rispetto alla lettera del prefetto controbatte: "Lo stupore da parte mia è duplice perchè nel recente passato in ben due occasioni le deroghe (che hanno riguardato Pepe Mujica presidente dell'Uruguai e Maria Silvia Spolato storica esponente del mondo lgbtqia+) non avevano visto richieste dalla Prefettura di nessuna ulteriore spiegazione e perché alla domanda per Igor Protti era stata allegata la delibera del consiglio comunale e i passaggi dell'atto della giunta. Non posso non sottolineare con grande amarezza l'incredulita nel vedere che il riconoscimento della storia sportiva e umana di Igor in questa città e l'ondata di commozione e partecipazione di tutti i livornesi che si è verificata nel momento della sua scomparsa debbano essere rilevate e riconosciute solo in un freddo pezzo di carta che entra nell'iter burocratico di un altrettant fredda legge nazionale".
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