Livorno, svaligia la chiesa della Rosa fra la messa e un funerale
È il quinto raid in pochi mesi solo nella parrocchia di via Machiavelli, dopo gli 11 registrati in altri luoghi di culto cittadini: «Sempre lo stesso ladro, è un ragazzo livornese. Le forze dell'ordine mi hanno detto che lo conoscono...». Rubati un computer, due cellulari, 80 euro destinati all'addetta alle pulizie e l’orologio di un fedele
LIVORNO. Ha svaligiato la chiesa della Rosa facendo irruzione fra la messa mattutina e un funerale. Entrando perfino nell’abitazione del parroco, don Andrea Conti, mentre quest’ultimo stava facendo la doccia. Quinto furto in pochi mesi nella parrocchia di via Machiavelli, con il ladro – identificato in un ventitreenne livornese, già accusato di molti furti nel recente passato – che si è impossessato di un iPhone, un computer portatile della Apple, un altro smartphone utilizzato per trasmettere la musica, 80 euro con i quali il sacerdote avrebbe dovuto pagare l’addetta alle pulizie e un orologio lasciato in custodia da un amico del prete mentre andava al mare.
Il tutto è avvenuto fra le 9,30 e le 10 di lunedì 13 luglio, poco prima del rito funebre e dopo la messa che è stata celebrata come da programma alle 8,30. Don Andrea Conti si stava rinfrescando in bagno facendo una doccia. È in questo frangente che ha agito il malvivente, approfittando della chiesa aperta per pochi minuti e spaccando gli ingressi della sacrestia e dell’appartamento del prete con un piede di porco. «Ho sentito dei rumori molto forti, mi sono preoccupato – racconta il parroco – e quando sono uscito ho trovato la devastazione. È il quinto colpo che subiamo negli ultimi mesi. In tutti i casi, grazie alle telecamere, possiamo dire che il responsabile è sempre lo stesso, un ragazzo italiano.
Le forze dell’ordine sanno chi è, mi hanno detto che hanno segnalato la serie di raid all’autorità giudiziaria e che attendono una decisione in tal senso». Nelle chiese livornesi, da inizio anno, i raid sono stati numerosissimi. Se ne contano altri 11 fra le parrocchie di Nostra Signora di Fatima, Antignano, San Pio X e San Matteo. Un’escalation preoccupante. «Mi sono confrontato con i colleghi – prosegue Conti – e in alcuni casi hanno ripreso la stessa persona in azione. Per noi questo rappresenta un furto pesantissimo, con danni per migliaia di euro. La penultima volta, questo ragazzo, con il piede di porco ci ha spaccato perfino la porta laterale della chiesa, che era chiusa. Nei cinque raid che abbiamo subìto ha sfasciato un numero impressionante di porte, stiamo spendendo un sacco di soldi. Io a Livorno – prosegue – ci abito da 20 anni e situazioni del genere non le avevo mai vissute. Spero che le autorità competenti possano fare qualcosa, è inammissibile che una persona continui a rubare nonostante sia stata denunciata un sacco di volte».
In mattinata il sacerdote ha provato pure a vedere attraverso la Rete dove si trovasse il computer. Si era collegato a Internet dalla zona nord della città. «L’app – conclude – me lo segnalava, attraverso il gps, in piazza XI Maggio. Spero di riuscire a recuperarlo. Ma spero soprattutto che il tribunale riesca a emettere un provvedimento cautelare nei confronti di questo ragazzo che mi segnalano rubare ovunque, non solo nelle chiese». Ieri, per il sopralluogo post-furto, sono intervenuti gli agenti delle volanti, mentre Conti ha poi presentato denuncia ai carabinieri della stazione di Ardenza.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
