Livorno, svolta dopo i roghi dei cassonetti. Preso il piromane: è un uomo di 54 anni
Avrebbe dato alle fiamme sei bidoni dei rifiuti e in via Ottaviano Targioni Tozzetti è rimasta intossicata una neonata di sette mesi con i genitori
LIVORNO. È stato individuato e denunciato dalla polizia di Stato l’uomo ritenuto responsabile della scia di incendi che, nella notte fra giovedì 2 e venerdì 3 luglio, ha seminato il panico in centro, danneggiando diversi cassonetti e provocando anche l’intossicazione di una bambina di appena sette mesi e dei suoi genitori che abitano proprio sopra uno dei bidoni dati alle fiamme.
Si tratta di un italiano di 54 anni, rintracciato dagli agenti della Squadra volante dell’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della questura, diretti dal commissario capo Gabriele Nasca, poche ore dopo i fatti e accusato ora di danneggiamento seguito di incendio, un reato che prevede la reclusione da sei mesi a due anni. Le indagini hanno consentito di ricostruire il percorso seguito dal presunto piromane attorno alle 3 di notte. Il primo episodio si è verificato in via del Bosco, davanti al supermercato “Pam Local” all’incrocio con via Roma, dove è stato dato alle fiamme un cassonetto destinato alla raccolta differenziata della carta. Da lì l’uomo si sarebbe spostato verso Borgo Cappuccini, nelle immediate vicinanze, dove avrebbe prima sparso alcuni fogli e cartoni sull’asfalto e poi appiccato il fuoco, provocando un nuovo rogo che ha richiesto l’intervento – come in precedenza – dei vigili del fuoco, giunti con una squadra dalla caserma di via Campania, in Coteto.
La sua azione sarebbe quindi proseguita fino in via Ottaviano Targioni Tozzetti, a poca distanza, dove l’incendio purtroppo non ha interessato soltanto un contenitore per i rifiuti. Le fiamme, infatti, hanno coinvolto anche l’ingresso di uno stabile, là dove si trovava il bidone, con il fumo nero che in pochi istanti ha invaso le scale e parte delle abitazioni. È proprio qui che si sono vissuti i momenti di maggiore apprensione. Una famiglia è stata sorpresa dall’odore acre che si è propagato all’interno dell’edificio e una bambina di sette mesi, insieme ai genitori, ha respirato i residui della combustione. Sul posto sono intervenuti i volontari della Misericordia di via Verdi con due ambulanze, che hanno accompagnato tutti e tre al pronto soccorso per gli accertamenti. Le condizioni della piccola non sono mai apparse gravi e, così come quelle di mamma e babbo, hanno consentito la dimissione nel corso della stessa giornata.
Grande lo spavento dei familiari, svegliati nel cuore della notte dall’intensa colonna di fumo sprigionatasi dal cassonetto e costretti a lasciare rapidamente l’abitazione, con lo stabile temporaneamente evacuato proprio per consentire i soccorsi ed evitare conseguenze peggiori per gli abitanti. Fondamentale, per arrivare rapidamente all’identificazione del presunto responsabile degli incendi, è stato il lavoro degli agenti, intervenuti sui vari scenari degli atti incendiari insieme ai vigili del fuoco del comando provinciale, che hanno collaborato con il nucleo investigativo interno. Gli investigatori hanno raccolto le testimonianze dei residenti (uno di loro aveva visto un uomo scappare dopo aver appiccato il rogo) e ricostruito gli spostamenti del cinquantaquattrenne, riuscendo a rintracciarlo e denunciarlo. Fin da subito i pompieri avevano ipotizzato con certezza la natura dolosa dell’impressionante sequenza dei roghi.
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