Omicidio di Livorno, «Bande senza scrupoli. Zehra forse costretta a essere loro complice»
L’ipotesi alternativa al doppio delitto della donna e dell'uomo illustrata dall’esperto turco: «Un’eventualità, ma l’esperienza ci dice che è possibile»
LIVORNO. È una delle ipotesi degli inquirenti. Ma non solo: fra la malavita turca l’esperienza ci dice che è possibile. Perché – secondo fonti locali – lì è già accaduto. Zehra Dogan – la trentaduenne curda, residente in Germania, svanita nel nulla dopo l’omicidio al Castellaccio di Yilmaz Tas, il richiedente asilo barbaramente giustiziato una settimana fa con due colpi di pistola nel parcheggio accanto al centro sociale per anziani “Fabrizio Gioli” di via di Quercianella – potrebbe essere stata a sua volta ammazzata oppure essere stata costretta a far da complice per arrivare al trentenne curdo.
Secondo diversi media di Istanbul, infatti, il giovane sarebbe stato fatto fuori nell’ambito di un regolamento dei conti verso il fratello Ramazan, nei mesi scorsi arrestato nel suo Paese dopo un’operazione della polizia in cui si ipotizzano, a vario titolo, i reati di spaccio di droga e tentato omicidio. L’ipotesi è dello scrittore ed esperto di criminalità turca Celil Turani, già intervistato dal Tirreno nei giorni scorsi. Al momento, tuttavia, non vi sono certezze da parte delle autorità italiane, che stanno indagando su quanto accaduto con la Squadra mobile, diretta dal vicequestore Riccardo Signorelli, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Firenze e dalla procura di Livorno, guidata dal magistrato Maurizio Agnello.
«Qui in Turchia – spiega Turani – le chiamiamo le gang di nuova generazione, la “Gen Z”. Bande che includono anche le donne. Come un’organizzazione di intelligence, fanno innamorare le ragazze dei capi o dei membri di gang rivali per poi tendergli un’imboscata. Le donne di solito rivelano la loro posizione, abbiamo visto molti esempi di questo tipo in passato. Qui, la banda “Dalton” ha recentemente messo in atto un’azione del genere. Chiaramente, nel caso specifico di Livorno, io non posso dirlo con certezza, ma in base ai dati disponibili è un’eventualità altamente probabile».
Zehra, che continua a essere cercata in tutta Europa, potrebbe comunque essere stata uccisa nel corso dell’agguato al richiedente protezione internazionale nativo di Ergani, nella Turchia orientale. Si sa che era con lui fino al pomeriggio precedente il delitto nella villa da sogno presa in affitto in via di Quercianella. E che la sua auto, una Mercedes grigia, era lì ed è stata sequestrata. Con la sua famiglia, che vive in Germania, ignara del fatto che frequentasse Tas.
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