Livorno, i campi della parrocchia devastati e occupati da una banda di minori – Lucchetti ai cancelli e parroco minacciato
La denuncia di Don Adriano, parroco di Shangai, minacciato di violenza fisica: «Si sono impossessati dell’impianto e l’hanno trasformato in un’area di spaccio»
LIVORNO. Da oltre due settimane l’impianto sportivo della parrocchia Sacra Famiglia, nel quartiere Shangai, è al centro di una situazione che sta suscitando crescente preoccupazione tra residenti e responsabili ecclesiastici.
La struttura, con ingresso su via Giolitti e composta da campetti da calcio, spogliatoi e locali di servizio, è inutilizzata dal gennaio del 2025, quando terminò l’esperienza della società sportiva che la gestiva. Da allora gli spazi sono rimasti senza un presidio stabile e oggi mostrano i segni di un degrado che si è aggravato rapidamente.
Occupazione e denuncia
Secondo quanto denunciato dal parroco, don Adriano, un gruppo di circa trenta minorenni avrebbe occupato l’area, forzando gli accessi e installando lucchetti per entrare e uscire liberamente. Chi non appartiene al gruppo viene di fatto tenuto lontano dalla struttura. Nelle ultime settimane il sacerdote ha presentato una denuncia ai carabinieri e ha informato la Curia della situazione attraverso un messaggio inviato dopo alcuni episodi particolarmente gravi.
Nel testo inviato agli uffici diocesani, il parroco racconta di essere stato circondato mentre cercava di rimuovere alcuni lucchetti collocati dagli occupanti. «Non se ne vogliono andare», scrive, riferendosi ai ragazzi, in maggioranza nordafricani di seconda generazione, mescolati a livornesi doc, che frequentano l’impianto ogni sera.
Parroco minacciato
Don Adriano riferisce inoltre di aver ricevuto minacce esplicite e di essere stato costretto ad allontanarsi per evitare conseguenze peggiori per la sua incolumità fisica. Dalla propria abitazione avrebbe poi osservato l’installazione di fari collegati abusivamente alla rete elettrica della parrocchia. La situazione descritta dal sacerdote è quella di un’area ormai sottratta a qualsiasi controllo.
All’interno della struttura sono visibili danni, arredi distrutti e segni di vandalismo. Secondo quanto riferito, negli ultimi giorni l’impianto sarebbe diventato anche punto di ritrovo per attività illecite, che fanno riferimento a spaccio e uso di droghe, aumentando il senso di insicurezza percepito nella zona.
Non si tratta, peraltro, di un problema completamente nuovo: già negli anni passati, quando il centro era regolarmente utilizzato, erano stati segnalati episodi di furti e danneggiamenti. L’assenza di una gestione continuativa avrebbe però favorito un ulteriore peggioramento.
Il nodo della gestione
Oggi don Adriano incontrerà il vescovo per fare il punto sulla vicenda e valutare possibili interventi. Tra le indicazioni ricevute dalle forze dell’ordine vi sarebbero il ripristino delle recinzioni e la chiusura dei locali più esposti alle intrusioni. Ma il sacerdote guarda anche a una soluzione di più ampio respiro. L’auspicio è che un’associazione, un ente sportivo o un soggetto organizzato possa assumere la gestione dell’impianto, restituendolo alla sua funzione originaria e garantendo una presenza costante.
«Se c’è un presidio quotidiano queste situazioni non accadono», è il ragionamento che il parroco porterà all’incontro con Monsignor Simone Giusti. L’obiettivo è trovare una strada che consenta di recuperare un patrimonio della comunità e di trasformare un luogo oggi segnato dall’abbandono in uno spazio nuovamente aperto ai ragazzi e alle attività sportive.
Per il quartiere Shangai la sfida è proprio questa: impedire che una struttura nata come punto di aggregazione resti ostaggio del degrado e dell’assenza di controllo. Intanto, nel quartiere, prevale un sentimento di attesa. Molti residenti seguono gli sviluppi senza esporsi direttamente, mentre la preoccupazione riguarda soprattutto il futuro dell’area e la sicurezza nelle ore serali. La Curia è stata aggiornata sugli ultimi episodi e l’incontro previsto rappresenterà un passaggio importante per definire tempi e modalità di un possibile recupero della struttura.
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