Grosseto, picchia e ferisce al volto un giovane poi scappa dai domiciliari: è caccia al fuggitivo
L’episodio vede coinvolto Rachid Charyf, ventiduenne già noto alle forze dell’ordine. Il ragazzo ferito, invece, è un classe 2008 di Piombino
FOLLONICA. Un episodio di malamovida nella notte tra martedì e ieri fuori da un noto locale della città assume contorni surreali con l’arresto di un giovane da parte dei carabinieri per aver dato una bottigliata in testa a un coetaneo; militari che, per altro, aveva chiamato lui stesso.
L’arresto
Arresto convalidato in contumacia perché il giovane fugge poi prima dell’udienza facendo scattare la caccia all’uomo. I carabinieri arrivano poco dopo le 3 di notte, allertati per alcuni presunti disordini avvenuti all’interno dell’edificio. I militari hanno la visuale sul posteggio del locale e assistono a quello che sulle prime appare come un acceso diverbio che vede coinvolto Rachid Charyf, ventiduenne già noto alle forze dell’ordine; di fronte a lui un altro giovane. Secondo la ricostruzione dei carabinieri Charyf, in stato di visibile alterazione, sferra una bottigliata sulla testa dell’altro. I militari intervengono per cercare di bloccarlo ma il sospettato resiste minacciandoli di morte e sputa loro contro, e nel tentativo di divincolarsi procura a uno di loro delle abrasioni e si fa del male lui stesso.
Una maschera di sangue
Nel frattempo è stato allertato il 118, che manda sul posto i soccorritori. Il giovane ferito, piombinese del 2008 nel Golfo con un gruppetto di conoscenti, è una maschera di sangue, viene esaminato in strada e portato al pronto soccorso, dove viene medicato per il colpo ricevuto: prognosi di sette giorni. Anche il carabiniere viene visitato nella struttura sanitaria: prognosi di cinque giorni.
Gli arresti domiciliari
Charyf è in caserma, dove viene riconosciuto dalla carta d’identità elettronica, che facilita il primo riscontro per una ricerca più approfondita, mentre il fotosegnalamento fa emergere il resto: droga, porto d'armi e strumenti atti a offendere, e rissa; e un obbligo di firma alla tenenza di Massa Marittima all’esito di un procedimento per spaccio nelle vicinanze di un altro noto locale della città. I militari danno comunicazione all’Autorità competente che fissa l’udienza di convalida per la mattina di ieri: il sospettato viene portato a casa, dove – gli viene detto – deve farsi trovare dai colleghi che verranno a prenderlo l’indomani. Tecnicamente si parla di “misura precautelare” degli arresti domiciliari.
La fuga
In tribunale ci sono la giudice Agnieszka Karpinska, la viceprocuratrice onoraria Valeria Lazzarini, l’avvocata di fiducia Sabrina Pollini e i carabinieri che devono esporre i fatti, e anche l’interprete; ma non Charyf: quando i militari sono andati a cercarlo lui non c’era e non si è riusciti a trovarlo in nessuno dei luoghi che frequenta di solito. La caccia all’uomo è già in corso. L’udienza si celebra in sua assenza.
L’udienza
I carabinieri raccontano l’accaduto e rispondono alle domande di giudice e vpo, ma è di fronte alle richieste di integrazione dell’avvocata che la vicenda si ingarbuglia. Perché Charyf aveva chiamato lui stesso i militari, per due volte, per segnalare – pare – di essere stato aggredito lui stesso all’interno dell’edificio, per altro proprio dal gruppetto con il quale era arrivato nel Golfo il coetaneo di Piombino: episodio del quale ci sarebbero stati anche dei testimoni. Di più: la bottigliata sarebbe stata l’ennesimo fatto di una “faida” che vedrebbe contrapposti l’imputato e suoi conoscenti da un lato e dall’altro il ferito e alcuni componenti del suo gruppetto. Charyf, però, non essendosi presentato non può raccontare niente di tutto ciò.
La convalida dell’arresto
Lazzarini chiede la convalida dell’arresto e la custodia cautelare in carcere, Pollini è remissiva sull’arresto ma chiede misure meno afflittive della libertà personale. Karpinska convalida l’arresto e dispone che il 22enne venga portato nella casa circondariale di via Saffi. Prima, però, bisogna trovarlo: la giudice spicca l’ordine di ricerca e immediata cattura.
«Impegno vanificato»
Duro il commento dell’assessore alle politiche della sicurezza, Giorgio Poggetti: «Solo il fato, la professionalità del personale addetto alla sicurezza del locale e il tempestivo intervento dei carabinieri che, proprio in relazione alla massiccia presenza di giovani nei nostri locali intensificano i servizi di controllo del territorio, hanno permesso di limitare le conseguenze di una aggressione».
L’amministratore ringrazia militari e security augurando pronta guarigione al ferito e confida «ancora una volta in una significativa modifica dell’attuale impianto normativo a partire da una pena esemplare, ma soprattutto certa che, oltre a rafforzare la fiducia del cittadino nei riguardi dello Stato e stimolare ulteriormente le nostre amate forze dell’ordine per l'indefesso lavoro che svolgono quotidianamente in un ambiente sempre più ostile, servirebbe da monito per tutti coloro che coltivano attività delinquenziali, di qualsiasi natura essa sia».
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