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Pisa

La denuncia

Caos nella spiaggia del Gombo invasa da barche e ombrelloni: «È area protetta, San Rossore va difeso»

di Redazione Pisa

	Ombrelloni sulla spiaggia del Gombo (foto Facebook di Vado e Vedo)
Ombrelloni sulla spiaggia del Gombo (foto Facebook di Vado e Vedo)

La denuncia delle guide escursionistiche: «Noi seguiamo regole severe, numeri chiusi e camminiamo con la massima attenzione per ridurre a zero l’impatto antropico»

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PISA. «Tutela o disparità? La fragile bellezza di San Rossore va difesa (da tutti)». Così sui social le guide escursionistiche di Vado e Vedo, che fanno riferimento a un episodio di due giorni fa.

«Durante una splendida escursione guidata con il mio gruppo a San Rossore – si legge – arrivati al punto di osservazione Le Marinette abbiamo assistito a una scena che fa male al cuore: la spiaggia del Gombo (proprio di fronte alla villa presidenziale) invasa da natanti, persone sbarcate a terra con ombrelloni, gazebo privati e persino cani al seguito».

«Siamo nel pieno della zona rossa/riserva integrale, l’area a massima tutela del Parco Regionale Migliarino San Rossore Massaciuccoli. Un luogo protetto – si aggiunge – per la nidificazione del Fratino, la conservazione delle dune e la salvaguardia della biodiversità. Come guida ambientale escursionistica mi trovo davanti a un enorme paradosso scientifico e umano. Da un lato, l’accesso a terra per scopi educativi e scientifici è giustamente e rigidamente contingentato: noi guide seguiamo regole severe, numeri chiusi e camminiamo con la massima attenzione per ridurre a zero l’impatto antropico. Dall’altro lato, basta un’imbarcazione privata per sbarcare via mare in totale spregio delle regole».

«Siamo una Riserva della Biosfera Mab Unesco. Questo titolo – aggiunge Vado e Vedo – non è una medaglia da appendere al muro, ma un impegno quotidiano. Significa che lo sviluppo umano deve convivere in armonia con la natura, rispettandone i santuari inviolabili. Se distruggiamo la Zona Rossa per un pomeriggio di svago selvaggio, togliamo il futuro a questo ecosistema».

«Custodire questo patrimonio nel tempo – si legge – dipende dalle istituzioni, certo, ma prima di tutto dal senso civico di ognuno di noi. Rispettare le regole della Zona Rossa non è un limite alla libertà, è il più grande atto di amore e rispetto che possiamo fare per la nostra terra».

«Noi di Vado e Vedo – concludono – continueremo a camminare, a educare e a difendere questi spazi».

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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