Livorno, Bandecchi rilancia: «Compro due aziende in città e assumo operai. Con me per qualche livornese soffia sempre il vento»
Il sindaco di Terni parla anche delle scritte offensive apparse sulla sede del suo partito in città: «Per un po’ le lasceremo, sono un liberale, non un comunista»
LIVORNO. «Sono contento che i miei concittadini mi abbiano riconosciuto, io sono sempre stato livornese e quindi sono un "bastardo" dalla nascita. Fortunatamente sto comprando due industrie così potrò venire al mare tutte le domeniche. Alle persone che hanno vandalizzato la sede del partito voglio dire: per voi, con me, soffia sempre il vento».
L’investimento
Non le manda a dire Stefano Bandecchi dopo le scritte contro di lui apparse fuori dalla sede del suo partito "Dimensione Bandecchi", in via Donnini. L’imprenditore - 65 anni, sindaco di Terni e patron di Unicusano, l’ateneo con sede a Roma - rilancia e rivela, senza specificare quali, che in città sta per acquistare due aziende: «Annuncerò i dettagli la prossima volta, prima devo stringere gli accordi, poi ne parliamo». Bandecchi, annuncia quindi un investimento imprenditoriale a Livorno? «Sì e assumerò operai. Basta che non siano comunisti (ride ndr)».Una provocazione la sua. «Certamente, mi dovete perdonare». Un investimento che riguarda quali settori? «Davvero, ancora non posso parlarne. Quando concluderò gli accordi dirò anche che Livorno è occupata, finalmente, da un "bastardo" che si chiama Stefano Bandecchi».
L’atto vandalico
La sede del suo partito, in via Donnini, nelle ultime ore è stata vandalizzata con scritte offensive nei suoi confronti. La invitano, per così dire, a non tornare più. Insultandola.«Vuol dire che il partito sta crescendo. Comunque è come quando a Roma mi dicono "Li mortacci tua". Io non ho ancora capito cosa significhi questa frase, come non comprendo cosa significhino le scritte alle Sorgenti. Io non lo sapevo nemmeno che c’erano. Ma le posso dire una cosa?».Prego.«Davanti al Comune di Terni hanno fatto la stessa cosa e io ho mandato un vigile urbano a controllare che non venissero tolte».Come mai?«Perché è giusto che tutti vedano e leggano».Qui a Livorno farà lo stesso?«Con calma le faremo togliere. Intanto le lasceremo un po’ lì: io non sono stato comunista e mai lo sarò: sono un liberale e ora voglio che tutta la città legga quelle scritte e quando tutti le leggeranno le farò togliere, perché, vi ripeto: per me per certi livornesi soffierà sempre il vento.
Il matrimonio celebrato
Hanno capito che io sono molto più intelligente di loro e, purtroppo, anche in questa città c’è una percentuale di cogl... In ogni caso noi in Comune a Livorno abbiamo una delle persone migliori in assoluto (si riferisce alla consigliera Costanza Vaccaro, ndr) e ringrazio ancora il sindaco Luca Salvetti per avermi permesso di celebrare un matrimonio in città (quello fra Manuel Aspidi e Gianluca Di Liberti officiato nei giorni scorsi ndr)».
La scritta arriva proprio pochi giorni dopo la celebrazione del matrimonio di Manuel Aspidi con Gianluca Di Liberti, segretario nazionale di "Dimensione Bandecchi".«I livornesi evidentemente si sono rotti di vedermi a Livorno, ma lo ripeto: dopo che comprerò le aziende mi vedranno più spesso. Per me officiare le nozze è stata una bellissima esperienza e ha rappresentato il primo matrimonio in assoluto, non mi era mai capitato nemmeno da sindaco di Terni. Certo, durante la cerimonia quando ho parlato del fatto di fare figli mi sono accorto di essere stato inopportuno, essendo loro due uomini...».
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