Caro carburanti, caos e traghetti per Livorno bloccati: turisti e viaggiatori “prigionieri” in Corsica
All’origine del blocco la protesta dei pescatori corsi per i rincari. La testimonianza da Bastia: «Non sappiamo quando potremo ripartire»
Da oltre due giorni i collegamenti marittimi tra la Corsica e la Toscana sono praticamente paralizzati. Le navi dirette a Livorno non partono e gli arrivi verso lo scalo labronico risultano sospesi da più di 24 ore. Una situazione che – anche nella giornata di giovedì 9 aprile – sta creando disagi crescenti per turisti, lavoratori e famiglie rimaste bloccate sull’isola, in particolare nell’area di Bastia.
La protesta dei pescatori corsi
All’origine del caos c’è la mobilitazione dei pescatori corsi, che hanno scelto la linea dura contro l’aumento del prezzo del carburante deciso dal governo francese. Un rincaro che, spiegano associazioni di categoria e sindacati, rischia di mettere in ginocchio l’intero comparto ittico dell’isola, già provato dalla crisi internazionale legata al conflitto in Medio Oriente e alle tensioni con l’Iran. Per questo motivo gli scali portuali sono stati bloccati con presidi e imbarcazioni ferme, impedendo il normale svolgimento delle operazioni. Le compagnie — Corsica Ferries e Sardinia Ferries in testa — stanno aggiornando i passeggeri ora per ora, ma al momento le certezze sono poche.
Tratte cancellate e incertezza sulle prossime partenze
Il blocco ha già portato alla cancellazione di diverse corse, non solo verso Livorno ma anche sulla direttrice Bonifacio–Sardegna, dove Moby Lines e Ichnusa Lines hanno sospeso due tratte nella giornata di ieri. Le partenze successive restano subordinate all’evoluzione della protesta e all’esito dell’incontro previsto tra pescatori e istituzioni francesi.
Italiani bloccati sull’isola
Tra i passeggeri in attesa di rientrare ci sono decine di italiani. A Bastia, ad esempio, si trova Maurizio Neri, romano, che avrebbe dovuto imbarcarsi martedì mattina sul Mega Express diretto a Livorno. «Non sappiamo quando potremo partire — racconta — e nel frattempo dobbiamo arrangiarci con alloggi e spese impreviste». Una situazione condivisa da molte famiglie e lavoratori che avevano programmato il rientro in Toscana.
Ripercussioni sul porto di Livorno
Anche sul fronte toscano cresce la preoccupazione. Il porto di Livorno teme un effetto domino sulle prossime partenze e sugli arrivi, con possibili ritardi e ulteriori cancellazioni. Le compagnie stanno monitorando la situazione, ma non escludono nuovi disagi nelle prossime ore.
Il caro carburante colpisce anche l’Italia
Il tema del costo del carburante non riguarda solo la Corsica. Anche i pescatori italiani avevano protestato a marzo, denunciando aumenti insostenibili. Nel frattempo, la Guardia di Finanza continua i controlli per evitare speculazioni: nelle ultime ore, a Grosseto, sono state rilevate irregolarità nella pubblicazione dei prezzi in una trentina di verifiche.
Attesa per l’incontro decisivo
La giornata di oggi potrebbe essere decisiva. Se il confronto tra pescatori e istituzioni francesi dovesse portare a un accordo, la protesta potrebbe allentarsi e i primi traghetti riprendere la rotta verso Livorno. Fino ad allora, però, la situazione resta incerta e i passeggeri devono prepararsi a ulteriori attese.
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