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Livorno, idea terza corsia sulla Variante ma l’opera costa quasi 100 milioni - Lo studio del Comune

di Juna Goti

	Auto incolonnate nel tratto centrale della Variante Aurelia e il tratto urbano della Variante (Stick)
Auto incolonnate nel tratto centrale della Variante Aurelia e il tratto urbano della Variante (Stick)

Prese in esame cinque diverse ipotesi progettuali, quella scelta sarà ora illustrata ad Anas. Previsto anche un “controviale” di un chilometro in direzione sud lungo il tratto di Porta a Terra

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LIVORNO. Su quanto sia ormai inadeguato il tratto della Variante Aurelia che corre appiccicato alla città, da nord a sud, segnandone quasi il confine lato monti, negli anni sono stati scritti fiumi di inchiostro: la carreggiata piccola considerando le esigenze mutate rispetto agli anni Settanta, la corsia di emergenza che non c’è, gli incidenti gravi sugli svincoli più pericolosi e quelli meno gravi che però bastano a paralizzare il tratto cittadino, con lunghe code, anche per ore.

Ecco, quello che raccontiamo oggi non è la soluzione al problema, ma è almeno un punto da cui partire per capire se e come si potrebbe intervenire per adeguare il più possibile il tratto livornese della Variante. Come si potrebbe intervenire e soprattutto quanto verrebbe a costare. Per la prima volta in tempi recenti, è infatti disponibile uno studio più dettagliato sull’arteria stradale. Studio che il Comune illustrerà ad Anas, che ha la competenza dell’infrastruttura, «con la speranza che nei prossimi anni possa trovare le voci di finanziamento necessarie», per dirla con le parole dell’assessora alla mobilità Giovanna Cepparello. Di «speranza» paliamo, perché stiamo discutendo di una cifra monstre che nell’ipotesi presa in considerazione potrebbe raggiungere quasi 100 milioni di euro.

Una premessa: considerando che la Variante Aurelia è sì una strada statale, extraurbana, di competenza dell’Anas, ma è anche molto usata dai livornesi per raggiungere i vari quartieri della città, nel 2021 il Comune ha deciso di candidare a un bando ministeriale la redazione di un progetto per adeguarla. Poco dopo è arrivato l’ok da Roma e nel 2022 la redazione del “Progetto di fattibilità tecnico-economica per l’adeguamento della Variante Aurelia nella tratta urbana di Livorno” (il Pfte previsto dal vecchio codice, una sorta di primo livello di progettazione) è stata affidata alla Vega Engineering srl di Milano, con la Is Ingegneria e servizi srl di Modena, per un importo netto di 83.312 euro.

Il lavoro che ne è venuto fuori è stato approvato pochi giorni fa da sindaco e assessori. Ha in sostanza preso in esame cinque ipotesi progettuali diverse per i 5,7 chilometri che corrono lungo la città, ma concentrandosi sul tratto dall’uscita Livorno nord all’uscita Livorno sud (zona Salviano-Levante): sono state valutate da alternative più minimal con l’allargamento e la messa in sicurezza delle quattro corsie già esistenti (due in direzione sud e due verso nord) fino a ipotesi più impegnative, con la realizzazione di tre corsie per parte.

Alla fine, come si legge nella delibera 1040 della giunta, l’alternativa che ha incassato la preferenza dell’amministrazione è la 5 (che quindi verrà ulteriormente sviluppata a livello di progettazione preliminare). Cosa prevede? Nella parte più rilevante la realizzazione di una terza corsia lato mare, in direzione sud, dall’uscita sud di Porta a Terra fino allo svincolo Livorno sud. «Ovvero il tratto più critico», come ricorda il dirigente comunale Luca Barsotti e come si legge nella stessa relazione illustrativa: lo studio sui flussi di traffico evidenzia infatti che «la densità veicolare in inverno è maggiore in carreggiata nord mentre d’estate prevale in carreggiata sud», ma il livello di servizio in carreggiata sud nei mesi estivi «decade sotto la soglia della accettabilità».

La proposta numero 5, dicevamo, prevede quindi una terza corsia lunga circa 1500 metri dalla fine di Porta a Terra allo svincolo di Salviano. Ma non solo: prevede di inserire anche il nuovo svincolo progettato in zona Modigliani Forum con la demolizione del cavalcaferrovia del Corallo (i dettagli a pagina 3), conservando l’esistente svincolo Livorno Centro, e inserendo sempre lungo la carreggiata sud anche un nuovo controviale di un chilometro, una sorta di complanare, che andrebbe dall’attuale rampa di sola uscita Livorno Porta a Terra alla rampa di immissione sull’asse principale dello svincolo Porta a Terra. Alla fine la Variante, nel tratto centrale, avrebbe quindi tre corsie (seppur con caratteristiche diverse) solo in direzione sud e manterrebbe invece due corsie verso nord, «ma adeguandole alle nuove normative e allargandole a 3,75 metri ciascuna, più le banchine», sottolinea Barsotti.

Lo spazio, si legge nella relazione, sarebbe in parte ricavato «riducendo la larghezza della fascia spartitraffico centrale da 3,5 a 2,20 metri». Per il resto, intorno, servono operazioni non indolori.

«La ravvicinata successione di svincolo Stagno, Livorno Porto, nuova area di servizio in costruzione, svincolo Livorno Centro e nuovo svincolo Modigliani Forum – è infine la sintesi – comporta la nascita di una serie di quattro tronchi di scambio di lunghezza tra 365 e 577 metri assimilabili a tratti a tre corsie che, sommati al controviale di un chilometro e al tratto dotato di terza corsia, di fatto mettono a disposizione tre corsie ai flussi di traffico in direzione sud lungo il segmento oggetto d’intervento».

I costi? Questa quinta ipotesi, considerando il totale dei lavori e gli oneri per la sicurezza, varrebbe qualcosa come 98.693.120 euro (più di 117 milioni considerando Iva, imprevisti, indennizzi per espropri e così via...).

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