Franka Ludwig e la pianificazione del delitto da parte del compagno: «Voleva riscuotere l’assicurazione»
Secondo la Procura di Firenze, il ritrovamento del corpo della donna nel luglio scorso rappresenta l’ultimo atto di un omicidio premeditato, pianificato per anni e costruito come una truffa assicurativa milionaria
FIRENZE. La strada del Castagno si arrampica nel bosco del Falterona come una cicatrice. Un nastro sterrato tra i faggi, dove il silenzio è rotto solo dal vento e dal rumore dei passi. È lì, su un tratto isolato della provinciale 95, che la mattina del 2 luglio scorso una pensionata fiorentina, portando a spasso i cani, si imbatté nel corpo senza vita di una donna. Il volto devastato, un arto ferito, una grossa pietra sporca di sangue poco distante. Sembrava un incidente. Un investimento. Una tragedia di montagna. Era invece, secondo la Procura di Firenze, l’ultimo atto di un omicidio premeditato, pianificato per anni e costruito come una truffa assicurativa milionaria.
All’alba di martedì 13 gennaio i carabinieri del Nucleo investigativo e quelli della Compagnia di Pontassieve hanno fermato due: Emiliano Milza, 52 anni, compagno della vittima residente a Vaglia, e Simona Hirsch, 59 anni, amica della coppia. Sono accusati di concorso nell’omicidio volontario premeditato di Franka Ludwig, 52 anni, cittadina tedesca che aveva lasciato la Germania per trasferirsi in Toscana. Per gli inquirenti, diretti dal pm Andrea Cusani, Milza, chef e manager della ristorazione passato anche dal Principe di Piemonte di Viareggio e dall’Ora d’Aria di Firenze, è il mandante, il regista dell’intera operazione. Hirsch l’esecutrice materiale.
La ricostruzione
La ricostruzione investigativa – mesi di indagini tradizionali, intercettazioni, analisi scientifiche, perizie informatiche, rogatorie internazionali tra Germania e Georgia e oltre 140 testimoni ascoltati – racconta una storia che comincia molto prima di quella passeggiata nei boschi.
Milza avrebbe conosciuto Franka nel 2016. Da allora, secondo l’accusa, l’avrebbe lentamente circuita e manipolata, sottoponendola a un lungo processo di «condizionamento affettivo» finalizzato alla sottrazione di denaro. Un rapporto costruito come una gabbia emotiva, culminato nel progetto più ambizioso: la nascita di un figlio. Il bambino è nato nel 2025, concepito da Franka tramite ovodonazione eterologa. Un figlio che, per la Procura, non sarebbe stato soltanto il frutto di una relazione, ma anche uno strumento dentro un disegno più ampio. Un vincolo affettivo ulteriore per legare la donna al compagno e rendere più solido il progetto economico che Milza stava preparando da tempo. Un mese dopo il parto, l’uomo stipula cinque polizze sulla vita della compagna, versando la prima rata semestrale e inserendo una clausola che triplicava l’indennizzo in caso di morte per incidente stradale.
Un pacchetto assicurativo da oltre tre milioni di euro. Tra i beneficiari figuravano proprio il neonato e lo stesso Milza. Il viaggio in Toscana, con il coinvolgimento rassicurante dei genitori di lei, sarebbe stato l’ultimo atto. Un soggiorno costruito come una vacanza. Una parentesi serena. In realtà, per la Procura, una trappola.
Il 2 luglio
La mattina del 2 luglio Franka viene convinta a fare una passeggiata all’aria aperta nei boschi del Falterona insieme all’amica. Prima, però, le viene somministrata di nascosto una massiccia dose di benzodiazepine. Milza si defila. Esce di scena. La fase esecutiva viene affidata alla complice. Lui, a stare alle celle telefoniche, si muoverà tra Vaglia e Scarperia. È Hirsch, secondo l’accusa, a caricare la donna semi incosciente nella propria auto, a condurla su un tratto isolato della provinciale “Del Castagno”, a trascinarla fuori dall’abitacolo e a colpirla più volte alla testa con una grossa pietra. Poi il corpo di Franka viene sormontato con il veicolo, per simulare le tracce di un investimento. Infine l’abbandono, nel silenzio del bosco di Castagno d’Andrea, nel comune di San Godenzo.
Una messinscena che regge solo poche ore. All’inizio si parla di un pirata della strada, di un mezzo da cantiere. Ma l’autopsia smonta l’ipotesi dell’incidente. Le ferite raccontano altro. Le testimonianze, i tracciati telefonici, le immagini delle telecamere ricostruiscono movimenti, orari, presenze. Il quadro si chiude. L’altra mattina Milza e Hirsch sono stati portati nel carcere di Sollicciano. E sono scattate perquisizioni domiciliari, locali e informatiche, anche nei confronti di un consulente del lavoro fiorentino indagato per concorso in frode assicurativa, che avrebbe aiutato Milza a individuare compagnie e agenti per stipulare le polizze.
Nell’impianto accusatorio, oltre all’omicidio premeditato, compaiono maltrattamenti aggravati, truffa e frode assicurativa. Tra venerdì 16 gennaio e sabato l’interrogatorio di garanzia davanti al gip.
