«Cos’è stato quel boato?». Paura fra Pisa e Viareggio: la spiegazione arriva dall’Aeronautica
Vibrano i vetri delle finestre delle abitazioni e anche gli animali domestici si impauriscono all’improvviso. Ma era un aereo che stava simulando un mancato atterraggio all’aeroporto pisano
PISA. Sono quasi le 15 di oggi, 14 gennaio, quando il cielo plumbeo del pomeriggio viene sconvolto da un boato raggelante, sentito principalmente a Viareggio e Torre del Lago ma anche nel pisano. È il rombo dei motori di un aereo, per la precisione di un caccia militare a quota particolarmente bassa.
Attimi di paura
Tanto che oltre al suono vibrano i vetri delle finestre delle abitazioni e anche gli animali domestici – come riportano diverse segnalazioni di cittadini – si impauriscono all’improvviso. I più curiosi scendono in strada, alzano gli occhi al cielo: c’è anche chi riporta di averlo visto sfrecciare tra le nubi, tanto veloce da aver con tutta probabilità infranto il muro del suono. Chi invece ha più paura, impressionato da un momento storico tutt’altro che privo di tensioni internazionali, non manca di pensare al peggio.
La ricostruzione
E il timore di qualche operazione sconosciuta cresce con il passare delle ore, dato che nessuna informazione sembra trapelare neppure agli organi di informazione: dall’aeroporto di Pisa, così come dalla 46esima Brigata aerea di Pisa, smentiscono alcun decollo o esercitazione in corso. E anche da Camp Darby, la base americana sul territorio pisano, la risposta è negativa. Nessun riscontro anche dalla base militare di Grosseto, dove sono dislocati i caccia militari italiani in Toscana.
La spiegazione
Per sciogliere il mistero bisogna risalire al coordinamento centrale dell’Aeronautica militare. Il caccia in volo ieri sopra Viareggio è un Eurofighter Typhoon decollato dall’aeroporto “Antonio Ramirez” di Gioia del Colle, in Puglia, sede del 36esimo Stormo Caccia italiano. Come confermano dall’Aeronautica, il caccia stava svolgendo «normale attività addestrativa» in cui il pilota ha simulato l’avvicinamento e il mancato atterraggio all’aeroporto di Pisa: dopo questo finto mancato atterraggio ha quindi dovuto eseguire alcune manovre di esercitazione con le regole del volo “a vista” per poi rientrare alla base.
