Il Tirreno

Livorno

Movida

Livorno, il prefetto smentisce il sindaco: «Zero miglioramenti in via Cambini»

di Martina Trivigno

	Il prefetto Giancarlo Dionisi
Il prefetto Giancarlo Dionisi

E presto il rappresentante del governo incontrerà il comitato dei residenti: «La polizia municipale è rimasta poco tempo nella strada e in serate con poche persone»

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Nei prossimi giorni il prefetto Giancarlo Dionisi incontrerà di nuovo il comitato (in fase di costituzione) Modì. E se il sindaco Luca Salvetti parla di una situazione «serena e tranquilla» nella strada della movida, non sembra essersi invece placato il malumore che ruota intorno a via Cambini. «L’incontro sarà l’occasione per fare un punto puntuale della situazione alla luce delle segnalazioni pervenute, sia dalle forze di polizia impegnate nei controlli sia dagli stessi residenti – commenta il prefetto, contattato dal Tirreno – . Da questi riscontri non emerge, allo stato attuale, alcun miglioramento, nemmeno lieve. Questo dimostra che le misure sinora adottate non hanno ancora prodotto effetti concreti e sufficienti».

Le pattuglie dei vigili

Oltre all’ordinanza firmata dal primo cittadino, Salvetti ha anche predisposto un presidio della polizia municipale in via Cambini e nelle zone limitrofe durante due week-end delle festività natalizie (Santo Stefano e 2-3 gennaio), poi l’annuncio: la presenza delle pattuglie sarà più o meno strutturale per almeno i prossimi due mesi. Eppure – commentano dal comitato Modì – la situazione è ancora complessa. «Questo intervento (la presenza dei vigili, ndr) arriva con un anno di ritardo – evidenziano i residenti – . È vero, i vigili sono passati un paio di volte a piedi, ma non sono rimasti sufficiente tempo nella via. E soprattutto sono stati presenti in sere particolarmente fredde, dove l’afflusso di giovani era di per sé inferiore per via del clima rigido. In ogni caso, considerata la situazione, speravamo che l’ordinanza avesse un carattere che tutelasse maggiormente i residenti. Invece così non è stato. A breve incontreremo il prefetto, che ringraziamo per l’attenzione, e lo aggiorneremo su tutto».

L’incolumità pubblica

Dal canto suo, il rappresentante del governo – che in prima battuta aveva richiesto un contingentamento degli accessi nella via a un massimo di 300 – torna a parlare di sicurezza. «La persistente concentrazione di persone, soprattutto nelle ore notturne e fino a tarda notte, pone un tema serio di incolumità pubblica e di incolumità delle persone che frequentano via Cambini – spiega Dionisi – . Accanto a questo, permane in modo evidente il grave disagio dei residenti, che si vedono sistematicamente privati del diritto alla quiete, al riposo, alla vivibilità e al benessere, costretti spesso a rimanere svegli fino alle due di notte e anche oltre a causa di schiamazzi, chiasso e comportamenti incivili legati alla frequentazione di bar e ristoranti e alla presenza di numerosi dehor».

Il ruolo degli esercenti

Poi il riferimento ai titolari e gestori dei locali nella strada. «Il profitto non può in alcun modo essere anteposto all’incolumità delle persone, né ai diritti fondamentali dei residenti. La libertà di iniziativa economica deve sempre essere esercitata nel rispetto della comunità, delle regole e delle condizioni di vivibilità urbana – conclude il prefetto – . La cronaca, purtroppo anche recente, ci ricorda con drammatica evidenza come il profitto perseguito a tutti i costi, in contesti caratterizzati da affollamento e carenza di controllo, possa condurre a conseguenze gravissime e, in alcuni casi, a tragedie. È proprio alla luce di questi episodi che occorre un’assunzione di responsabilità piena. Nei prossimi giorni incontrerò ancora i residenti e poi farò il punto della situazione con il sindaco e con il comandante della polizia municipale; inoltre, con il Comando provinciale dei vigili del fuoco e con l’Asl Toscana nord ovest valuterò in particolare gli aspetti connessi al soccorso pubblico e all’assistenza sanitaria di emergenza, compresi i profili legati all’accessibilità e all’operatività dei mezzi di soccorso. Confido in una collaborazione vera e soprattutto responsabile da parte di tutti, nella consapevolezza che l’incolumità delle persone e il diritto dei residenti a una vita dignitosa non possono essere compressi o sacrificati in nome del profitto».


 

Primo piano
L’intervista

Influenza e variante K, il professor Marco Falcone: «Ecco quali sintomi non vanno sottovalutati. E nei più piccoli attenzione alla bronchiolite»

di Francesco Paletti
Speciale Scuola 2030