Lucca, ingerisce una batteria all’asilo: bimba di un anno portata al Meyer d’urgenza
La piccola è stata sottoposta a un’endoscopia: a dare l’allarme le maestre della materna che avevano trovato un gioco sprovvisto di pile
LUCCA. Momenti di panico nella giornata di giovedì, 8 gennaio, tra Lucca e Capannori. Alla fine delle lezioni alcune insegnanti di una scuola materna della Piana, dopo aver riconsegnato i bambini ai genitori, nel riordinare alcuni giochi si sono accorte che da uno di questi mancava una piccola batteria. Le maestre hanno iniziato a cercarla senza successo e, temendo che potesse essere stata ingerita da uno dei bambini, hanno deciso di avvisare immediatamente le famiglie.
L’allarme e la visita
Una scelta tutt’altro che avventata. I genitori dei circa quindici bambini, di età compresa tra uno e tre anni, si sono subito preoccupati: alcuni hanno contattato il medico di famiglia, altri il 118, altri ancora si sono recati direttamente al Pronto soccorso per i controlli del caso. Tra questi anche i genitori di una bambina di poco più di un anno – è nata nel 2024 – che si sono rivolti al Pronto soccorso dell’ospedale San Luca. Qui la piccola è stata sottoposta a un accertamento radiologico che ha permesso di individuare la batteria ingerita.
Al Meyer
A quel punto, erano circa le 21, il personale sanitario ha ritenuto necessario organizzare il trasferimento con l’ambulanza medicalizzata all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze, dove la bambina è stata presa in carico dall’équipe specializzata. La pila è stata rimossa nella tarda serata di giovedì per via endoscopica dallo staff di Chirurgia, guidato dal dottor Enrico Ciardini. La bambina adesso sta bene, ma resta ancora sotto osservazione.
Di cosa parliamo e i precedenti
L’ingestione di una pila a bottone, soprattutto nei bambini molto piccoli, è considerata una delle emergenze pediatriche più insidiose. Non tanto per l’ingestione in sé, quanto per ciò che può accadere nelle ore successive, spesso senza segnali immediatamente evidenti.
Le batterie di questo tipo possono infatti provocare gravi lesioni anche senza rilasciare sostanze tossiche: a contatto con i tessuti, in particolare se restano bloccate nell’esofago, innescano una reazione elettrochimica che genera una sostanza caustica, capace di danneggiare rapidamente la mucosa.I rischi principali sono ustioni profonde dell’esofago, perforazioni e infezioni gravi del torace. Nei casi più estremi possono formarsi fistole o verificarsi emorragie potenzialmente letali.
Le conseguenze possono manifestarsi anche a distanza di giorni o settimane, con restringimenti dell’esofago e difficoltà nella deglutizione. Per questo motivo la tempestività dell’intervento è decisiva: la rimozione deve avvenire il prima possibile se la batteria è ancora nell’esofago.
I bambini intorno all’anno di età rientrano tra i soggetti più esposti. A questa età esplorano l’ambiente portando alla bocca qualsiasi oggetto e le pile a bottone sono presenti in molti dispositivi di uso quotidiano: telecomandi, giocattoli sonori, lucine, chiavi dell’auto, termometri, bilance. Spesso il vano batterie non è sufficientemente sicuro o si apre con facilità.
Negli ultimi mesi si sono registrati diversi episodi di questo tipo, alcuni con esiti drammatici, altri risolti grazie a interventi tempestivi e a una rete ospedaliera specializzata, come nel caso della bambina lucchese sottoposta a intervento endoscopico al Meyer.
