Il Tirreno

Pistoia

Lavoro (e paure)

Pistoia, davanti alla sede Enel il presidio dei dipendenti del call center: «Ecco quali sono i nostri timori»

di Luigi Spinosi

	Alcuni lavoratori
Alcuni lavoratori

Con la prossima gara d’appalto timori per 150 dipendenti. Chiesto il rispetto della clausola sociale, la replica dell’azienda: «Sono preoccupazioni senza fondamento»

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PISTOIA. Adesione del 100% allo sciopero (la più alta in Italia) con molti dei dipendenti che non si sono limitati a incrociare le braccia ma, sfidando un tempo inclemente, si sono presentati davanti alla sede Enel di via Pratese per un presidio per richiamare l’attenzione sul rischio di perdita del proprio posto di lavoro collegata agli appalti per i servizi di call center. La manifestazione, che si è volta in contemporanea in tutta Italia, a Pistoia ha avuto per protagonisti i lavoratori di Tecnocall, la società di call center che a Pistoia lavora in appalto unico per Enel.

Che cosa preoccupa

A destare preoccupazione le prossime gare di Enel per l’affidamento del servizio di call center. Timore alimentato da quanto avvenuto per altri appalti assegnati, quelli di back office e servizio qualità (che interessano circa 1.500 persone in tutta Italia) e per i quali non sarebbe stato adottato il vincolo di territorialità. «Siamo in presidio per protestare contro Enel – spiega Giacomo Rossano Romani della Rsa Cgil – contro la possibilità di non riconoscere il vincolo di territorialità che è previsto nella clausola sociale nella gara d’appalto per l’affidamento del servizio di call center».

Anche perché in quel caso, viene spiegato, è stato calcolato un esubero di personale del 30% di cui si deve far carico l’assegnatario dell’appalto. E in questo senso l’assenza di vincolo di territorialità si traduce in un sistema di trasferimenti dalle sedi attuali di lavoro ad altre a centinaia di chilometri (l’esempio che viene fatto è quello dei dipendenti che per mantenere il lavoro devono trasferirsi da Sulmona a Matera), una sorta di invito a licenziarsi, che colpisce soprattutto le persone con un quadro familiare più consolidato, quindi i dipendenti con maggiore anzianità, quelli che “costano di più”. Esuberi dettati soprattutto dall’introduzione dell’intelligenza artificiale: «Le ultime gare – ha evidenziato il segretario nazionale della Slc Cgil Riccardo Saccone – stanno tentando di aggirare le clausole sociali e ridurre il perimetro occupazionale attraverso l'obbligo, per chi vince, di inserire processi di automazione e di intelligenza artificiale. È inaccettabile. Nessuno ignora i possibili impatti della transizione digitale, ma gestire le cose in questo modo vuol dire far pagare i soliti noti: i lavoratori. Che questa operazione venga poi fatta da Enel, società a controllo pubblico che in questi anni ha registrato extraprofitti ragguardevoli, è ancora più grave».

Insomma il timore dei lavoratori che sotto tutte le sigle sindacali (il presidio era sostenuto da Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom, e tra i presenti c’era anche il segretario generale della Cgil di Pistoia e Prato Michele Gargini) hanno dato vita alla manifestazione di ieri mattina era che quanto accaduto con quei servizi possa ripetersi al momento del nuovo affidamento dell’attività di call center. La scadenza del resto, salvo ulteriori proroghe, è vicina: il contratto scade a ottobre, e il rinnovo interessa circa 7mila persone. Tra loro le oltre 150 persone che lavorano a Pistoia.

La nota di Enel

Da parte sua Enel interviene con una nota in cui parla di preoccupazioni senza alcun fondamento: « In relazione alle segnalazioni che fanno riferimento alle attività di call center, Enel chiarisce che al momento non è stata indetta alcuna gara per queste attività. Pertanto, le preoccupazioni espresse da alcune sigle sindacali non hanno fondamento. Enel sottolinea che il bando di assegnazione più recente ha invece riguardato le attività di back office, nel quale è stata inclusa la clausola di salvaguardia occupazionale (cosiddetta Clausola Sociale) volta a tutelare la continuità lavorativa del personale impiegato. In aggiunta, è stato previsto un meccanismo premiante sia per l’assorbimento su altre commesse dei dipendenti eventualmente in esubero, sia per l’applicazione di forme di lavoro agile. Per Enel la tutela delle persone è un principio centrale; per questo l’azienda ha adottato misure concrete a difesa dell’occupazione, migliorative anche rispetto a quanto previsto dai contratti collettivi di settore, in merito alla gestione dell’assorbimento del personale da parte del fornitore subentrante. L’attuale contesto di mercato sta evidenziando un’evoluzione profonda nelle abitudini di consumo dei clienti, sempre più orientati a modalità di interazione autonome attraverso canali digitali e applicazioni mobili. Si tratta di un cambiamento strutturale che sta ridisegnando il rapporto tra persone e servizi e che richiede alle aziende un costante adattamento organizzativo e tecnologico. In questo scenario, la tecnologia rappresenta per Enel uno strumento di supporto e potenziamento del lavoro umano, non di sostituzione. L’azienda conferma, come sempre, la propria disponibilità al confronto costruttivo con tutte le parti coinvolte, nella convinzione che l’innovazione tecnologica, la sostenibilità industriale e la responsabilità sociale possano e debbano procedere insieme».

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