Il Tirreno

Crisi nel golfo: la storia

Diego Granese, l'imprenditore che ha aiutato a gestire la crisi degli Italiani a Dubai


	Diego Granese
Diego Granese

Mentre nel Golfo cancellavano migliaia di voli e droni e missili attraversavano lo spazio aereo emiratino, il fiscalista e imprenditore italiano residente a Dubai ha scelto di restare fino all'ultimo. Circa trecento connazionali rimpatriati con il suo aiuto, in gran parte attraverso la rotta dell'Oman. Ma — racconta lui stesso — il lavoro più decisivo non è stato logistico, è stato informativo: "In migliaia e migliaia ci scrivevano per sapere cosa fare".

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DUBAI — “Ci sono migliaia di  turisti bloccati che devono rientrare a casa, molti con bambini piccoli o malattie gravi: è doveroso aiutarli e dare la precedenza rispetto a chi vive e lavora qui. Dubai è la mia casa e ho deciso di restare qua al fianco degli italiani negli Emirati". Con queste parole, postate sui suoi canali ufficiali nelle ore più tese della crisi militare che ha investito il Golfo Persico nei primi mesi del 2026, l'imprenditore italiano Diego Granese ha annunciato pubblicamente la propria decisione: non lasciare Dubai, restare fino al termine dell'emergenza, mettere se stesso, il proprio team e la propria struttura al servizio dei connazionali in difficoltà.

Una scelta che, in un contesto di voli cancellati, droni e missili in transito sopra la città e oltre 6.980 cittadini italiani bloccati nei soli Emirati Arabi Uniti (secondo le rilevazioni dell'Unità di Crisi del Ministero degli Affari Esteri), ha contribuito in modo concreto a far rientrare in patria circa trecento italiani. Ma c'è un dato meno raccontato che, secondo lo stesso Granese, ha avuto un peso superiore quasi a quello logistico: il ruolo informativo. "Sono uno dei punti di riferimento mediatici della comunità italiana qui — spiega —. In quelle ore ci hanno scritto in migliaia e migliaia, semplicemente per sapere cosa fare”.

Le ore della crisi: migliaia di richieste sui social personali

Granese, classe 1990, nato a Vigevano e residente a Dubai dal 2015, è da quasi un decennio il punto di riferimento della comunità imprenditoriale italiana negli Emirati Arabi Uniti. Attraverso la propria società Billionize — incorporata nel Dubai Multi Commodities Centre, regolarmente autorizzata dal Governo Emiratino — ha accompagnato oltre ottocento imprese italiane nei processi di internazionalizzazione, contribuendo all'esportazione del Made in Italy nel mercato del Golfo. È volto noto della televisione italiana, con presenze su Rai e Mediaset, e una community digitale di oltre un milione di follower complessivi.

Nelle ore in cui la crisi geopolitica è esplosa, i suoi canali personali sono diventati una vera e propria centrale operativa, sommersa di richieste. "Fin dalle prime ore della crisi mi hanno scritto migliaia di persone attraverso i miei social media. Essendo uno dei punti di riferimento della comunità imprenditoriale italiana qui, in tanti hanno chiesto informazioni e aiuto per rientrare". A scrivere — racconta — non erano solo i suoi clienti: erano famiglie con bambini, donne in stato di gravidanza, anziani, pazienti che dovevano rientrare in Italia per la prosecuzione di cure mediche, turisti senza voli e senza informazioni affidabili, residenti spaventati dalle voci che circolavano in rete.

Il ruolo informativo: "In migliaia e migliaia ci scrivevano per sapere cosa fare"

Se il supporto logistico — trasferimenti, biglietti, pratiche, visti — ha permesso il rientro materiale di circa trecento persone, è proprio il fronte informativo, secondo Granese, ad essere risultato il più decisivo nel quadro complessivo dell'emergenza. "Oltre alle attività logistiche vere e proprie — spiega — è stato fondamentale il lavoro dell'informazione. Essendo esposti mediaticamente come uno dei riferimenti principali per gli italiani a Dubai, in migliaia e migliaia ci contattavano semplicemente per sapere cosa fare: se restare, se partire, dove andare, di chi fidarsi".

In una crisi in cui i voli cambiavano da un'ora all'altra, gli aeroporti aprivano e chiudevano, le compagnie aeree riprogrammavano in continuazione e le notizie correvano più veloci delle verifiche, il bisogno principale dei cittadini italiani non era solo essere portati a casa: era capire cosa stava davvero succedendo. "Molte famiglie in Italia ci scrivevano disperate perché non riuscivano a contattare i propri cari, o avevano letto su qualche canale Telegram cose terribili che si rivelavano poi false — racconta —. Avevamo l'obbligo morale di rispondere, una persona alla volta, di rassicurare, di indirizzare verso i canali ufficiali della Farnesina, di smontare le notizie infondate".

Il lavoro è proseguito per settimane, H24, coinvolgendo l'intera struttura aziendale: aggiornamenti continui sui voli effettivamente operativi, sulle compagnie aeree disponibili, sui canali consolari attivi, sulle procedure di rimpatrio. Il tutto pubblicato in tempo reale sui canali ufficiali del fiscalista — Instagram, TikTok, Facebook. Il riscontro è stato immediato: i contenuti hanno raggiunto centinaia di migliaia di visualizzazioni nelle ore di picco, contribuendo a calmierare il panico e a indirizzare le persone verso le decisioni giuste.

La rotta dell'Oman: trecento rimpatriati attraverso Muscat

Sul fronte logistico, la gran parte dei rimpatri facilitati è transitata attraverso la rotta dell'Oman. In coordinamento con i corridoi attivati dalla Farnesina — tra cui i voli charter da Muscat che hanno consentito il rimpatrio di centinaia di italiani dall'aeroporto Omanita — Granese ha organizzato trasferimenti via terra dagli Emirati Arabi Uniti verso il principale scalo internazionale di Muscat, garantendo che cittadini italiani sprovvisti di voli diretti potessero comunque raggiungere l'hub omanita e imbarcarsi per l'Italia.

Nel complesso, l'azione personale sia verso l’Oman che dagli Emirati Arabi Uniti ha contribuito al rientro di circa trecento connazionali. Un numero che si inserisce nel più ampio ponte aereo istituzionale che, secondo le stime, ha permesso a oltre diecimila italiani di lasciare l'area del Golfo dall'inizio della crisi.

La piena disponibilità alle Istituzioni italiane

Dalle prime ore Granese ha comunicato la propria piena disponibilità a collaborare con le Istituzioni italiane: "Ho dato piena disponibilità al Ministero degli Esteri, all'Ambasciata e al Consolato italiano per qualsiasi supporto operativo: informazioni, documenti, pratiche, contatti, mezzi di trasporto, utilizzo dei miei uffici e assistenza del mio team, al fine di facilitare la gestione dell'emergenza".

L'interlocuzione è stata veicolata anche attraverso la senatrice Elena Murelli, che ha mantenuto un contatto costante con l'imprenditore per l'intera durata dell'emergenza, segnalando alla Farnesina i casi più urgenti che pervenivano dagli uffici di Dubai, e attraverso l'allora eurodeputata Caterina Chinnici, che ha facilitato un raccordo con la segreteria del Parlamento europeo a Bruxelles. Nelle dichiarazioni rilasciate alla stampa, Granese ha ringraziato pubblicamente il Governo italiano, la Farnesina, l'Ambasciatore Lorenzo Fanara e l'intera rete diplomatica italiana negli Emirati.

La voce contro le fake news

Una delle emergenze più sottovalutate di quelle settimane non è stata militare, ma informativa. Notizie false, allarmistiche o non verificate hanno circolato in modo massivo su gruppi Telegram, WhatsApp e social media, generando panico tra i cittadini italiani sul posto e tra le loro famiglie in Italia, e ostacolando in alcuni casi il lavoro delle Istituzioni. "È importante raccontare la realtà dei fatti — ha spiegato Granese in più occasioni —. Sopra Dubai sono transitati droni e missili, ma i sistemi di difesa degli Emirati Arabi Uniti hanno intercettato la quasi totalità delle minacce e la città continua a funzionare. La vera emergenza riguardava i turisti che dovevano rientrare".

Un servizio informativo che ha trovato spazio sui principali quotidiani nazionali che ha contribuito a riequilibrare un'informazione spesso sbilanciata sul versante allarmistico.

L'incontro con il Ministro dei Media degli Emirati Arabi Uniti

La credibilità maturata negli anni presso le autorità emiratine ha consentito anche un raccordo di carattere informale. Nel corso della crisi, Granese ha incontrato il Ministro dei Media degli Emirati Arabi Uniti, che ha espresso parole di sincera fratellanza e vicinanza al popolo italiano e alle famiglie italiane presenti sul territorio, riconoscendo la profondità dei legami di amicizia tra i due Paesi e il ruolo della comunità italiana nello sviluppo degli Emirati.

Un'interlocuzione che, pur svolgendosi in via informale, ha avuto un valore simbolico significativo, contribuendo a rasserenare la comunità italiana residente o di passaggio negli Emirati Arabi Uniti e a confermare la solidità delle relazioni bilaterali italo-emiratine in un momento di grande delicatezza geopolitica.

Un decennio di servizio: dall'AVIS alla diplomazia economica

L'azione svolta durante l'emergenza non è un episodio isolato. È piuttosto la naturale prosecuzione di un percorso di servizio civile che parte da lontano. Donatore di sangue AVIS dal 2015, sostenitore di Save the Children dallo stesso anno, ex volontario della Croce Rossa Italiana e del Rotaract, Granese ha presieduto per anni anche una associazione sportiva, affiliata al CONI e attiva nella pesistica con finalità sociali e comunitarie.

Nel dicembre 2020 promosse e finanziò, la realizzazione e la donazione alla città di Colleferro del busto in memoria di Willy Monteiro Duarte, giovane ucciso a ventuno anni nella notte tra il 5 e il 6 settembre 2020 mentre si frapponeva in difesa di un amico, oggi medaglia d'oro al valor civile. L'opera, posta in opera nella chiesa di San Bruno alla vigilia di Natale, è divenuta un riferimento civile contro la violenza.

Il riconoscimento accademico e l'autorità professionale

Sotto il profilo professionale, Granese è oggi considerato uno dei più influenti fiscalisti italiani all'estero. Ha teorizzato la Frazione Fiscale Neutra, un modello di tassazione concepito per l'economia digitale globale che ha ricevuto attenzione su autorevoli testate nazionali. Nel 2025 ha ricevuto il Golden Visa decennale degli Emirati Arabi Uniti per i meriti acquisiti nello sviluppo dell'ecosistema imprenditoriale di Dubai e nella sua promozione, il 15 novembre dello stesso anno, ha ricevuto presso la Città del Vaticano una Laurea Honoris Causa in Economia e Fiscalità Digitale Internazionale conferita da una Università Svizzera, alla presenza di autorità religiose, diplomatiche e accademiche.

Una figura ormai consolidata, con voce dedicata su Wikipedia inglese, presenza televisiva nazionale su Rai e Mediaset, e tre partecipazioni come ospite ufficiale alla Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia (2021, 2022, 2025).

Una storia di servizio, in controtendenza

In un'epoca in cui la presenza degli italiani all'estero è spesso narrata in chiave di fuga, la storia di Granese racconta l'opposto. Un italiano che, all'estero, è rimasto fino all'ultimo per gli italiani. Che ha messo i propri strumenti — un'azienda, un team, una rete di contatti, una community digitale di oltre un milione di persone — al servizio della comunità nazionale. E che, in un momento in cui sarebbe stato più facile partire, ha scelto di restare e di rispondere, una richiesta alla volta, alle migliaia di connazionali che gli chiedevano semplicemente "cosa fare".

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