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La guerra

Libano, spari dell’Idf su militari italiani dell'Unifil. Meloni: «Israele deve chiarire»

di redazione web

	I militari Unifil impegnati in Libano
I militari Unifil impegnati in Libano

Si tratta del secondo incidente diplomatico fra Israele e Italia nel giro di pochi giorni

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Una colonna di mezzi italiani facente parte del contingente Unifil diretta verso Beirut per il rimpatrio di alcuni suoi elementi viene fermata dall'Idf. I colpi di avvertimento dei soldati israeliani danneggiano un veicolo.

La notizia resa nota nel corso del pomeriggio di oggi, mercoledì 8 aprile, dal ministro degli Esteri, Antonio Tajani, durante il Question Time alla Camera alza nuovamente la temperatura dei rapporti fra Roma e lo Stato ebraico. Nessun soldato rimane ferito, ma la collera del ministro degli Esteri è palese. Tajani infatti fa convocare alla Farnesina l'ambasciatore israeliano in Italia, Jonathan Peled, per fare chiarezza sull'accaduto e ribadisce che le forze armate israeliane "non hanno alcuna autorità per toccare i militari italiani".

Si tratta del secondo incidente diplomatico fra Israele e Italia nel giro di pochi giorni. L'ambasciatore Peled infatti era già stato convocato alla Farnesina lo scorso 29 marzo dopo che il governo israeliano aveva vietato l'accesso al Santo Sepolcro al cardinale Pierbattista Pizzaballa, capo della Chiesa Cattolica in Terra Santa. Al diplomatico israeliano era stato espresso lo "sdegno" per l'accaduto.

Tajani sente anche il presidente libanese Aoun per portare "la solidarietà del governo italiano per gli attacchi ingiustificati e inaccettabili che sta subendo da Israele", poi è la stessa Giorgia Meloni a prendere la parola in prima persona. La premier esprime la sua "ferma condanna" per quanto accaduto ai militari italiani del contingente Unifil e aggiunge che Israele "dovrà chiarire" i fatti.

Sulla vicenda interviene anche il ministro della Difesa, Guido Crosetto, che chiede alle Nazioni Unite di "intervenire presso l'autorità israeliana con la massima urgenza per chiarire l'accaduto, adottare tutte le misure necessarie a garantire la sicurezza del contingente italiano e di tutto il personale c

Crosetto parla di "ferma e indignata protesta" in merito all'accaduto sottolineando come si tratti di un "comportamento grave che rischia di compromettere la sicurezza dei peacekeeper e la credibilità stessa della missione". Il ministro, allo stesso tempo, assicura che l'Italia "continuerà a sostenere la missione di pace", ma "pretende il pieno rispetto del ruolo di Unifil e la tutela dei propri militari". 

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