Il Tirreno

Esteri

Groenlandia, l'annuncio di Trump: «C’è l’accordo». Stop ai dazi di febbraio

di Andrea Capello

	Il colloquio tra Donald Trump e il segretario generale dell’Alleanza Nato Mark Rutte
Il colloquio tra Donald Trump e il segretario generale dell’Alleanza Nato Mark Rutte

Il presidente Usa: «Riguarda estrazione di minerali e difesa». Decisivo il colloquio col segretario Rutte. Dal World Economic Forum di Davos l'attacco all'Europa

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DAVOS. Davanti alla platea di Davos, composta da «tanti amici e qualche nemico» Donald Trump ha lodato la sua gestione degli Usa, che «sono nel bel mezzo della più grande crescita economica nella storia del Paese», sferzato l’Europa e rivendicato la necessità di acquisire la Groenlandia, pur allontanando lo spettro di un’operazione militare. Un piano che ha portato in serata all’annuncio della definizione di un futuro «accordo quadro» sulla regione dell’Artico con la Nato riguardo al sistema di difesa missilistico Golden Dome e sui diritti allo sfruttamento dei minerali. In cambio stop all’ingresso dei dazi doganali minacciati per otto Stati europei che avevano mandati piccoli contingenti militari sull’isola.

Il ritardo dovuto ad un guasto dell’Air Force One non ha cambiato la scaletta degli interventi in programma al World Economic Forum e alle 14. 30 Trump si è presentato puntuale sul palco per pronunciare il suo attesissimo discorso. Il presidente americano è partito con un attacco verso l’Europa che «non sta andando nella giusta direzione». Il riferimento è all’immigrazione e alle politiche green, nei confronti delle quali il tycoon si è lanciato in una lunga invettiva. Secondo il presidente americano il Vecchio Continente dovrebbe seguire le sue politiche per «migliorare il tenore di vita dei suoi cittadini» mentre oggi alcune aree dell’Europa sono «irriconoscibili». Trump si è concesso anche una battuta su Emmanuel Macron. «L’ho visto ieri con quei bellissimi occhiali da sole, che diavolo è successo? », si è chiesto in maniera ironica aggiungendo che – a suo dire – il presidente francese «ha giocato a fare il duro».

Trump ha poi toccato il tema caldo della Groenlandia. Il presidente da un lato ha detto che non intende «usare la forza» nei confronti dell’isola e «non lo farà». Dall’altro però ha chiesto l’apertura di «negoziati immediati per l’acquisizione» mettendo gli europei davanti a un bivio. «Avete una scelta: potreste dire di sì e noi lo apprezzeremmo molto, o potreste dire di no e ce ne ricorderemo», ha affermato in maniera minacciosa accusando la Danimarca di essere ingrata nei confronti di Washington e definendo «stupida» la scelta di aver restituito l’isola a Copenaghen. Trump si è detto convinto che «nessuna nazione al mondo» può essere capace di mettere al sicuro la Groenlandia, definita più volte nel corso del discorso «un pezzo di ghiaccio», più degli Stati Uniti. Il ministro degli Esteri di Copenaghen, ha definito «positiva» l’affermazione di Trump, anche se «la sua ambizione resta intatta».

Quanto all’Ucraina ha ribadito che occorre «mettere fine alle guerra». Putin e Zelensky – ha aggiunto – «sono a un punto in cui possono unirsi e raggiungere un accordo» e se non lo facessero sarebbero «stupidi». Una svolta potrebbe arrivare dal round dei negoziati in programma nelle prossime ore con l’incontro fra lo stesso Trump e Zelensky , mentre l’inviato americano Steven Witkoff sarà al Cremlino per un faccia a faccia con Putin. Il dossier Ucraina è stato anche l’occasione per Trump di una stilettata alla Nato che insieme all’Europa deve «lavorare» sul tema mentre gli Stati Uniti sono «molto lontani» in quanto separati da «un oceano immenso e meraviglioso».

E sempre in merito all’Alleanza atlantica Trump si è detto dubbioso di un eventuale supporto qualora gli Usa fossero sotto attacco. «Noi ci saremo, al 100%, ma non so se la Nato ci sarà per noi», ha dichiarato sottolineando come Washington abbia «pagato la Nato» senza «ottenere nulla». «Se mai gli Stati Uniti fossero sotto attacco, i vostri alleati saranno con voi», lo ha rassicurato Mark Rutte. E proprio al termine dell’incontro col Segretario generale dell’Alleanza il presidente americano ha annunciato di aver definito «il quadro di un futuro accordo relativo alla Groenlandia e, di fatto, all’intera regione artica». Un’intesa che, secondo Trump, «se sarà finalizzata» sarà «estremamente vantaggiosa per gli Stati Uniti d’America e per tutte le nazioni della Nato». Per questo Washington ha reso noto che non imporrà i dazi doganali che sarebbero dovuti entrare in vigore il 1° febbraio agli Stati europei che avevano inviato piccoli contingenti militari sull’isola.
 

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