Squalo di 4,5 metri trovato morto sulla costa a Follonica: cosa dicono gli esperti sul “capopiatto”
I ricercatori hanno prelevato liquidi biologici e campioni di tessuto che saranno analizzati nei laboratori specializzati
SCARLINO. Una scena che ha ricordato più un film di Steven Spielberg che una normale mattinata al mare. Una grande carcassa di uno squalo è stata infatti ritrovata sulla spiaggia di Follonica destando la curiosità di bagnanti e residenti.
La scoperta
L’animale, lungo 4,5 metri e dal peso stimato di 550 chilogrammi, è stato successivamente trasferito al molo della Fiumara del Puntone per essere sottoposto agli accertamenti scientifici del caso.
A coordinare le operazioni è stata la professoressa Letizia Marsili dell’università di Siena che, insieme ai suoi collaboratori, ha effettuato la necroscopia dell’esemplare recuperato martedì 30 giugno nella zona dell’ex Tony’s a Follonica, dove era stato rinvenuto ormai privo di vita. Le dimensioni dell’animale hanno inevitabilmente suscitato impressione tra i presenti, ma gli esperti rassicurano: non si tratta di una specie pericolosa per l’uomo.
Di cosa parliamo
Lo squalo appartiene infatti alla specie nota come “capopiatto”, che pur essendo un grande predatore vive abitualmente nei fondali profondi del Mediterraneo e non è considerato aggressivo nei confronti degli esseri umani. Secondo quanto spiegato dagli studiosi alle persone sul posto, non risultano episodi documentati di attacchi all’uomo riconducibili a questa specie negli ultimi decenni. Il capopiatto vive normalmente tra i 200 e i 1.000 metri di profondità, ben lontano dalle aree frequentate dai bagnanti.
L’ipotesi più probabile è che la carcassa sia stata trascinata dalle correnti marine fino alla costa, dove è stata notata da alcuni frequentatori della spiaggia che hanno immediatamente allertato le autorità.
L’avvistamento e gli approfondimenti
Ieri mattina, al porto del Puntone di Scarlino, erano numerosi i curiosi che hanno voluto assistito alle operazioni di recupero dello squalo. Tra i presenti c’erano anche l’assessora al turismo del Comune di Scarlino Silvia Travison, la guardia costiera e il dottor Primo Mencarelli dell’Acquario di Valpiana di Massa Marittima.
L’esame è servito a chiarire le cause della morte. I ricercatori hanno prelevato liquidi biologici e campioni di tessuto che saranno analizzati nei laboratori specializzati. Gli accertamenti dovranno verificare l’eventuale presenza di patologie, traumi o eventuali sostanze inquinanti che potrebbero aver contribuito al decesso del grande predatore dei fondali.
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