Il Tirreno

Grosseto

Emergenza idrica

Grosseto, Roselle senz'acqua per due giorni: guasti alla rete lasciano a secco quasi 4mila residenti – «Dai rubinetti usciva fango»

di Maurizio Caldarelli

	L'autobotte e i lavori alla tubatura (Foto Bf)
L'autobotte e i lavori alla tubatura (Foto Bf)

AdF manda le autobotti ma esplode la rabbia dei residenti: «Tutte le volte è così». Attività chiuse o rimedi fai-da-te come lavare capelli con bottiglie scaldate sotto il sole. Disagi anche per turisti

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ROSELLE. Una doppia rottura della condotta idrica sulla strada dei laghi, tra la Cava e l’osservatorio astronomico, ha fatto trascorrere due giorni da incubo alla popolazione della frazione di Roselle, tra abitanti, turisti, ed esercizi commerciali.

E allora c’è chi ha cercato di limitare i danni scaldando l’acqua al sole per lavare i capelli ai clienti, chi ha dato fondo a tutte le riserve dell’autoclave. Nei due giorni più caldi dell’anno con temperature vicine addirittura ai 38 gradi, l’acqua ha iniziato a mancare venerdì mattina intorno alle 10 e, dopo una parentesi durata qualche ora («l’acqua che usciva dai rubinetti era piena di fango», precisa Gerardo Rosolia, una delle sentinelle più attive del paese), i rubinetti sono rimasti a secco fino alla notte di ieri.

Un lavoro impegnativo, dunque, per il personale di Adf che ha lavorato giorno e notte per risolvere i disagi causati ai cittadini che vivono nella strada dei Laghi, ma anche nella strada dello Sbirro, strada Aiali, via Senese, via Batignanese, Roselle, strada di Vallerotana, strada dell’Osservatorio Astronomico e limitrofe. L’acqua a un certo punto della giornata è mancata anche lungo via Senese, fino al Poggione, una località in cui non è stato possibile alleviare il caldo delle piante e degli orti. In soccorso alla popolazione di Roselle è arrivata anche un’autobotte che si è sistemata nel piazzale del centro sportivo Carlo Pucci, ma i titolari degli esercizi commerciali hanno dovuto arrangiarsi alla meglio prima di decidere, in alcuni casi, di chiudere la porta e di dare una giornata di festa ai dipendenti.

Il comitato spontaneo che segue giornalmente ha segnalato immediatamente il guasto ad Adf e alla prefettura, che si è immediatamente attivata per garantire l’arrivo di un’autobotte per l’approvvigionamento dei privati, una procedura tutt’altro che semplice.

«Roselle è una realtà arrivata a 4mila residenti, che può contare oggi trenta agriturismi, tre ristoranti, due bar e una serie di negozi che continuano a subire perdite e disagi – tuona Gerardo Rosolia – Quella della mancanza dell’acqua è una problematica che ci portiamo dietro da anni, da almeno quindici anni: d’inverno ce la caviamo, ma d’estate e si acuisce. Sono condotte vecchie che vengono messe alla prova».

Laura Angeli, presidente dell’associazione Vivi Roselle e titolare di due attività commerciali, “Beauty center Laura” e un negozio di accessori per l’abbigliamento punta proprio l’indice sulla fragilità delle tubazioni, «realizzate per reggere tre-quattro poderi e che adesso devono sopportare il peso di una crescita esponenziale delle famiglie che utilizzano la rete idrica, con condotte ormai vecchie, che necessitano una revisione, ormai non più rinviabile». Laura Angeli, nel suo negozio di estetica, ha provato a tenere aperto, utilizzando addirittura acqua minerale, dopo che l’autoclave si è esaurita con alcune docce: «A un certo punto della giornata ha dovuto far tornare a casa le tre dipendenti e annullare gli appuntamenti».

Virginia Tinacci, titolare di Vi’s Pettino in via Batignanese, ha chiuso prima del previsto ieri mattina, dopo aver dovuto fare le peripezie per cercare di servire i propri clienti. «Da venerdì mattina alle 10 sono rimasta senz’acqua – racconta – l’autoclave mi è andata in blocco e mi sono dovuta inventare di scaldare l’acqua al sole per lavare i capelli alle clienti con tre casse di acqua minerale. Mi sono venute incontro le temperature torride. Alcune si sono messe a ridere e si sono fatte fare il lavaggio. Chi doveva fare il colore o altri lavori in cui la testa deve essere pulita bene non è venuto, ha disdetto l’appuntamento e per me è stata una perdita. Lavoro qua da tre anni – aggiunge la parrucchiera – È successo già almeno in tre-quattro occasioni che non ci fosse l’acqua. Ma negli altri casi tutto si risolveva nell’arco di 24 ore e il serbatoio era bastato».

Gerardo Rosolia ha toccato un tasto dolente, quello dell’autoclave: «Nelle due ore in cui venerdì sera è tornata l’acqua l’autoclave ha caricato solamente fango e tante persone dovranno fare pulizia; questo comporterà una spesa che sarà di almeno 200 euro».

E chi ha ospiti o turisti in struttura? Michela Banelli, titolare della Rta Le Corti, ha dovuto invece spendere 400 euro per avere a disposizione seimila litri di acqua, per poter portare avanti l’attività. «Era l’unica maniera per rimanere aperti – commenta – Tra venerdì e sabato mattina abbiamo utilizzato i 2.000 litri di ciascuna delle tre botti. L’acqua è finita pur dicendo ai nostri ospiti di fare un uso responsabile della risorsa. Fortunatamente le scorte sono state sufficienti fino all’ora di pranzo. Senza l’autobotte non avremo potuto affrontare la giornata. Le autoclavi devono servire 24 appartamenti. È stato un disservizio proprio nel fine settimana d’estate, in cui la struttura era piena». Michela Banelli ricorda un altro guasto simile: «Era il 14 giugno 2024 e Roselle è rimasta senz’acqua per due giorni e la rottura era sempre sulla strada dei Laghi. Qualcuno deve mettere mano a questo stillicidio».


 

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