Il Tirreno

Grosseto

Ambiente

Giù i 27 platani di via Vetulonia: immediato l’esposto in Procura

di Maurizio Caldarelli
Giù i 27 platani di via Vetulonia: immediato l’esposto in Procura<br>

Ieri mattina l’inizio degli abbattimenti accanto allo stadio Carlo Zecchini Grosseto al Centro ipotizza una violazione del codice sulla fauna selvatica 

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Da ieri mattina (martedì 7 aprile) è iniziato l’abbattimento programmato dei platani in via Vetulonia. E neanche il tempo di accendere le motoseghe subito è partito l’esposto in Procura. Certo è che senza i ventisette alberi che si trovano sullo spartitraffico della strada che costeggia lo stadio Carlo Zecchini l’area cambierà fisionomia. Prima di iniziare il taglio c’è stato un sopralluogo della polizia provinciale con quella municipale per verificare la presenza di nidi e uccelli sopra la cima degli alberi. Una volta verificata l’assenza di volatili si è proceduto a effettuare l’intervento.

Ma per l’associazione Grosseto a Centro, che segue quotidianamente le vicende legate all’ambiente e agli animali, questo non basta e parla di una possibile violazione della normativa per la tutela della fauna selvatica. Da qui l’esposto, come spiega Matteo Della Negra firmatario della segnalazione alla Procura, ai carabinieri forestali e alla municipale di Grosseto: «Il nido c’è e anche se non c’erano uccelli al momento di dare il via al taglio non significa niente. Se non hanno ancora fatto le uova, non significa che non si stia disturbando la nidificazione, ma stanno distruggendo una famiglia». Matteo Della Negra specifica che gli uccelli che nidificano nella zona «non li vedrai mai con il cestello, che fa rumore e allontana le specie animali. Gli uccelli li devi guardare dal basso con il binocolo. Per questo andava invitato al taglio degli alberi anche un ornitologo. Quello che è stato perpetrato è un reato di disturbo della nidificazione. La fuga degli uccelli è dovuta al trambusto del cantiere intorno». Nell’esposto presentato ieri mattina, Della Negra ribadisce che «su uno degli alberi oggetto di intervento, contrassegnato con targhetta identificativa n. 79, è stata rilevata la presenza di un nido. Accanto ad esso è stata inoltre osservata una coppia di tortore, con comportamento compatibile con attività di nidificazione. Tali circostanze risultano documentate mediante materiale video ripreso il giorno di Pasqua, nel quale sono chiaramente visibili l’albero, la targhetta identificativa, il nido e gli esemplari di avifauna». Secondo il rappresentante di Grosseto al Centro «si evidenzia che, sotto il profilo naturalistico e giuridico, la nidificazione non si esaurisce nella sola fase di cova, ma comprende anche le fasi di costruzione, occupazione e frequentazione del nido, risultando pertanto la situazione osservata pienamente compatibile con attività riproduttiva in atto o imminente».

Per cui l’intervento attualmente in corso in via Vetulonia, potrebbe configurarsi per l’associazione come una «possibile violazione della legge n.157 del 1992, che tutela la fauna selvatica e vieta la distruzione di nidi e il disturbo delle specie nel periodo riproduttivo con potenziali profili di rilevanza penale». Allo stesso tempo, continua, «la violazione del principio di precauzione, che impone la sospensione di attività potenzialmente lesive anche in presenza di un rischio solo probabile per la fauna selvatica. Si evidenzia altresì che anche interventi su alberature limitrofe risultano potenzialmente idonei a determinare disturbo alla nidificazione, mediante rumori, vibrazioni e alterazione dell’habitat, con conseguente rischio di abbandono del nido».

Della Negra ha chiesto quindi immediate e urgenti misure cautelari, finalizzate alla sospensione dell’abbattimento degli alberi interessati. «Se ciò non è stato sufficiente – commenta – il mio esposto dovrà essere di monito per le azioni simili che potranno essere perpetrate in futuro». 

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Primo piano
Il caso

Follonica, campeggio pronto per i turisti ma era completamente illegale – Il blitz e cosa è stato trovato

di Ivan Zambelli
Speciale Scuola 2030