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Lutto

Follonica, addio a Giuseppe “Beppe” Bianchi maestro dei pasticcieri

di Maurizio Ceccarelli

	Giuseppe Bianchi
Giuseppe Bianchi

Aveva 84 anni. Apprezzato per la simpatia e sincerità, non solo per i dolci

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FOLLONICA. La città ha perso un altro pezzo della sua storia. Il Golfo piange il pasticcere Giuseppe Bianchi, scomparso martedì 10 marzo all’età di 84 anni. Bianchi si trovava all’ospedale Misericordia di Grosseto, dove era ricoverato.

Conosciutissimo in città per essere stato uno dei pasticceri più apprezzati, Bianchi ha ereditato la passione per lo zucchero e la farina dallo zio Aldo, che gli ha trasmesso l’amore per la pasticceria, diventando poi negli anni un vero e proprio punto di riferimento per i follonichesi. Ha iniziato la sua attività aprendo il suo primo laboratorio in via Giacomelli con la moglie Maria Sticca. Si è poi trasferito in via Litoranea, prima di spostarsi definitivamente sempre in via Litoranea, ma più a nord in zona Palazzi rossi, dove la pasticceria diventa anche bar.

Una volta raggiunta la pensione è stato il figlio Dario a continuare la tradizione di famiglia con il suo bar pasticceria in via del Sugheraio in zona industriale, mentre gli altri due figli, Walter e Roberta, gestiscono il Bar Bianchi in via Roma.

Ma la passione per l’arte pasticcera non ha mai abbandonato Giuseppe Bianchi, nemmeno dopo aver raggiunto la meritata pensione. Durante la stagione estiva infatti, e più in generale quando c’era bisogno, andava ad aiutare il figlio Dario in laboratorio. Lavoratore instancabile, ha portato avanti la sua azienda con la moglie Maria, fino a far diventare la pasticceria Bianchi una delle più apprezzate nel Golfo. Fra i suoi maggiori interessi c’era il mare, la pesca e la sua barca Calafuria, compagni di viaggio per tantissimi anni. Ma “Beppe” Bianchi non era solo conosciuto per la sua grande abilità nel campo della pasticceria. In molti lo ricordano come una persona simpatica, sincera, disponibile e ricca di valori, quei valori che gli hanno permesso di lasciare un segno indelebile in coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo e di frequentarlo.

Fra questi c’è anche Massimo Fiorenzani, noto pasticcere follonichese, che da ragazzo, tanti anni fa, ha imparato il mestiere proprio nel laboratorio di Beppe Bianchi. «Ho lavorato da lui per cinque anni, dal 1980 al 1984 e posso dire che con lui mi sono sempre trovato bene; una persona scherzosa, che non ti stava addosso e ti lasciava lavorare tranquillo. Eravamo in perfetta sintonia e affrontavamo le giornate con grande serenità. Beppe – ringrazia – è stato fondamentale per la mia crescita. Da lui ho avuto la possibilità di capire cosa significasse entrare nel mondo del lavoro e ho imparato quello che sarebbe poi diventato il mio mestiere. Lo ringrazierò sempre, perché mi è stato di grande aiuto quando decisi di mettermi in proprio e aprire una pasticceria, confortandomi e dicendomi che ero pronto ad andare da solo. Mi ha dato una mano anche nei primi anni della mia attività, passandomi i suoi clienti quando era chiuso».

La notizia della sua scomparsa rattrista molto la città, che perde un pezzo della storia di Follonica. I funerali di Bianchi si sono svolti ieri, in forma privata. La famiglia ci tiene a ringraziare l’impresa di onoranze funebri Vanni, Terramoccia e Tosi. 

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