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«Il lupo bussa alla porta di casa»: a Torniella nuovo avvistamento

«Il lupo bussa alla porta di casa»: a Torniella nuovo avvistamento

Grosseto, oggi in prefettura ci sarà un vertice sulle predazioni: l’allarme di Coldiretti

07 giugno 2023
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GROSSETO. «Il lupo “bussa” alla porta di casa. Si moltiplicano gli avvistamenti nei centri abitati». A lanciare l’appello è direttamente Coldiretti Toscana che in una nota spiega: «Gli ultimi casi di cronaca ci portano a Castiglione della Pescaia con la “passeggiata” notturna di un lupo nella zona del porto e a Torniella, frazione di Roccastrada, ancora nel grossetano, dove un esemplare dopo aver attraversato la strada di prima mattina (lunedì 5 giugno, ndr) si è diretto verso un gruppo di case per fortuna senza incontrare nessuno». Il caso di Torniella è stato ripreso sui social (in un video su Facebook) da un cittadino.
«Ritrovarsi un lupo davanti alla porta di casa sta diventando una pericolosa abitudine. È evidente che, come per i cinghiali, l’equilibrio è saltato – spiega Fabrizio Filippi, presidente Coldiretti Toscana –. Nel 1973 il lupo era una specie gravemente minacciata, gli esemplari censiti erano solo 100; l’ultimo censimento dell’Ispra, nel 2022, ha contato 3.300 animali nelle regioni della zona peninsulare con una probabilità di presenza molto elevata in Toscana dove ha colonizzato quasi la totalità degli ambienti idonei. Secondo l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura non è più una specie vulnerabile e questo è un risultato straordinario e significativo di un progetto di ripopolamento che ha funzionato. Ma questa crescita ora va riequilibrata».
Per Coldiretti, sono quasi 2.500 gli eventi di predazione in regione a danno delle aziende zootecniche in un quinquennio: 500 all’anno. 7.405 i capi predati, quasi 1.500 ogni anno, il 95% sono pecore secondo lo studio dell’Ispra che riprendono da Coldiretti Toscana nella loro nota.
«Gli allevatori hanno convissuto in pace con i lupi. Ma oggi ci troviamo ad affrontare un fenomeno che non viene gestito. Le predazioni sono la principale causa della chiusura di molti allevamenti nella nostra regione al pari dei cinghiali per le aziende agricole tradizionali con gravi ripercussioni sulla biodiversità, sull’occupazione e sulla manutenzione del territorio. Dobbiamo ritrovare un equilibrio sostenibile che preservi la specie del lupo in purezza senza però rappresentare una pesante criticità per la sopravvivenza delle aziende e gli allevamenti».
Nel frattempo, a Grosseto una delegazione di allevatori e di Coldiretti incontra oggi alle 12, la prefetta Paola Berardino proprio sul tema delle predazioni. «In provincia di Grosseto sono 500 gli allevamenti chiusi in dieci anni a causa dei lupi», ribadiscono dall’associazione di categoria. 

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