Il Tirreno

Firenze

Il cantiere

Stadio Franchi a Firenze, il ministro promuove il restyling. Il Comune vicino al patto con la Fiorentina per il project: i dettagli

di Mario Neri

	La sindaca Funaro durante un sopralluogo al cantiere del Franchi
La sindaca Funaro durante un sopralluogo al cantiere del Franchi

Abodi: «Chi corre sugli impianti parte avanti nella sfida europea». La Viola pronta ad investire 85 milioni in cambio di 80 anni di concessione. La sindaca Funaro: «Dialogo costante col club, vogliamo dare presto un segnale concreto alla città»

4 MINUTI DI LETTURA





FIRENZE Il primo segnale arriva dal governo, l’altro dal tavolo più delicato della città. Andrea Abodi guarda il cantiere del Franchi e parla di un’amministrazione che «sta lavorando bene» dentro una materia complicata come le infrastrutture sportive. Poi aggiunge la frase che pesa più delle altre: chi si è portato avanti con gli impianti parte in vantaggio nella corsa a Euro 2032. Sei mesi per decidere gli stadi italiani. Sei mesi per capire se Campo di Marte resterà nel gruppo di testa.

Come si arriva a Euro 3032

Il ministro dello sport lo dice a margine di Didacta, parlando di un Franchi che avanza tra travi metalliche e cronoprogrammi rivisti. «La sindaca ha idee chiare», spiega Abodi, augurandosi che il cantiere possa accelerare. Subito dopo sposta l’attenzione sull’altra metà della partita. Il project financing. Il possibile co-investimento della Fiorentina. «Ricordo bene le parole del presidente Commisso negli incontri di questi anni - dice - e penso che quell’impostazione possa restare valida. I dubbi possono essere superati da una velocità di cantiere che consenta alla società di fare valutazioni sul co-investimento. Sarebbe decisivo». La parola decisivo gira da mesi tra Palazzo Vecchio e il Viola Park. Decisivo per il Franchi e per la candidatura europea. Decisivo per chiudere una storia che dura da troppo tempo. Perché il restyling dell’impianto di Nervi è già partito con il primo lotto ma senza il secondo il progetto resterebbe incompiuto.

I soldi mancanti e le condizioni per il patto

Il nodo sono i soldi. Mancano 55 milioni per completare la struttura e altri 30 circa per arredi e allestimenti. È qui che entra in scena il dossier viola. Ottantacinque milioni sul tavolo e una concessione lunghissima in cambio. Ottanta anni secondo la prima impostazione tecnica. Un "patto" che il club sta limando insieme agli uffici comunali e che potrebbe arrivare a Palazzo Vecchio entro Pasqua. I documenti preliminari sono già stati inviati nei giorni precedenti la morte di Rocco Commisso. Su quella traccia ha continuato a lavorare il direttore generale Alessandro Ferrari, l’uomo che da anni tiene il filo tra la società e il Comune. Ferrari nelle ultime settimane ha ricostruito la partita davanti al nuovo presidente Giuseppe B. Commisso. Un passaggio necessario perché il figlio del patron conosce meno il dossier Franchi rispetto al padre.

I dettagli del secondo lotto

In parallelo i tecnici della Fiorentina hanno incontrato quelli comunali per entrare nei dettagli: tempi del cantiere, collocazione dei nuovi spogliatoi, costi degli allestimenti, aree hospitality, sky box raddoppiati. Spazi commerciali da aprire tutti i giorni della settimana. Un Franchi trasformato da stadio domenicale a infrastruttura urbana attiva. Il punto di caduta è sempre lo stesso. Il club investe e ottiene una gestione di lunghissimo periodo. Una sorta di quasi proprietà funzionale dell’impianto. Un asset che farebbe salire il valore stesso della società e che aprirebbe nuovi ricavi. Biglietteria premium, lounge, servizi, eventi. Tutto ciò che oggi è impossibile dentro uno stadio incompleto.

La sindaca tessitrice

A Palazzo Vecchio il project è il piano A. Non lo nasconde nessuno. Senza la Fiorentina il Comune dovrebbe scegliere strade più pesanti. Nuovi mutui o la speranza di fondi legati alla candidatura europea. Ma presentarsi a Uefa e Figc con un accordo pubblico-privato già firmato potrebbe incidere sia sull’ok a Euro 32 che su eventuali aiuti. Sara Funaro evita annunci ma fa capire che la trattativa esiste e procede. «Con la Fiorentina continuiamo a dialogare e a confrontarci costantemente», spiega. «Fin dall’inizio del mandato il mio obiettivo è stato lavorare insieme. Continueremo a sentirci nelle prossime settimane con l’auspicio di arrivare a un punto e mandare un segnale alla città. Comune e Fiorentina devono lavorare per lo stesso obiettivo». Il segnale potrebbe arrivare prima dell’estate. Prima della scadenza europea.

Come procede il cantiere

Nel frattempo il cantiere della Fiesole ha ripreso ritmo dopo i problemi tecnici delle scorse settimane. Le maxi travi metalliche tornano a salire e la sequenza dei lavori viene modificata per recuperare terreno. Il calendario ufficiale resta quello già fissato. Curva pronta nell’aprile del 2027. Poi il secondo lotto. Quello vero. Maratona, tribuna e servizi. Il cuore del restyling. Il project serve a questo. Aprire quel cantiere e portare il Franchi fino in fondo. Perché senza quelle firme l’impianto resterebbe a metà tra il passato monumentale e un futuro ancora incompleto. Con quelle firme invece diventerebbe uno stadio moderno. Per ora le prove di accordo si muovono tra tavoli tecnici e telefonate transatlantiche.

Primo piano
La protesta

Pisa, traffico ferroviario paralizzato: persone sui binari per bloccare treno carico di mezzi militari – Gli aggiornamenti

di Redazione web
Speciale Scuola 2030