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Dopo la frana

Via Faentina, riapertura (forse) il 21 gennaio: prima va messa in sicurezza la collina. Altri dodici giorni di code alle Cure. Arrivano le navette

di Redazione Firenze
Via Faentina, riapertura (forse) il 21 gennaio: prima va messa in sicurezza la collina. Altri dodici giorni di code alle Cure. Arrivano le navette

Dopo il crollo del masso a Pian del Mugnone, i tecnici confermano la fragilità del costone di Fontelucente: servono interventi di messa in sicurezza. Fino alla riapertura traffico dirottato sulla Bolognese e sulle strade delle Cure, con ingorghi quotidiani tra la piazza, il cavalcavia, viale dei Mille, viale Volta e piazza Edison. At istituisce le navette

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FIRENZE La via Faentina riaprirà il 21 gennaio, ma la collina di Fontelucente dovrà prima essere messa in sicurezza. Lo annuncia con un post su Facebook il Comune di Fiesole. È questa la linea tracciata dalla Città Metropolitana dopo i rilievi tecnici e i monitoraggi avviati in seguito al crollo del masso che, lunedì sera, ha sfiorato una casa a Pian del Mugnone, costringendo all’evacuazione alcune famiglie e alla chiusura immediata della strada regionale 302.

I lavori sono già in corso e la chiusura, inizialmente disposta in via precauzionale, è stata prorogata fino al 20 gennaio compreso. Dal giorno successivo, salvo imprevisti, la Faentina dovrebbe tornare percorribile. Ma nel frattempo il verdetto dei tecnici è chiaro: il versante è fragile e c’è il rischio concreto che altri blocchi possano staccarsi dalla parete rocciosa. Per questo il fronte della frana e l’intero costone sotto Fontelucente dovranno essere consolidati prima di riaprire al traffico.

Ma quella del 21 per ora è una data solo ipotetica anche se fornita dalla Città Metropolitana al Comune in un report. «Riapertura o meno? Stiamo intervenendo con dei rocciatori arrampicati sulla parete del crollo. Hanno lavorato tutto ieri e stanno lavorando anche oggi – dice l’ingegnere della Metrocittà – dice al TgrRai Maria Teresa Carosella, ingegnere della Città Metropolitana – per togliere il materiale instabile. Dobbiamo capire se questa operazione sarà sufficiente o se invece sarà necessario operare con qualcosa di più impegnativo come qualche rete di protezione che blocchino eventuali massi ed evitino che precipitino in strada». Uno scenario che allungherebbe i tempi? «Dipende dal tipo di lavoro. Li potrebbe allungare di qualche giorno come di qualche settimana». Insomma, nello scenario più ottimistico la riapertura è fissata al 21. Dipenderà dai risultati delle analisi del team del Centro di Protezione Civile dell’Università di Firenze guidato dal professor Nicola Casagli che ieri hanno mappato il costone di Fontelucente con droni e laser scanner.

Tutto era cominciato lunedì sera, quando un masso di grandi dimensioni – circa due metri per due – si era staccato dalla montagna ed era precipitato lungo il pendio, fermandosi a pochi centimetri da un edificio residenziale affacciato sulla Faentina. Solo una serie di ostacoli naturali ne aveva rallentato la corsa, evitando l’impatto diretto con le abitazioni. Cinque persone erano state evacuate in via precauzionale, tra cui una donna allettata trasferita in ambulanza.

Subito dopo il crollo erano scattati i controlli e i sopralluoghi. Sul posto erano intervenuti i tecnici della Città Metropolitana, del Comune di Fiesole e ieri, appunto, il team di Nicola Casagli. I droni dotati di laser scanner hanno sorvolato la parete rocciosa, mappando centimetro per centimetro la vecchia cava di Fontelucente e ricostruendo in tre dimensioni la morfologia del versante. Un lavoro di alta precisione che ha permesso di individuare fratture, blocchi instabili e punti critici. I risultati sono attesi in queste ore.

Il risultato del monitoraggio per ora si è tradotto in un primo piano operativo: messa in sicurezza del movimento franoso, consolidamento del costone e rimozione degli eventuali massi pericolanti. Solo al termine di questi interventi la Faentina potrà riaprire in condizioni di sicurezza.

Nel frattempo, resta in vigore il piano straordinario per la viabilità. Il traffico tra Firenze e il Mugello viene dirottato su via Bolognese, mentre nel tratto tra via della Polveriera a Pian di Mugnone e Ponte alla Badia la Faentina rimane chiusa in entrambi i sensi, con accesso consentito solo ai frontisti e ai mezzi di servizio. Modifiche anche alla viabilità locale, con il senso unico su via Badia dei Roccettini e i percorsi consigliati attraverso le strade collinari di Fiesole.

In ogni caso saranno altri dodici giorni di code e traffico in tilt, soprattutto nel quartiere delle Cure, dove le deviazioni stanno riversando una parte consistente dei flussi. Molti automobilisti diretti in città o di ritorno verso Pian del Mugnone e Caldine sono costretti al giro largo passando da Fiesole non prima di aver attraversato il cavalcavia, piazza delle Cure, viale dei Mille, viale Volta e piazza Edison, con ingorghi quotidiani e rallentamenti nelle ore di punta.

Sul fronte del trasporto pubblico, la linea ferroviaria Faentina resta regolarmente in funzione. Le linee urbane sono state rimodulate: la 21 è limitata a Salviati, mentre dalla Querciola verso Firenze è attiva una navetta che passa da Caldine e Pian del Mugnone e si raccorda con la linea 7 a Fiesole. Dal 12 gennaio è inoltre attivo un servizio navetta tra Pratolino, Olmo e Borgo San Lorenzo.

La Protezione civile e la polizia provinciale continuano il pattugliamento delle zone più critiche, mentre il Comune di Fiesole invita i cittadini al rispetto delle misure emergenziali. Perché la frana, dicono i tecnici, non è un episodio isolato ma il segnale di una montagna che va tenuta sotto controllo. La riapertura del 21 gennaio è l’obiettivo, ma la priorità resta una sola: mettere in sicurezza la collina e chiudere la porta al rischio di nuovi crolli.

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