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Infrastrutture

Cecina, verifiche sulle aree del porto: a rischio 280 posti barca

di Ilenia Reali

	Una veduta del porto di Cecina dall’alto
Una veduta del porto di Cecina dall’alto

Preoccupazione per la possibile vendita di zone del demanio. I controlli serviranno a delimitare gli spazi pubblici da quelli privati: dubbi sulla Darsena

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CECINA. L’Autorità marittima farà delle verifiche per capire quali sono le aree di proprietà del demanio e quali invece quelle private nel porto di Cecina.

L’accertamento dominicale che andrà a mappare le aree dove è stata realizzata la struttura portuale rischia di avere ripercussioni sulle proprietà che insistono sul porto di Cecina. C’è preoccupazione in particolare per i posti barca della Darsena, 280, che se si trovassero in zona demaniale sarebbero stati venduti senza avere il diritto di disporre del bene. Le verifiche saranno effettuate nei prossimi giorni e la notizia si è diffusa tra i soci del porto dopo un incontro ad alti livelli che si è tenuto il 30 giugno nella Delegazione di spiaggia di Cecina.

Il capo del Comando della Direzione marittima di Livorno, e direttore marittimo della Toscana Giovanni Canu, con il comandante della Capitaneria di Cecina Riccardo Federighi, ha incontrato i curatori della procedura di liquidazione del Porto di Cecina Fabio Serini e Paolo Carotti e in quella sede, recita il comunicato dalla Capitaneria di porto «sono state evidenziate una serie di tematiche da affrontare e tra queste, in primis, quella dell’accertamento dominicale delle aree dove è stata realizzata la struttura portuale. L’incontro è stato quindi il primo passo per creare una forma di collaborazione interistituzionale che possa agevolare i percorsi amministrativi preordinati ad una sicura ed efficiente gestione della struttura portuale turistica».

Non sfuggirà che queste informazioni hanno creato non poche preoccupazioni nel porto di Cecina che dal momento in cui è stata aperta, prima la procedura concordataria e poi quella giudiziale, ha abituato a numerose novità soprattutto per quanto riguarda la vendita dei posti barca in parte non inseriti nella relazione del passivo (per la mancanza della documentazione ritenuta insufficiente dai curatori a dimostrarne la vendita) e in parte all’origine della fine del percorso concordatario.

Il prossimo appuntamento per il futuro della procedura del porto di Cecina è fissato per il 9 luglio con l’udienza dello stato passivo: una data rimandata più volte per consentire la presentazione di eventuali osservazioni alla relazione dei curatori. Per quanto riguarda invece il Comune è stato istituito un tavolo tecnico necessario ad approfondire le posizioni reciproche e chiarire in modo puntuale i crediti vantati dall’ente verso la società in fallimento. Una delle partite principali riguarda la realizzazione dell’intervento sull’argine in sinistra idraulica dal momento che i costi, al momento anticipati dalla Regione, non sono ancora definiti.

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