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Versilia

Tribunale

Viareggio, condannato per la tentata truffa a due anziani

di Pietro Barghigiani

	Soldi e catenina che il truffatore aveva sottratto  
Soldi e catenina che il truffatore aveva sottratto  

Il raggiro del finto carabiniere, l’uomo era stato arrestato in flagranza dalla polizia

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VIAREGGIO. Era arrivato a Viareggio, da Palermo, come un pendolare delle truffe domestiche. Uno dei tanti che alimentano un fenomeno odioso con anziani e vulnerabili vittime dei raggiri in casa. Era la mattina del 21 luglio. Aveva anche messo le mani sul bottino in contanti e monili in oro. Ma la “missione” venne interrotta dai poliziotti delle volanti che lo arrestarono in flagranza di reato. Processato per tentata truffa aggravata in concorso, Claudio Cappello, 41 anni, è stato condannato in abbreviato a un anno e 8 mesi, senza condizionale, (giudice Nidia Genovese, pm onorario Fabrizio Bartelloni) ieri – 15 settembre – in Tribunale.

È rimasto ignoto il telefonista che, qualificandosi come maresciallo dei carabinieri, in mattinata aveva intrattenuto una pensionata di 87 anni dicendole che era stato commesso un furto in una gioielleria di Viareggio utilizzando i suoi documenti. Una situazione che richiedeva, secondo il sedicente carabiniere, la necessità di verificare se i gioielli della signora corrispondessero a quelli rubati. Una chiamata ricca di ombre, ma sicura nei modi dell’anonimo interlocutore.

«Verrà un collega a casa a fare i controlli» era stato l’avviso del finto maresciallo. A bussare alla porta della coppia di pensionati era stato Cappello, arrivato in treno alla stazione viareggino e con un taxi nei pressi dell’obiettivo. L’uomo, con precedenti specifici, non aveva calcolato la prontezza di riflessi della pensionata che, intuendo una storia poco chiara, aveva detto al marito (rimanendo sempre collegata con il telefonista) di chiamare le forze dell’ordine. Una reazione dall’esito felice per i potenziali truffati. Mentre Cappello si stava recando nella casa della coppia, gli agenti del commissariato era pronti a intervenire facendosi trovare all’esterno del palazzo.

In parallelo la signora fingeva di dare corda al presunto maresciallo che la teneva impegnata al telefono. Una mossa per assecondare mente ed esecutore materiale del raggiro. Una volta entrato in casa, il 41enne si era fatto consegnare 500 euro in contanti, due fedi d’oro, un anello con brillantini e smeraldo e una catenina con ciondolo in oro. Convinto di aver concluso il colpo, si era avviato verso l’uscita dove, però, ad attenderlo c’erano i poliziotti. 
 

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